Relazione tecnica frantoio oleario​​ – Esempio e Fac Simile Compilabile

Questa guida ti accompagna alla redazione della Relazione tecnica per un frantoio oleario, il documento cardine che descrive in modo chiaro e verificabile impianto, processo e misure di gestione. La Relazione tecnica serve a supportare progettazione e gestione operativa, ottenere o aggiornare autorizzazioni (SUAP/AUA, scarichi, emissioni), dimostrare conformità normativa (Direttiva Macchine, ATEX, HACCP, rumore), e pianificare sicurezza, qualità e sostenibilità. In sintesi, dettaglia layout e attrezzature, capacità produttiva, flussi di materia ed energia (olive, olio, sansa, acque di vegetazione), sistemi di trattamento e stoccaggio, gestione rifiuti e sottoprodotti, controlli e manutenzione. L’obiettivo è fornire un quadro tecnico completo, tracciabile e coerente con la stagionalità del ciclo, utile sia per nuovi impianti sia per ammodernamenti.

Come scrivere una Relazione tecnica frantoio oleario​​

La relazione tecnica per un frantoio oleario è il documento cardine che accompagna ogni procedimento autorizzativo e abilitativo, dall’iter edilizio e urbanistico alla pratica SUAP, fino ai profili ambientali, sanitari e di sicurezza. Deve dimostrare in modo chiaro, coerente e verificabile che il sito, l’impianto e le modalità di gestione rispettano la normativa vigente, anticipando le verifiche degli enti competenti e riducendo al minimo richieste di integrazione e tempi di rilascio. È essenziale che sia redatta da un tecnico con esperienza sia in materia ambientale sia in igiene e sicurezza alimentare, capace di integrare in un unico elaborato la descrizione del processo produttivo, il layout, i flussi, gli impatti e le soluzioni di conformità. In apertura conviene inquadrare l’intervento dal punto di vista urbanistico-edilizio, attestando la conformità di destinazione d’uso, gli eventuali titoli edilizi necessari per opere interne ed esterne e l’assenza di vincoli ostativi; in presenza di vincoli paesaggistici o culturali ai sensi del D.Lgs. 42/2004 occorre motivare la compatibilità e allegare gli atti autorizzativi, mentre se l’area rientra in siti Natura 2000 si valuterà l’assoggettabilità a Valutazione di Incidenza.

Per nuovi insediamenti o ampliamenti significativi va considerata l’eventuale procedura di verifica di assoggettabilità a VIA secondo la disciplina regionale, anche solo per escludere formalmente la necessità di un percorso ambientale maggiore. La relazione deve poi descrivere in dettaglio il frantoio: ubicazione, caratteristiche dell’immobile, planimetrie quotate con flussi sporco/pulito, aree di ricezione e stoccaggio olive, linea di lavaggio, frangitura, gramolatura, estrazione, separazione e filtrazione, aree di stoccaggio olio finito, depositi dei co-prodotti, locali tecnici e impianti a servizio, viabilità interna ed esterna, parcheggi, aree di carico/scarico, con indicazione di superfici, volumi, capacità e materiali. È utile esplicitare la capacità produttiva massima oraria e stagionale, la stagionalità della campagna olearia e gli orari di esercizio, perché molti limiti autorizzativi, soprattutto acustici e sugli scarichi, sono sensibili a questi parametri. Per il profilo sanitario, la relazione deve dimostrare la conformità al Regolamento (CE) n. 852/2004 e alla normativa nazionale di igiene degli alimenti, documentando la registrazione sanitaria presso l’ASL, l’implementazione del sistema HACCP e dei prerequisiti (pulizia e sanificazione, controllo infestanti, qualità dell’acqua potabile, gestione allergeni, formazione del personale), la separazione tra aree “sporche” e “pulite”, le superfici lavabili, l’adeguata aerazione e illuminazione, i percorsi del personale e dei prodotti, le dotazioni di spogliatoi e servizi igienici, i materiali e oggetti a contatto con alimenti conformi (MOCA) e la tracciabilità ai sensi del Reg. (CE) n. 178/2002. Per i frantoi che effettuano lavorazioni per conto terzi, la relazione richiama inoltre gli obblighi di registrazione telematica nel SIAN dei movimenti di olive e olio secondo la normativa di settore, con descrizione delle procedure di pesatura, identificazione dei conferimenti e gestione dei serbatoi. Gli aspetti ambientali ruotano attorno a tre assi: acque, aria e rifiuti/sottoprodotti. Per le acque occorre distinguere approvvigionamento idrico, acque reflue di processo e sanitarie, acque meteoriche. Il ciclo idrico deve essere descritto con bilancio di massa, portate medie e di punta, schema delle reti separate e punti di scarico, indicando se lo scarico avviene in fognatura, in acque superficiali o su suolo e presentando, ove necessario, la domanda di autorizzazione ex parte III del D.Lgs. 152/2006, spesso ricompresa in un’AUA ai sensi del DPR 59/2013. Le acque di vegetazione e i reflui di lavaggio presentano carichi organici elevati e non possono essere trattati come reflui domestici; la relazione deve chiarire se si adotta lo spandimento agronomico ai sensi del DM 6 luglio 2005 e delle discipline regionali attuative, allegando il piano di utilizzazione agronomica, la disponibilità dei terreni idonei, le distanze di rispetto, i volumi per ettaro e le modalità di stoccaggio in vasche impermeabilizzate, oppure se si opta per il conferimento a terzi autorizzati o per trattamenti dedicati in sito. Le acque meteoriche di dilavamento delle aree scoperte, specie in zone di carico/scarico e stoccaggio, sono regolate da disposizioni regionali: la relazione deve indicare come si prevengono contaminazioni (coperture, separazione prima/seconda pioggia, disoleatori dove necessari) e quale sia il recapito, con eventuale titolo abilitativo.

Quanto alle emissioni in atmosfera, l’attenzione ricade su caldaie, generatori di aria calda, gruppi elettrogeni e, in presenza di essiccatori o combustione di sansa o nocciolino, sui relativi camini; se presenti fonti convogliate rilevanti, la relazione deve trattare l’autorizzazione ai sensi dell’art. 269 del D.Lgs. 152/2006, caratterizzare combustibili, potenze, altezze e diametri dei camini, stime emissive e misure di abbattimento, specificando se si ricade in regimi semplificati regionali. Le emissioni odorigene, pur in un quadro nazionale non uniforme, devono essere valutate con riferimento alle linee guida regionali eventualmente vigenti, motivando le soluzioni impiantistiche e gestionali per la mitigazione, in particolare nelle aree di stoccaggio sansa, vasche e ricezione olive. La gestione di rifiuti e sottoprodotti va impostata con rigore.

La relazione classifica correttamente i flussi alla luce dell’Elenco europeo dei rifiuti, distingue i rifiuti pericolosi da quelli non pericolosi (ad esempio oli esausti e filtri da manutenzione, imballaggi contaminati, fanghi di eventuali pretrattamenti), prevede spazi idonei allo stoccaggio temporaneo e descrive registrazione, formulari, MUD e l’eventuale iscrizione in categoria 2-bis dell’Albo Gestori Ambientali per il trasporto in conto proprio. Sanse, nocciolino e acque di vegetazione possono essere gestiti come sottoprodotti solo se sussistono le condizioni dell’art. 184-bis del D.Lgs. 152/2006 e del DM 13 ottobre 2016 n. 264; in tal caso la relazione dimostra la certezza di utilizzo, la conformità tecnica e normativa dell’impiego, i tempi di movimentazione e la separazione dai rifiuti, altrimenti ne prevede la gestione come rifiuti con catena autorizzativa tracciabile. Il tema del rumore richiede una valutazione previsionale d’impatto acustico ai sensi della L. 447/1995 e del DPCM 14/11/1997 e dei regolamenti comunali, con modellazione delle sorgenti (frangitori, gramole, pompe, ventilatori, gruppi frigo, movimentazione mezzi) e verifica dei limiti in facciata ai ricettori sensibili nelle diverse classi acustiche, integrata da misure in opera a regime per l’ottenimento del nulla osta o per la SCIA acustica, nonché l’adozione di accorgimenti progettuali come schermature, disaccoppiamenti, chiusure e gestione oraria. La sicurezza antincendio va valutata in relazione ai quantitativi e alle modalità di stoccaggio di olio, imballaggi, eventuali combustibili e generatori; ove si superino le soglie del DPR 151/2011 per depositi di liquidi combustibili o per altre attività soggette, la relazione deve includere il progetto antincendio, le misure di prevenzione e protezione, la classificazione del carico d’incendio, l’evacuazione fumi, l’idrantato, gli estintori, l’impianto elettrico conforme e la successiva SCIA VV.F.

È buona prassi comunque presentare un piano di emergenza interno e specifiche misure per il contenimento di sversamenti accidentali con bacini di raccolta e pavimentazioni impermeabili. Per la sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/2008 è necessario dimostrare che macchine e impianti sono marcati CE e mantenuti in sicurezza, che sono valutati i rischi specifici di schiacciamento, taglio e intrappolamento su frangitori e nastri, rumore e vibrazioni, agenti chimici per sanificazione, microclima, movimentazione manuale carichi, rischi elettrici e, in presenza di polveri combustibili da nocciolino o essiccazione, il potenziale ATEX con relativa classificazione aree e misure tecniche e organizzative. Vanno allegate o richiamate le dichiarazioni di conformità degli impianti ai sensi del DM 37/2008, i certificati dei serbatoi in pressione, i libretti delle caldaie e le verifiche periodiche obbligatorie. Nel capitolo autorizzativo la relazione chiarisce il perimetro della pratica SUAP e le endoprocedimenti attivati, specifica se si ricorre all’Autorizzazione Unica Ambientale per accorpare scarichi, emissioni e rumore, indica le eventuali SCIA edilizie e sanitarie, e definisce un cronoprogramma credibile di realizzazione opere, messa in servizio e avviamento, con collaudi funzionali e campagne di misura post attivazione.

È determinante la coerenza tra relazione, elaborati grafici, modulistica e autodichiarazioni rese ai sensi del DPR 445/2000. Un set minimo di allegati utili comprende planimetrie e sezioni quotate con layout e reti, estratti catastali e urbanistici, schede tecniche dei principali impianti, bilanci di massa e di energia, relazione acustica e, se del caso, progetto emissioni in atmosfera, studio odori, piano di utilizzazione agronomica, schema antincendio, schemi di gestione rifiuti e sottoprodotti, manuale HACCP e planimetrie igienico-sanitarie. Errori ricorrenti da evitare sono la sottostima dei volumi di refluo di campagna olearia con vasche inadeguate, la mancata distinzione tra rifiuti e sottoprodotti con documentazione probatoria insufficiente, il rinvio generico su odori e rumore senza misure tecniche specifiche, l’assenza di separazione reti meteoriche e di prima pioggia, incoerenze fra potenze e combustibili dichiarati e quanto installato, e l’omesso richiamo agli obblighi SIAN per i movimenti di olive e olio. Una relazione tecnica completa, aggiornata alle norme nazionali e regionali e radicata nelle condizioni locali del sito, consente di ottenere in un’unica traiettoria le necessarie abilitazioni, di presidiare i rischi regolatori e di impostare una gestione del frantoio efficiente, tracciabile e sostenibile. È opportuno chiudere prevedendo il piano di monitoraggio post avvio, con responsabilità, scadenze e indicatori per confermare nel tempo il rispetto dei limiti autorizzativi e l’efficacia delle misure adottate, e ricordando che ogni modifica sostanziale di layout, capacità, combustibili o modalità di gestione richiede una tempestiva verifica di assoggettabilità ad aggiornamenti o nuove autorizzazioni.

Modelli Relazione tecnica frantoio oleario​​

Relazione tecnica frantoio oleario

Oggetto: Relazione tecnica descrittiva relativa ad attività di frantoio oleario
Committente / Ditta: _______________________________
Codice fiscale / P. IVA: _______________________________
Sede legale: _______________________________
Sede operativa del frantoio: _______________________________
Comune: _______________________________
Provincia: _______________________________
Tecnico incaricato: _______________________________
Iscritto all’Albo / Collegio: _______________________________
Data: ___ / ___ / ______


1. Premessa

Il sottoscritto tecnico incaricato, _______________________________, su incarico della ditta / del committente _______________________________, redige la presente relazione tecnica al fine di descrivere le caratteristiche strutturali, impiantistiche, produttive, igienico-sanitarie e ambientali dell’attività di frantoio oleario ubicata in _______________________________.

La presente relazione è predisposta per gli usi tecnici, amministrativi e autorizzativi connessi all’esercizio dell’attività, alla presentazione di pratiche edilizie, ambientali, sanitarie, SUAP, AUA, SCIA o altra documentazione richiesta dagli enti competenti.

Il presente documento ha carattere descrittivo e dovrà essere verificato e integrato in funzione della normativa nazionale, regionale e comunale applicabile, delle caratteristiche effettive dell’impianto e delle prescrizioni degli enti competenti.

2. Dati identificativi dell’attività

Ragione sociale _______________________________
Forma giuridica Ditta individuale / società / cooperativa / altro: _______________________________
Legale rappresentante _______________________________
Sede operativa _______________________________
Codice ATECO _______________________________
Tipologia attività Frantoio oleario per molitura olive e produzione olio di oliva
Periodo di attività Stagionale / annuale / altro: _______________________________
Orario di esercizio Dalle ______ alle ______

3. Inquadramento catastale e urbanistico

Comune catastale _______________________________
Foglio _______________________________
Particella / Mappale _______________________________
Subalterno _______________________________
Destinazione urbanistica dell’area _______________________________
Destinazione d’uso dell’immobile Artigianale / agricola / produttiva / commerciale / altro: _______________________________
Titolo di disponibilità dell’immobile Proprietà / locazione / comodato / altro: _______________________________

4. Titoli edilizi e stato legittimo

Ai fini della verifica dello stato legittimo dell’immobile e dell’attività, sono stati esaminati i seguenti documenti:

Documento / Titolo Numero / Protocollo Data Note
Permesso di costruire / concessione / licenza edilizia _______________________________ ___ / ___ / ______ _______________________________
SCIA / DIA / CILA _______________________________ ___ / ___ / ______ _______________________________
Agibilità / abitabilità _______________________________ ___ / ___ / ______ _______________________________
Autorizzazione sanitaria / notifica sanitaria _______________________________ ___ / ___ / ______ _______________________________
Autorizzazione ambientale / AUA _______________________________ ___ / ___ / ______ _______________________________
Altro documento _______________________________ ___ / ___ / ______ _______________________________

Dalla documentazione esaminata e dal sopralluogo eseguito in data ___ / ___ / ______, lo stato dei luoghi risulta conforme / non conforme / da verificare rispetto ai titoli edilizi e amministrativi disponibili.

5. Descrizione generale del frantoio

L’attività consiste nella ricezione, stoccaggio temporaneo e lavorazione delle olive finalizzata alla produzione di olio di oliva mediante processo meccanico.

Il ciclo produttivo comprende, a titolo esemplificativo, le seguenti fasi:

  • ricevimento delle olive;
  • pesatura e registrazione del conferimento;
  • defogliazione e lavaggio;
  • frangitura;
  • gramolazione;
  • estrazione mediante centrifugazione / pressione / altro sistema;
  • separazione dell’olio;
  • filtrazione, ove prevista;
  • stoccaggio dell’olio;
  • eventuale confezionamento;
  • gestione dei sottoprodotti e dei reflui di lavorazione.

6. Descrizione dei locali

Locale / Area Destinazione Superficie indicativa Caratteristiche Note
Area ricevimento olive Scarico e pesatura ______ mq Pavimentazione lavabile / area coperta / area esterna _______________________________
Locale lavorazione Molitura ed estrazione ______ mq Pavimenti e pareti lavabili, aerazione adeguata _______________________________
Locale stoccaggio olio Serbatoi e conservazione ______ mq Ambiente pulito, protetto e idoneo alla conservazione _______________________________
Area confezionamento Imbottigliamento / etichettatura ______ mq Presente / non presente _______________________________
Servizi igienici e spogliatoi Personale ______ mq Conformi / da verificare _______________________________
Deposito materiali Imballaggi, ricambi, prodotti di pulizia ______ mq Separato dalle aree alimentari _______________________________

7. Impianti e attrezzature principali

Attrezzatura / Impianto Marca / Modello Potenza / Capacità Anno Note
Defogliatore _______________________________ _______________________________ ______ _______________________________
Lavatrice olive _______________________________ _______________________________ ______ _______________________________
Frangitore _______________________________ _______________________________ ______ _______________________________
Gramole _______________________________ n. ______ / capacità ______ ______ _______________________________
Decanter / centrifuga _______________________________ _______________________________ ______ _______________________________
Separatore olio-acqua _______________________________ _______________________________ ______ _______________________________
Serbatoi olio Acciaio inox / altro n. ______ da ______ litri ______ _______________________________
Linea confezionamento _______________________________ _______________________________ ______ Presente / non presente

8. Capacità produttiva

Capacità di lavorazione oraria ______ kg olive/ora
Capacità giornaliera stimata ______ kg olive/giorno
Periodo di campagna olearia Da ___ / ___ / ______ a ___ / ___ / ______
Produzione annua stimata di olio ______ litri / kg
Numero addetti ______
Turni di lavoro ______

9. Materie prime, prodotti e sottoprodotti

Le materie prime utilizzate sono costituite da olive conferite da produttori agricoli, soci, clienti terzi o provenienti da fondi aziendali.

Materiale Origine Quantità stimata Gestione / Destinazione
Olive Aziendale / conferitori / terzi ______ kg/anno Lavorazione interna
Olio prodotto Processo di molitura ______ litri/anno Stoccaggio / vendita / conto terzi
Sansa Sottoprodotto di lavorazione ______ kg/anno Conferimento / recupero / altro
Acque di vegetazione Refluo di lavorazione ______ mc/anno Gestione secondo autorizzazioni e normativa applicabile
Foglie e residui vegetali Defogliazione ______ kg/anno Recupero / smaltimento / compostaggio / altro

10. Gestione delle acque e degli scarichi

L’attività può generare acque reflue derivanti da lavaggio olive, lavaggio impianti, pulizia locali, servizi igienici e processo di lavorazione.

Gli scarichi e i reflui saranno gestiti secondo le autorizzazioni rilasciate dagli enti competenti e nel rispetto della normativa ambientale applicabile.

Tipologia refluo Origine Quantità stimata Sistema di raccolta / trattamento Recapito finale
Acque di lavaggio olive Lavatrice olive ______ mc/anno _______________________________ _______________________________
Acque di vegetazione Processo estrattivo ______ mc/anno Vasca / serbatoio / smaltimento autorizzato / altro _______________________________
Acque di lavaggio locali Pulizia pavimenti e attrezzature ______ mc/anno _______________________________ _______________________________
Reflui civili Servizi igienici ______ mc/anno Fognatura / fossa Imhoff / altro _______________________________

11. Gestione dei rifiuti e sottoprodotti

I rifiuti e i sottoprodotti derivanti dall’attività saranno gestiti secondo la normativa vigente, mediante deposito temporaneo, recupero, conferimento a soggetti autorizzati o altre modalità consentite.

Materiale / Rifiuto Codice EER, se applicabile Modalità di deposito Destinazione Documentazione
Sansa _______________________________ Area dedicata / contenitore / cassone Sansificio / recupero / altro Contratto / formulario / registro
Acque di vegetazione _______________________________ Vasca / serbatoio Utilizzazione agronomica / smaltimento autorizzato / altro Autorizzazione / comunicazione / registro
Imballaggi _______________________________ Area deposito Recupero / smaltimento Formulario, ove previsto
Residui di pulizia _______________________________ Contenitori dedicati Ditta autorizzata Formulario, ove previsto

12. Emissioni in atmosfera, odori e rumore

L’attività non prevede / prevede emissioni in atmosfera derivanti da impianti termici, generatori, caldaie, sistemi di aspirazione, movimentazione materiali o altre apparecchiature.

Dovranno essere valutate eventuali emissioni odorigene derivanti da stoccaggio olive, acque di vegetazione, sanse o residui organici, adottando idonee misure di gestione e contenimento.

Aspetto ambientale Presenza Misure adottate Note
Emissioni in atmosfera ☐ Sì   ☐ No   ☐ Da verificare _______________________________ _______________________________
Emissioni odorigene ☐ Sì   ☐ No   ☐ Da verificare Pulizia aree, rimozione residui, contenitori chiusi _______________________________
Rumore da macchinari ☐ Sì   ☐ No   ☐ Da verificare Manutenzione impianti, eventuali schermature _______________________________
Traffico mezzi ☐ Sì   ☐ No   ☐ Da verificare Gestione orari conferimento e carico/scarico _______________________________

13. Requisiti igienico-sanitari

I locali e le attrezzature destinati alla lavorazione delle olive e alla produzione di olio devono essere mantenuti in condizioni igieniche idonee, con superfici lavabili, adeguata aerazione, corretta separazione delle aree e prevenzione delle contaminazioni.

In particolare, dovranno essere garantiti:

  • pavimenti lavabili e facilmente sanificabili;
  • pareti e superfici idonee alle attività alimentari;
  • corretta gestione degli infestanti;
  • separazione tra aree sporche e aree pulite, ove necessario;
  • idoneità dei materiali a contatto con gli alimenti;
  • disponibilità di acqua potabile, ove richiesta;
  • servizi igienici e spogliatoi per il personale;
  • procedure di pulizia, sanificazione e manutenzione;
  • tracciabilità dei conferimenti e dei prodotti.

14. Sicurezza sul lavoro e prevenzione incendi

L’attività dovrà essere esercita nel rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, con particolare riferimento a macchinari, impianti elettrici, movimentazione carichi, rischio scivolamento, rischio meccanico, rischio elettrico e formazione degli addetti.

Elemento verificato Stato Note
Documento di valutazione dei rischi ☐ Presente   ☐ Da predisporre   ☐ Non applicabile _______________________________
Marcatura CE macchinari ☐ Presente   ☐ Da verificare _______________________________
Manutenzione impianti e attrezzature ☐ Programmata   ☐ Da integrare _______________________________
Impianto elettrico ☐ Conforme   ☐ Da verificare _______________________________
Estintori e presidi antincendio ☐ Presenti   ☐ Da integrare _______________________________
Valutazione prevenzione incendi ☐ Necessaria   ☐ Non necessaria   ☐ Da verificare _______________________________

15. Approvvigionamento idrico ed energia

Approvvigionamento idrico Acquedotto / pozzo / altro: _______________________________
Uso dell’acqua Lavaggio olive / lavaggio locali / servizi igienici / altro
Alimentazione elettrica Monofase / trifase / potenza disponibile: _______________________________
Impianti termici Presenti / non presenti / descrizione: _______________________________
Fonti energetiche Energia elettrica / gas / biomassa / gasolio / altro: _______________________________

16. Accessibilità, viabilità e movimentazione

L’accesso al frantoio avviene da _______________________________. Le aree esterne sono destinate a ingresso mezzi, carico e scarico olive, movimentazione contenitori, deposito temporaneo e transito del personale.

La viabilità interna ed esterna dovrà garantire condizioni di sicurezza per mezzi agricoli, autocarri, autovetture, pedoni e operatori.

Accesso carrabile Presente / da realizzare / da adeguare: _______________________________
Area carico e scarico Presente / non presente / note: _______________________________
Parcheggi Presenti / non presenti / note: _______________________________
Movimentazione interna Manuale / carrelli / muletti / nastri trasportatori / altro

17. Autorizzazioni e adempimenti amministrativi

Per l’esercizio dell’attività, il committente dovrà verificare la necessità di acquisire, aggiornare o presentare i seguenti atti:

  • SCIA attività produttiva presso SUAP;
  • notifica sanitaria ai fini alimentari;
  • autorizzazione unica ambientale, ove necessaria;
  • autorizzazione allo scarico o gestione reflui;
  • comunicazione o autorizzazione per utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione, ove applicabile;
  • pratiche edilizie relative ai locali o agli impianti;
  • verifica prevenzione incendi, ove applicabile;
  • registrazioni e adempimenti in materia di rifiuti;
  • registro di carico e scarico, formulari o altra documentazione ambientale, ove prevista;
  • documentazione HACCP e tracciabilità alimentare;
  • altri atti richiesti da Comune, ASL / ATS, ARPA, Provincia, Regione o altri enti competenti.

18. Elaborati allegati

  • Estratto di mappa catastale;
  • Visura catastale dell’immobile;
  • Planimetria generale dell’area;
  • Planimetria dei locali con destinazioni d’uso;
  • Layout impiantistico del frantoio;
  • Schema del ciclo produttivo;
  • Schema gestione acque reflue e acque di vegetazione;
  • Schema gestione sanse e sottoprodotti;
  • Schede tecniche dei macchinari principali;
  • Documentazione fotografica;
  • Certificazioni impiantistiche disponibili;
  • Autorizzazioni e pratiche amministrative pregresse;
  • Altra documentazione: _______________________________.

19. Valutazione tecnica conclusiva

Sulla base del sopralluogo effettuato, della documentazione disponibile e delle informazioni fornite dal committente, l’attività di frantoio oleario risulta:

Esito tecnico: ☐ idonea    ☐ idonea con prescrizioni    ☐ non idonea    ☐ da verificare con ulteriori accertamenti.

Le eventuali prescrizioni tecniche, amministrative o ambientali sono le seguenti:

Eventuali modifiche ai locali, agli impianti, alla capacità produttiva, agli scarichi, alla gestione dei sottoprodotti o alle modalità di esercizio dovranno essere preventivamente verificate e, ove necessario, autorizzate dagli enti competenti.


20. Dichiarazione del tecnico

Il sottoscritto tecnico incaricato dichiara che la presente relazione è stata redatta sulla base dei dati forniti dal committente, della documentazione disponibile, del sopralluogo effettuato e delle verifiche tecniche eseguite.

La presente relazione non sostituisce autorizzazioni, nulla osta, pareri, pratiche edilizie, sanitarie, ambientali o amministrative eventualmente richieste dalla normativa vigente e dagli enti competenti.

Luogo e data: _______________________________

Il tecnico incaricato
Nome e cognome: _______________________________
Firma e timbro: _______________________________

Il committente / legale rappresentante
Nome e cognome / Ragione sociale: _______________________________
Firma: _______________________________