Relazione tecnica impianto autolavaggio​​ – Esempio e Fac Simile Compilabile

Questa guida introduce la Relazione tecnica per un impianto di autolavaggio, il documento che descrive in modo chiaro e verificabile progetto, prestazioni e conformità normativa dell’impianto. È richiesta in caso di nuova realizzazione, ampliamento o modifica sostanziale e accompagna le istanze autorizzative presso SUAP ed enti competenti. La relazione illustra layout e processi, schemi idraulici ed elettrici, sistemi di trattamento e ricircolo delle acque, gestione scarichi e rifiuti, valutazioni su consumi energetici, rumore e impatti ambientali, dispositivi di sicurezza e piani di manutenzione, fino a collaudi e prove funzionali. Oltre a orientare gli organi di controllo, costituisce un riferimento operativo per gestore e manutentori. Nelle pagine seguenti troverai come impostarla in modo completo ed efficiente: contenuti minimi, dati da raccogliere, elaborati e calcoli tipici, riferimenti normativi essenziali ed errori comuni da evitare.

Come scrivere una Relazione tecnica impianto autolavaggio​​

La relazione tecnica per un impianto di autolavaggio è il documento cardine con cui il proponente dimostra, in modo organico e verificabile, la conformità urbanistica, edilizia, impiantistica, ambientale e di sicurezza dell’intervento, consentendo allo Sportello Unico per le Attività Produttive di istruire le pratiche e, quando necessario, di attivare l’Autorizzazione Unica Ambientale. Deve essere redatta da un tecnico abilitato, firmata digitalmente e coerente con gli elaborati grafici e gli atti amministrativi a corredo, perché ogni discrasia fra descrizioni, planimetrie e moduli può generare sospensioni istruttorie o dinieghi. Il punto di partenza è l’inquadramento urbanistico-edilizio: la relazione espone l’area d’intervento, la destinazione d’uso vigente e attuabile, le previsioni degli strumenti urbanistici, i vincoli incidenti (paesaggistici, idrogeologici, sismici, elettromagnetici, archeologici), le distanze da confini e strade, l’accessibilità carrabile e pedonale, la compatibilità della funzione con la zonizzazione acustica comunale e con il regolamento edilizio. Chiarisce se l’opera richiede permesso di costruire o rientra nella sfera della SCIA edilizia, illustra eventuali autorizzazioni paesaggistiche, depositi sismici e nulla osta dell’ente proprietario della strada per accessi e passi carrabili. A supporto, descrive compiutamente le opere civili e il layout: tipologia di impianto (portale, tunnel, piste self-service, aspiratori, lava-tappezzerie), flussi veicolari e aree di manovra, superfici impermeabili e pendenze, canalette e grigliati, recinzioni, tettoie, locali tecnici, illuminazione, insegne, videosorveglianza, con indicazione dei materiali, delle finiture antisdrucciolo, dei livelli di illuminamento, della segnaletica di sicurezza e della gestione del rischio di scivolamento in aree bagnate. La parte ambientale è centrale e si articola sul ciclo dell’acqua, sul rumore, sulle emissioni e sui rifiuti. La relazione ricostruisce il bilancio idrico, indicando le fonti di approvvigionamento (acquedotto, pozzo con titolo di derivazione ove ammesso, recuperi interni), i consumi per ciclo di lavaggio e per tipologia di linea, le percentuali di ricircolo e riuso interno e i sistemi di separazione delle reti per distinguere acque meteoriche, acque di processo e acque nere. Specifica i volumi e i dimensionamenti dei dissabbiatori, dei disoleatori conformi alla UNI EN 858 con classe I quando si scarica in fognatura pubblica o in corpo idrico, delle vasche di prima pioggia per piazzali e aree scolanti secondo il regolamento del gestore e la disciplina regionale, illustrando criteri di calcolo delle portate di punta, bypass di seconda pioggia, tempi di ritenzione, dispositivi di chiusura automatica e pozzetti di ispezione e campionamento a valle dei trattamenti. Indica con precisione il recettore dello scarico, la natura industriale del refluo, i limiti applicabili ai parametri caratteristici (oli e grassi, tensioattivi totali e anionici, solidi sospesi, COD, BOD5, idrocarburi) sulla base del D.Lgs. 152/2006 e dei regolamenti dell’ente d’ambito, e motiva il rispetto di tali valori descrivendo l’efficienza attesa dei pretrattamenti, eventuali sistemi di filtrazione o chiariflocculazione, e il piano di controllo con frequenze analitiche, laboratori accreditati e modalità di campionamento in continuo o a spot. Qualora lo scarico non vada in pubblica fognatura ma in corpo idrico superficiale, la relazione dà conto del più elevato livello di tutela richiesto, della necessità di autorizzazione allo scarico con specifici limiti tabellari e, di regola, dell’inammissibilità dello scarico sul suolo per questa tipologia di attività. Se la realtà aziendale rientra nell’Autorizzazione Unica Ambientale, la relazione deve essere strutturata in modo da alimentare direttamente gli allegati tecnici AUA su scarichi, emissioni in atmosfera in deroga se presenti, gestione delle acque meteoriche e impatto acustico, anticipando le prescrizioni gestionali che il provvedimento con ogni probabilità conterrà. In tema di rumore, il documento presenta la valutazione previsionale di impatto acustico ai sensi della legge quadro, con modelli, sorgenti considerate (portali, pompe, compressori, aspiratori, segnalatori acustici), tempi di esercizio, verifica del rispetto dei limiti di immissione della classe acustica di zona e dell’eventuale criterio differenziale presso i ricettori sensibili, nonché le misure di mitigazione progettate quali schermature, box fonoisolanti per compressori, pannellature fonoassorbenti e orari contingentati. Sul fronte delle emissioni in atmosfera, la relazione chiarisce che l’attività ordinaria di autolavaggio, salvo impieghi specifici di solventi o generatori con potenze significative, non ricade nei titoli autorizzativi ex artt. 269 e seguenti del testo unico ambientale, fermo restando l’obbligo di dichiarare eventuali apparecchiature soggette a regime semplificato o in deroga e di considerare i compressori solo per i profili acustici. La gestione dei rifiuti è affrontata distinguendo i flussi: fanghi e acque oleose provenienti da dissabbiatori e disoleatori classificati con codici EER pertinenti, assorbenti contaminati se utilizzati, imballaggi vuoti dei detergenti, filtri esausti. La relazione definisce il deposito temporaneo secondo criteri di compatibilità e tempistiche, l’etichettatura, l’affidamento a trasportatori e destinatari autorizzati, la tenuta dei registri di carico e scarico e la presentazione del MUD, evitando impropri ricorsi alla categoria di trasporto in conto proprio quando si tratti di rifiuti pericolosi. Illustra inoltre il piano di manutenzione dei trattamenti con frequenze di spurgo dei fanghi e smaltimento dei rifiuti derivanti, le prove di tenuta delle vasche e dei serbatoi e i controlli periodici dell’efficienza dei separatori. La parte impiantistica espone gli schemi funzionali degli impianti idrico-sanitari ed elettrici con relative dichiarazioni di conformità da rilasciarsi ai sensi del D.M. 37/2008, la protezione contro i contatti in ambienti bagnati, i dispositivi di arresto di emergenza in prossimità dei portali, l’impianto di messa a terra, le protezioni differenziali e le caratteristiche di grado di protezione IP degli apparecchi. Per le macchine di lavaggio la relazione richiama la marcatura CE ai sensi della Direttiva Macchine, l’inclusione dei manuali d’uso e manutenzione e la rispondenza agli obblighi del datore di lavoro previsti dal D.Lgs. 81/2008, includendo la valutazione del rischio chimico legato ai detergenti, lo stoccaggio in armadi o locali adeguati con bacini di contenimento, la consultazione e disponibilità delle schede di sicurezza e l’adozione di DPI, formazione e procedure. Quando l’autolavaggio è integrato ad un impianto di distribuzione carburanti, la relazione verifica l’assenza di interferenze con aree soggette a prevenzione incendi e, se del caso, il coordinamento con gli adempimenti del D.P.R. 151/2011 dell’impianto principale; quando è autonomo, chiarisce che in via generale l’attività di lavaggio in sé non ricade tra le categorie soggette all’obbligo di CPI, fermo restando l’assoggettamento di eventuali depositi rilevanti di sostanze pericolose o generatori oltre soglia. Sotto il profilo sanitario e di tutela delle acque potabili, la relazione dichiara l’uso esclusivo di acqua non potabile nei circuiti di lavaggio e la segregazione fisica da eventuali reti potabili con adeguati disconnettori, l’apposizione di cartellonistica “acqua non potabile”, l’assenza di rischi di ritorno di fiamma idraulico, e, laddove si abbiano accumuli o circuiti tiepidi, la valutazione del rischio legionella e le misure di prevenzione. Per gli aspetti amministrativi e procedurali, il documento illustra il canale SUAP, la tipologia di istanze attivate, l’eventuale necessità di convocare una conferenza dei servizi semplificata o simultanea per coordinare il titolo edilizio, l’autorizzazione allo scarico o l’AUA, il nulla osta acustico, l’autorizzazione paesaggistica e i pareri stradali, indicando tempi ordinari e criticità che possono insorgere in sede istruttoria, come richieste di integrazione su dimensionamenti delle vasche di prima pioggia, sulla collocazione dei pozzetti di campionamento, sulla compatibilità acustica notturna o sui flussi veicolari in ingressi prossimi a intersezioni. La relazione copre anche i profili commerciali, spiegando che l’avvio dell’attività richiede una SCIA al SUAP per l’esercizio di servizi di lavaggio auto, la scelta del corretto codice ATECO, gli adempimenti fiscali connessi e l’eventuale imposta sulla pubblicità per insegne e preinsegne secondo il Codice della strada e i regolamenti locali, oltre alle cautele privacy se è installata videosorveglianza con informativa, tempi di conservazione, cartellonistica e registri del trattamento conformi al GDPR. Dal punto di vista probatorio, una buona relazione allega simulazioni e calcoli firmati, schede tecniche dei disoleatori con prestazioni garantite, planimetrie quotate con indicazione delle pendenze e dei reticoli fognari, estratti del piano acustico comunale, pre-accordi con il gestore della fognatura sui punti di allaccio e prescrizioni di pretrattamento, nonché bozze di piani di manutenzione e gestione dei rifiuti. È utile prevedere uno schema di monitoraggio post-attivazione con prime analisi di collaudo allo scarico e verifiche fonometriche a impianto in esercizio, così da agevolare l’ottenimento di eventuali nulla osta alla messa in esercizio e dimostrare la piena conformità. La relazione non omette il capitolo responsabilità e sanzioni, perché chiarire a monte che lo scarico senza titolo o il superamento dei limiti è soggetto a sanzioni anche penali, che la mancata valutazione previsionale di impatto acustico integra violazioni amministrative e che una gestione irregolare dei rifiuti espone a pesanti sanzioni e sequestri, spinge il gestore ad investire in controlli e manutenzioni. Chiude il documento una dichiarazione di conformità complessiva dell’intervento al D.P.R. 380/2001, al D.Lgs. 152/2006, alla legge quadro sull’inquinamento acustico e ai regolamenti locali applicabili, l’indicazione dei professionisti responsabili e delle imprese esecutrici e l’impegno a mantenere aggiornati i titoli ambientali e a rispettare le prescrizioni autorizzative. Una relazione tecnica impostata in questo modo non è un mero adempimento formale, ma una vera matrice di conformità, capace di ridurre tempi e rischi istruttori, prevenire contenziosi e garantire un esercizio sicuro, sostenibile e rispettoso delle regole.

Modelli Relazione tecnica impianto autolavaggio​​

  1. DATI GENERALI
    • Committente/Ragione sociale: ___
    • Sede legale: ___
    • Sede operativa (ubicazione impianto): ___
    • Partita IVA/C.F.: ___
    • Recapiti (tel./e-mail): ___
    • Tecnico incaricato (nome, qualifica, n. iscrizione Albo): ___
    • Committente referente tecnico: ___
    • Data redazione: ___
    • Revisione n.: ___
  2. OGGETTO E SCOPO DELLA RELAZIONE
    • Oggetto: Realizzazione/adeguamento di impianto di autolavaggio sito in ___
    • Scopo: Descrivere caratteristiche tecniche, dimensionamenti, misure di sicurezza e conformità normativa ai fini di ___ (es. presentazione pratica SUAP/autorizzazione scarico/SCIA)
    • Tipologia impianto: Portale / Tunnel / Self-service a piste / Misto (indicare): ___
  3. INQUADRAMENTO NORMATIVO E TITOLI ABILITATIVI
    • Regolamento edilizio/strumento urbanistico comunale: ___
    • Titolo edilizio/SCIA: Prot. n. del
    • Autorizzazione allo scarico (art. 124 D.Lgs. 152/2006): Ente competente — Prot. n. del ___
    • Eventuale concessione/derivazione acque (pozzo): Provv. n. del
    • Regolamento fognario gestore: — Edizione
    • Norme tecniche applicate (principali): D.Lgs. 152/2006; L. 447/1995 e D.P.C.M. 14/11/1997 (rumore); D.Lgs. 81/2008; D.M. 37/2008 (impianti); CEI 64-8; UNI EN 858 (separatori oli); REACH/CLP; Direttiva Macchine 2006/42/CE; D.M. 329/2004 e D.Lgs. 26/2016 (PED); D.P.R. 462/2001
    • Altre autorizzazioni/comunicazioni: ___
  4. DESCRIZIONE DELL’ATTIVITÀ E DEL SITO
    • Descrizione servizio: Lavaggio esterni / interni / aspirazione / lucidatura / sanificazione (specificare): ___
    • Orario di esercizio: ___
    • Veicoli trattati: Autovetture / Veicoli commerciali leggeri / Altri: ___
    • Volumi attesi: n. lavaggi/giorno — n. lavaggi/anno
    • Inquadramento sito: indirizzo, mappali, superficie complessiva ___
    • Superfici scolanti scoperte: area lavaggio scoperta m² — piazzali/viabilità
    • Distanze da recettori sensibili (abitazioni, scuole, ospedali): ___
  5. DESCRIZIONE TECNICA DELL’IMPIANTO
    5.1 Approvvigionamento idrico

    • Fonte: Acquedotto pubblico / Pozzo autorizzato / Altra fonte (specificare): ___
    • Contatore/i acqua: n. — calibro — matricola ___
    • Trattamenti in ingresso: filtro meccanico μm; addolcitore (portata m³/h; durezza in ingresso °f; durezza in uscita °f); osmosi inversa (se presente) ___
    • Portata max richiesta: m³/h — fabbisogno medio giornaliero: m³/d

      5.2 Linee di lavaggio e apparecchiature

    • Tipologia impianto: Portale/tunnel/self con n. piste — dimensioni utili:
    • Pompe alta pressione: n. — Q = l/min — P = bar — potenza assorbita kW
    • Dosaggio chimici: sistemi venturi/pompe dosatrici (marca/modello) — portata dosaggio l/h — interblocco con ciclo di lavaggio: SI/NO ___
    • Spazzole/ugelli: tipologia — materiali
    • Asciugatura: soffianti n. — portata aria m³/h — potenza ___ kW
    • Sistemi di pagamento/gestione (se presenti): gettoniera/pos/app: ___

      5.3 Prodotti chimici impiegati

    • Elenco prodotti con funzione, consumo, classificazione CLP, SDS allegata:
      1) Prodotto: — Funzione: prelavaggio/shampoo/cera/sgrassante/altro — Consumo stimato: ml/lavaggio — CLP: — SDS: SI/NO
      2) Prodotto:
      — Funzione: — Consumo stimato: ml/lavaggio — CLP: — SDS: SI/NO
    • Stoccaggio: armadio ventilato/contenimento — bacino di ritenzione L — separazione incompatibili: SI/NO ___
    • Presidi d’emergenza: kit assorbenti — doccia/lavaocchi — estintori n. ___

      5.4 Trattamento e ricircolo acque di lavaggio

    • Schema di processo: grigliatura/sedimentazione primaria/equalizzazione/separatore oli/filtro sabbia/filtro carbone/biologico/UV/altro (specificare): ___
    • Separatore oli UNI EN 858: Classe I (≤5 mg/L) / Classe II — NS = l/s — tipo coalescenza/integrazione by-pass: — certificazione allegata: SI/NO ___
    • Vasche: grigliatura m³; sedimentazione m³; equalizzazione m³ (tempo di ritenzione h)
    • Ricircolo: percentuale di riuso prevista % — portata ricircolo m³/h — qualità attesa acqua riciclata (pH ; torbidità NTU; tensioattivi ___ mg/L)
    • Fango/morchie: volume stimato m³/anno — smaltitore autorizzato:

      5.5 Gestione acque meteoriche

    • Superficie scolante prima pioggia (S): m² — coefficiente afflusso:
    • Volume di prima pioggia da trattenere (criterio locale): Vpp = m³ (S = m² × ___ m)
    • Linea prima pioggia: separatore oli NS l/s — vasca di accumulo m³ — dispositivo by-pass seconda pioggia: SI/NO ___
    • Destinazione: invio a trattamento interno / fognatura acque bianche / corpo idrico (specificare e autorizzazioni): ___

      5.6 Scarico acque reflue

    • Destinazione finale: pubblica fognatura / corpo idrico superficiale / suolo (dove ammesso) — specificare: ___
    • Punto di immissione/catasto rete: ___
    • Limiti allo scarico applicabili: Regolamento gestore — Allegato 5, Parte III, D.Lgs. 152/2006 (ove pertinente) — Parametri: pH ; SST mg/L; COD mg/L; BOD5 mg/L; idrocarburi mg/L; tensioattivi anionici mg/L; tensioattivi totali mg/L; altri (specificare): ___
    • Dispositivo di campionamento/pozzetto ispezione: SI/NO — ubicazione:
    • Misuratore di portata (se richiesto): tipo — range — matricola ___

      5.7 Impianto elettrico e messa a terra

    • Fornitura elettrica: V — kW impegnati — POD ___
    • Quadri elettrici: n. — ubicazione: — grado di protezione IP ___
    • Protezioni: MT/BT; interruttori differenziali In A — Idn mA — coordinamento selettivo: SI/NO ___
    • Impianto di terra e protezione contro i contatti indiretti: Ra Ω — verifiche D.P.R. 462/2001: data — organismo abilitato ___
    • Zone umide/spruzzi: componenti con IP — equipotenzialità locale: SI/NO
    • Schema unifilare allegato: SI/NO ___

      5.8 Aria compressa e apparecchi in pressione

    • Compressore: portata m³/h — p max bar — potenza ___ kW
    • Serbatoio aria: volume L — PS bar — categoria PED ___
    • Denuncia INAIL (DM 329/2004): SI/NO — prima verifica: data
    • Sistemi di scarico condensa con separatore oli/acqua: SI/NO — gestione rifiuto:

      5.9 Rumore e vibrazioni

    • Sorgenti principali: portale/tunnel; soffianti; compressore; aspiratori; idropulitrici
    • Valutazione previsionale d’impatto acustico: eseguita SI/NO — tecnico competente:
    • Classificazione acustica comunale: classe ___
    • Limiti di immissione/differenziale: diurno dB(A) — notturno dB(A)
    • Misure di mitigazione previste: barriere ; cabine insonorizzate ; orari ___

      5.10 Sicurezza, salute e ambiente

    • Valutazione dei rischi (D.Lgs. 81/2008): SI/NO — rischio chimico/biologico/rumore:
    • Formazione e DPI: guanti/occhiali/protezioni udito/indumenti: ___
    • Segnaletica di sicurezza: SI/NO ___
    • Piano di gestione sversamenti: SI/NO — procedure e numeri emergenza affissi: SI/NO
  6. DIMENSIONAMENTI E CALCOLI PRINCIPALI
    • Portata punta lavaggi: n. piste attive × Q per pista l/min = l/min ( m³/h)
    • Fabbisogno idrico medio giornaliero: n. lavaggi/giorno × consumo unitario L = L/g ( m³/d)
    • Percentuale di ricircolo: % → prelievo da rete/pozzo: m³/d
    • Volume equalizzazione: Q medio ora di punta m³/h × tempo ritenzione h = ___
    • Separatore oli: NS richiesta l/s in base a portata affluente l/s e normativa UNI EN 858 — modello proposto ___
    • Prima pioggia: Vpp = S scolante m² × coefficiente mm di prima pioggia m = ___
    • Potenza elettrica installata: somma kW macchine kW — potenza impegnata consigliata kW
    • Verifica limiti scarico (stima a bilancio di massa): parametro — ingresso mg/L — efficienza trattamento % — uscita attesa mg/L — limite mg/L — esito: CONFORME/NON CONFORME
  7. PIANO DI GESTIONE, MANUTENZIONE E CONTROLLI
    • Manutenzioni programmate:
    • Separatore oli: ispezione / svuotamento — registro manutenzioni: SI/NO ___
    • Filtri (sabbia/carbone/cartucce): controlavaggi — sostituzioni
    • Pompe/dosatori: calibrazione — verifica perdite
    • Impianto elettrico/terra: verifiche periodiche ___
    • Compressore/serbatoio: manutenzioni e verifiche PED ___
    • Autocontrolli ambientali:
    • Parametri, frequenza e laboratorio: pH (), SST (), COD (), BOD5 (), tensioattivi (), idrocarburi () — frequenza ___
    • Campionamento in pozzetto di controllo: SI/NO ___
    • Gestione rifiuti:
    • Codici EER ipotizzati: fanghi/separatori oli ; assorbenti/filtri contaminati ; imballaggi contaminati ; altri
    • Deposito temporaneo: area — tempi massimi
    • Formulari e registro c/s: SI/NO — MUD: SI/NO
  8. CONFORMITÀ E DICHIARAZIONI
    • Le apparecchiature sono marcate CE: SI/NO — dichiarazioni del costruttore allegate: SI/NO
    • Impianti realizzati ai sensi del D.M. 37/2008: DI.CO./DI.RI. allegata: SI/NO ___
    • Conformità ai regolamenti del gestore fognario: SI/NO ___
    • Rispetto limiti acustici vigenti: SI/NO ___
    • Prodotti chimici conformi REACH/CLP e SDS disponibili: SI/NO ___
  9. ELABORATI GRAFICI E SCHEMI (ALLEGATI)
    • Planimetria generale inquadramento scala — allegato n.
    • Layout impianto e percorsi idraulici/elettrici — allegato n. ___
    • Schema di flusso trattamento acque (PFD/P&ID) — allegato n. ___
    • Profili altimetrici reti e pozzetti — allegato n. ___
    • Schema unifilare elettrico — allegato n. ___
    • Sezioni/separatore oli e vasche — allegato n. ___
    • Relazione previsionale impatto acustico — allegato n. ___
  10. CRONOPROGRAMMA E MESSA IN ESERCIZIO
    • Inizio lavori: ___
    • Fine lavori: ___
    • Collaudi funzionali: ___
    • Avvio esercizio/SCIA: ___
    • Programma monitoraggi iniziali (start-up): parametri — date
  11. NOTE
    • Specificità/localismi normativi applicati: ___
    • Eventuali deroghe o prescrizioni dell’ente: ___
    • Ulteriori indicazioni operative: ___
  12. DICHIARAZIONE DEL TECNICO
    Il sottoscritto (qualifica , iscrizione Albo ), consapevole delle responsabilità penali in caso di dichiarazioni mendaci, attesta che le informazioni contenute nella presente relazione corrispondono al vero e che il progetto/impianto è stato sviluppato nel rispetto della normativa vigente e delle buone pratiche ingegneristiche.

    Luogo e data:

    Firma e timbro: ___