Relazione tecnica impianto autolavaggio​​ – Esempio e Fac Simile Compilabile

Questa guida introduce la Relazione tecnica per un impianto di autolavaggio, il documento che descrive in modo chiaro e verificabile progetto, prestazioni e conformità normativa dell’impianto. È richiesta in caso di nuova realizzazione, ampliamento o modifica sostanziale e accompagna le istanze autorizzative presso SUAP ed enti competenti. La relazione illustra layout e processi, schemi idraulici ed elettrici, sistemi di trattamento e ricircolo delle acque, gestione scarichi e rifiuti, valutazioni su consumi energetici, rumore e impatti ambientali, dispositivi di sicurezza e piani di manutenzione, fino a collaudi e prove funzionali. Oltre a orientare gli organi di controllo, costituisce un riferimento operativo per gestore e manutentori. Nelle pagine seguenti troverai come impostarla in modo completo ed efficiente: contenuti minimi, dati da raccogliere, elaborati e calcoli tipici, riferimenti normativi essenziali ed errori comuni da evitare.

Come scrivere una Relazione tecnica impianto autolavaggio​​

La relazione tecnica per un impianto di autolavaggio è il documento cardine con cui il proponente dimostra, in modo organico e verificabile, la conformità urbanistica, edilizia, impiantistica, ambientale e di sicurezza dell’intervento, consentendo allo Sportello Unico per le Attività Produttive di istruire le pratiche e, quando necessario, di attivare l’Autorizzazione Unica Ambientale. Deve essere redatta da un tecnico abilitato, firmata digitalmente e coerente con gli elaborati grafici e gli atti amministrativi a corredo, perché ogni discrasia fra descrizioni, planimetrie e moduli può generare sospensioni istruttorie o dinieghi. Il punto di partenza è l’inquadramento urbanistico-edilizio: la relazione espone l’area d’intervento, la destinazione d’uso vigente e attuabile, le previsioni degli strumenti urbanistici, i vincoli incidenti (paesaggistici, idrogeologici, sismici, elettromagnetici, archeologici), le distanze da confini e strade, l’accessibilità carrabile e pedonale, la compatibilità della funzione con la zonizzazione acustica comunale e con il regolamento edilizio. Chiarisce se l’opera richiede permesso di costruire o rientra nella sfera della SCIA edilizia, illustra eventuali autorizzazioni paesaggistiche, depositi sismici e nulla osta dell’ente proprietario della strada per accessi e passi carrabili.

A supporto, descrive compiutamente le opere civili e il layout: tipologia di impianto (portale, tunnel, piste self-service, aspiratori, lava-tappezzerie), flussi veicolari e aree di manovra, superfici impermeabili e pendenze, canalette e grigliati, recinzioni, tettoie, locali tecnici, illuminazione, insegne, videosorveglianza, con indicazione dei materiali, delle finiture antisdrucciolo, dei livelli di illuminamento, della segnaletica di sicurezza e della gestione del rischio di scivolamento in aree bagnate. La parte ambientale è centrale e si articola sul ciclo dell’acqua, sul rumore, sulle emissioni e sui rifiuti. La relazione ricostruisce il bilancio idrico, indicando le fonti di approvvigionamento (acquedotto, pozzo con titolo di derivazione ove ammesso, recuperi interni), i consumi per ciclo di lavaggio e per tipologia di linea, le percentuali di ricircolo e riuso interno e i sistemi di separazione delle reti per distinguere acque meteoriche, acque di processo e acque nere. Specifica i volumi e i dimensionamenti dei dissabbiatori, dei disoleatori conformi alla UNI EN 858 con classe I quando si scarica in fognatura pubblica o in corpo idrico, delle vasche di prima pioggia per piazzali e aree scolanti secondo il regolamento del gestore e la disciplina regionale, illustrando criteri di calcolo delle portate di punta, bypass di seconda pioggia, tempi di ritenzione, dispositivi di chiusura automatica e pozzetti di ispezione e campionamento a valle dei trattamenti. Indica con precisione il recettore dello scarico, la natura industriale del refluo, i limiti applicabili ai parametri caratteristici (oli e grassi, tensioattivi totali e anionici, solidi sospesi, COD, BOD5, idrocarburi) sulla base del D.Lgs. 152/2006 e dei regolamenti dell’ente d’ambito, e motiva il rispetto di tali valori descrivendo l’efficienza attesa dei pretrattamenti, eventuali sistemi di filtrazione o chiariflocculazione, e il piano di controllo con frequenze analitiche, laboratori accreditati e modalità di campionamento in continuo o a spot. Qualora lo scarico non vada in pubblica fognatura ma in corpo idrico superficiale, la relazione dà conto del più elevato livello di tutela richiesto, della necessità di autorizzazione allo scarico con specifici limiti tabellari e, di regola, dell’inammissibilità dello scarico sul suolo per questa tipologia di attività. Se la realtà aziendale rientra nell’Autorizzazione Unica Ambientale, la relazione deve essere strutturata in modo da alimentare direttamente gli allegati tecnici AUA su scarichi, emissioni in atmosfera in deroga se presenti, gestione delle acque meteoriche e impatto acustico, anticipando le prescrizioni gestionali che il provvedimento con ogni probabilità conterrà. In tema di rumore, il documento presenta la valutazione previsionale di impatto acustico ai sensi della legge quadro, con modelli, sorgenti considerate (portali, pompe, compressori, aspiratori, segnalatori acustici), tempi di esercizio, verifica del rispetto dei limiti di immissione della classe acustica di zona e dell’eventuale criterio differenziale presso i ricettori sensibili, nonché le misure di mitigazione progettate quali schermature, box fonoisolanti per compressori, pannellature fonoassorbenti e orari contingentati.

Sul fronte delle emissioni in atmosfera, la relazione chiarisce che l’attività ordinaria di autolavaggio, salvo impieghi specifici di solventi o generatori con potenze significative, non ricade nei titoli autorizzativi ex artt. 269 e seguenti del testo unico ambientale, fermo restando l’obbligo di dichiarare eventuali apparecchiature soggette a regime semplificato o in deroga e di considerare i compressori solo per i profili acustici. La gestione dei rifiuti è affrontata distinguendo i flussi: fanghi e acque oleose provenienti da dissabbiatori e disoleatori classificati con codici EER pertinenti, assorbenti contaminati se utilizzati, imballaggi vuoti dei detergenti, filtri esausti. La relazione definisce il deposito temporaneo secondo criteri di compatibilità e tempistiche, l’etichettatura, l’affidamento a trasportatori e destinatari autorizzati, la tenuta dei registri di carico e scarico e la presentazione del MUD, evitando impropri ricorsi alla categoria di trasporto in conto proprio quando si tratti di rifiuti pericolosi. Illustra inoltre il piano di manutenzione dei trattamenti con frequenze di spurgo dei fanghi e smaltimento dei rifiuti derivanti, le prove di tenuta delle vasche e dei serbatoi e i controlli periodici dell’efficienza dei separatori. La parte impiantistica espone gli schemi funzionali degli impianti idrico-sanitari ed elettrici con relative dichiarazioni di conformità da rilasciarsi ai sensi del D.M. 37/2008, la protezione contro i contatti in ambienti bagnati, i dispositivi di arresto di emergenza in prossimità dei portali, l’impianto di messa a terra, le protezioni differenziali e le caratteristiche di grado di protezione IP degli apparecchi. Per le macchine di lavaggio la relazione richiama la marcatura CE ai sensi della Direttiva Macchine, l’inclusione dei manuali d’uso e manutenzione e la rispondenza agli obblighi del datore di lavoro previsti dal D.Lgs. 81/2008, includendo la valutazione del rischio chimico legato ai detergenti, lo stoccaggio in armadi o locali adeguati con bacini di contenimento, la consultazione e disponibilità delle schede di sicurezza e l’adozione di DPI, formazione e procedure. Quando l’autolavaggio è integrato ad un impianto di distribuzione carburanti, la relazione verifica l’assenza di interferenze con aree soggette a prevenzione incendi e, se del caso, il coordinamento con gli adempimenti del D.P.R. 151/2011 dell’impianto principale; quando è autonomo, chiarisce che in via generale l’attività di lavaggio in sé non ricade tra le categorie soggette all’obbligo di CPI, fermo restando l’assoggettamento di eventuali depositi rilevanti di sostanze pericolose o generatori oltre soglia. Sotto il profilo sanitario e di tutela delle acque potabili, la relazione dichiara l’uso esclusivo di acqua non potabile nei circuiti di lavaggio e la segregazione fisica da eventuali reti potabili con adeguati disconnettori, l’apposizione di cartellonistica “acqua non potabile”, l’assenza di rischi di ritorno di fiamma idraulico, e, laddove si abbiano accumuli o circuiti tiepidi, la valutazione del rischio legionella e le misure di prevenzione. Per gli aspetti amministrativi e procedurali, il documento illustra il canale SUAP, la tipologia di istanze attivate, l’eventuale necessità di convocare una conferenza dei servizi semplificata o simultanea per coordinare il titolo edilizio, l’autorizzazione allo scarico o l’AUA, il nulla osta acustico, l’autorizzazione paesaggistica e i pareri stradali, indicando tempi ordinari e criticità che possono insorgere in sede istruttoria, come richieste di integrazione su dimensionamenti delle vasche di prima pioggia, sulla collocazione dei pozzetti di campionamento, sulla compatibilità acustica notturna o sui flussi veicolari in ingressi prossimi a intersezioni.

La relazione copre anche i profili commerciali, spiegando che l’avvio dell’attività richiede una SCIA al SUAP per l’esercizio di servizi di lavaggio auto, la scelta del corretto codice ATECO, gli adempimenti fiscali connessi e l’eventuale imposta sulla pubblicità per insegne e preinsegne secondo il Codice della strada e i regolamenti locali, oltre alle cautele privacy se è installata videosorveglianza con informativa, tempi di conservazione, cartellonistica e registri del trattamento conformi al GDPR. Dal punto di vista probatorio, una buona relazione allega simulazioni e calcoli firmati, schede tecniche dei disoleatori con prestazioni garantite, planimetrie quotate con indicazione delle pendenze e dei reticoli fognari, estratti del piano acustico comunale, pre-accordi con il gestore della fognatura sui punti di allaccio e prescrizioni di pretrattamento, nonché bozze di piani di manutenzione e gestione dei rifiuti. È utile prevedere uno schema di monitoraggio post-attivazione con prime analisi di collaudo allo scarico e verifiche fonometriche a impianto in esercizio, così da agevolare l’ottenimento di eventuali nulla osta alla messa in esercizio e dimostrare la piena conformità. La relazione non omette il capitolo responsabilità e sanzioni, perché chiarire a monte che lo scarico senza titolo o il superamento dei limiti è soggetto a sanzioni anche penali, che la mancata valutazione previsionale di impatto acustico integra violazioni amministrative e che una gestione irregolare dei rifiuti espone a pesanti sanzioni e sequestri, spinge il gestore ad investire in controlli e manutenzioni. Chiude il documento una dichiarazione di conformità complessiva dell’intervento al D.P.R. 380/2001, al D.Lgs. 152/2006, alla legge quadro sull’inquinamento acustico e ai regolamenti locali applicabili, l’indicazione dei professionisti responsabili e delle imprese esecutrici e l’impegno a mantenere aggiornati i titoli ambientali e a rispettare le prescrizioni autorizzative. Una relazione tecnica impostata in questo modo non è un mero adempimento formale, ma una vera matrice di conformità, capace di ridurre tempi e rischi istruttori, prevenire contenziosi e garantire un esercizio sicuro, sostenibile e rispettoso delle regole.

Modelli Relazione tecnica impianto autolavaggio​​

Oggetto: Relazione tecnica descrittiva relativa a impianto di autolavaggio
Committente / Ditta: _______________________________
Codice fiscale / P. IVA: _______________________________
Sede legale: _______________________________
Sede operativa dell’impianto: _______________________________
Comune: _______________________________
Provincia: _______________________________
Tecnico incaricato: _______________________________
Iscritto all’Albo / Collegio: _______________________________
Data: ___ / ___ / ______


1. Premessa

Il sottoscritto tecnico incaricato, _______________________________, su incarico della ditta / del committente _______________________________, redige la presente relazione tecnica al fine di descrivere le caratteristiche edilizie, impiantistiche, funzionali, ambientali e gestionali dell’impianto di autolavaggio ubicato in _______________________________.

La presente relazione è predisposta per gli usi tecnici, amministrativi e autorizzativi connessi all’installazione, modifica, regolarizzazione o esercizio dell’attività di autolavaggio, anche ai fini della presentazione di pratiche edilizie, SUAP, SCIA, autorizzazioni allo scarico, autorizzazioni ambientali o altra documentazione richiesta dagli enti competenti.

Il presente modello ha carattere esemplificativo e dovrà essere adattato da un tecnico abilitato in base alla normativa nazionale, regionale e comunale applicabile, alla tipologia di impianto, al sistema di trattamento delle acque, agli scarichi, agli orari di esercizio e alle prescrizioni degli enti competenti.

2. Dati identificativi dell’attività

Ragione sociale _______________________________
Forma giuridica Ditta individuale / società / altro: _______________________________
Legale rappresentante _______________________________
Sede operativa _______________________________
Tipologia attività Autolavaggio manuale / automatico / self-service / misto
Codice ATECO _______________________________
Periodo di esercizio Annuale / stagionale / altro: _______________________________
Orario di apertura Dalle ______ alle ______
Numero addetti ______

3. Inquadramento catastale e urbanistico

Comune catastale _______________________________
Foglio _______________________________
Particella / Mappale _______________________________
Subalterno _______________________________
Destinazione urbanistica dell’area _______________________________
Destinazione d’uso dell’immobile / area Commerciale / artigianale / produttiva / servizio / altro: _______________________________
Titolo di disponibilità Proprietà / locazione / comodato / altro: _______________________________

4. Titoli edilizi, amministrativi e stato legittimo

Ai fini della verifica dello stato legittimo dei luoghi e dell’attività, sono stati esaminati i seguenti documenti:

Documento / Titolo Numero / Protocollo Data Note
Permesso di costruire / concessione / licenza edilizia _______________________________ ___ / ___ / ______ _______________________________
SCIA / DIA / CILA / altra pratica edilizia _______________________________ ___ / ___ / ______ _______________________________
Agibilità _______________________________ ___ / ___ / ______ _______________________________
SCIA attività produttiva / SUAP _______________________________ ___ / ___ / ______ _______________________________
Autorizzazione allo scarico _______________________________ ___ / ___ / ______ _______________________________
Autorizzazione ambientale / AUA _______________________________ ___ / ___ / ______ _______________________________
Altro documento _______________________________ ___ / ___ / ______ _______________________________

Dalla documentazione esaminata e dal sopralluogo effettuato in data ___ / ___ / ______, lo stato dei luoghi risulta conforme / non conforme / da verificare rispetto ai titoli edilizi, urbanistici e amministrativi disponibili.

5. Descrizione generale dell’impianto

L’impianto di autolavaggio oggetto della presente relazione è destinato al lavaggio esterno e/o interno di autoveicoli, motocicli, veicoli commerciali leggeri o altri mezzi, mediante utilizzo di apparecchiature automatiche, manuali o self-service.

L’attività comprende, a titolo esemplificativo, le seguenti operazioni:

  • ingresso e posizionamento del veicolo nell’area di lavaggio;
  • prelavaggio con acqua e detergenti;
  • lavaggio ad alta pressione;
  • spazzolatura automatica, ove prevista;
  • risciacquo;
  • ceratura o trattamento protettivo, ove previsto;
  • asciugatura mediante soffianti o sistemi manuali;
  • aspirazione interna dei veicoli;
  • eventuale pulizia tappeti, sanificazione o servizi accessori;
  • raccolta, trattamento e scarico delle acque reflue prodotte.

6. Tipologia e componenti dell’autolavaggio

Elemento / Area Descrizione Quantità Note
Piste self-service Postazioni con lancia ad alta pressione ______ _______________________________
Portale automatico Impianto automatico con spazzole / touchless ______ _______________________________
Area lavaggio manuale Postazione presidiata da operatori ______ _______________________________
Aspiratori Postazioni per pulizia interna veicoli ______ _______________________________
Locale tecnico Pompe, compressori, quadri, addolcitore, serbatoi ______ _______________________________
Area attesa / manovra Spazio per transito e sosta temporanea veicoli ______ mq _______________________________

7. Dati tecnici principali dell’impianto

Numero massimo veicoli trattabili al giorno ______ veicoli/giorno
Consumo idrico stimato ______ litri/veicolo oppure ______ mc/giorno
Produzione reflui stimata ______ mc/giorno
Potenza elettrica installata ______ kW
Alimentazione elettrica Monofase / trifase / altro: _______________________________
Pressione di esercizio idropulitrici ______ bar
Prodotti utilizzati Detergenti / cere / schiume / sanificanti / altro
Sistema di riciclo acqua Presente / non presente / da installare

8. Descrizione delle aree e dei locali

Locale / Area Destinazione Superficie indicativa Caratteristiche Note
Area lavaggio Lavaggio veicoli ______ mq Pavimentazione impermeabile con raccolta acque _______________________________
Area aspirazione Pulizia interna veicoli ______ mq Postazioni attrezzate _______________________________
Locale tecnico Impianti, pompe, quadri, compressori ______ mq Accessibile per manutenzione _______________________________
Deposito prodotti Detergenti e materiali di consumo ______ mq Area separata e idonea _______________________________
Ufficio / cassa Gestione clienti e pagamenti ______ mq Presente / non presente _______________________________
Servizi igienici Personale / clienti ______ mq Conformi / da verificare _______________________________

9. Approvvigionamento idrico

L’impianto sarà alimentato mediante:

  • ☐ rete idrica pubblica;
  • ☐ pozzo autorizzato;
  • ☐ serbatoio di accumulo;
  • ☐ sistema di recupero e riciclo delle acque;
  • ☐ altro: _______________________________.
Fonte idrica principale _______________________________
Contatore / autorizzazione prelievo _______________________________
Consumo medio stimato ______ mc/giorno
Serbatoi di accumulo Presenti / non presenti – capacità: ______ litri
Trattamento acqua in ingresso Addolcitore / osmosi / filtrazione / altro: _______________________________

10. Gestione delle acque reflue

Le acque reflue prodotte dall’attività derivano principalmente dalle operazioni di lavaggio dei veicoli e possono contenere detergenti, oli, grassi, idrocarburi, solidi sospesi, sabbie e altri residui provenienti dalle superfici dei mezzi lavati.

Tutte le aree di lavaggio dovranno essere dotate di pavimentazione impermeabile e idoneo sistema di raccolta, convogliamento, trattamento e scarico delle acque reflue, secondo le autorizzazioni e le prescrizioni degli enti competenti.

Tipologia acqua Origine Raccolta Trattamento Recapito finale
Acque di lavaggio Piste / portale / area manuale Canalette, pozzetti, griglie Sedimentazione, disoleazione, depurazione Fognatura / altro: _______________________________
Acque meteoriche contaminate Aree operative esterne Rete dedicata / separata Prima pioggia / disoleatore / altro _______________________________
Acque meteoriche non contaminate Coperture / aree non operative Rete bianca Non previsto / da verificare _______________________________
Reflui civili Servizi igienici Rete interna Fognatura / fossa Imhoff / altro _______________________________

11. Impianto di trattamento reflui

Il sistema di trattamento delle acque reflue dell’autolavaggio è composto, a titolo esemplificativo, dai seguenti elementi:

  • griglie e canalette di raccolta;
  • pozzetti di ispezione;
  • vasca di sedimentazione sabbie e fanghi;
  • disoleatore / separatore oli e idrocarburi;
  • impianto di depurazione chimico-fisico / biologico, ove previsto;
  • sistema di filtrazione;
  • vasca di accumulo acque trattate;
  • sistema di riciclo acque, ove previsto;
  • pozzetto fiscale di campionamento;
  • tubazione di scarico verso recapito autorizzato.
Componente Capacità / Dimensione Materiale Funzione Note
Vasca sedimentazione ______ litri / mc _______________________________ Separazione sabbie e solidi _______________________________
Disoleatore ______ litri / portata ______ l/s _______________________________ Separazione oli e idrocarburi _______________________________
Depuratore ______ mc/giorno _______________________________ Trattamento reflui _______________________________
Pozzetto campionamento _______________________________ _______________________________ Controllo scarico Accessibile agli enti di controllo
Sistema riciclo acqua ______ mc/giorno _______________________________ Recupero acque trattate Presente / non presente

12. Scarico finale e autorizzazioni ambientali

Lo scarico finale delle acque reflue avverrà mediante:

  • ☐ pubblica fognatura;
  • ☐ corpo idrico superficiale, ove autorizzato;
  • ☐ recapito su suolo, ove ammesso e autorizzato;
  • ☐ impianto di trattamento esterno;
  • ☐ altro: _______________________________.

Lo scarico dovrà rispettare i limiti previsti dalla normativa vigente, dal regolamento del servizio idrico integrato e dalle prescrizioni dell’autorizzazione rilasciata dall’ente competente.

Recapito autorizzato _______________________________
Ente competente Comune / Provincia / Gestore fognatura / altro: _______________________________
Autorizzazione allo scarico Presente / da richiedere / da aggiornare
Numero autorizzazione / protocollo _______________________________
Data rilascio ___ / ___ / ______
Scadenza autorizzazione ___ / ___ / ______

13. Gestione fanghi, sabbie e rifiuti

I fanghi, le sabbie, gli oli separati, i filtri esausti, gli imballaggi e gli altri rifiuti derivanti dall’attività saranno gestiti secondo la normativa vigente, mediante deposito temporaneo e conferimento a soggetti autorizzati.

Rifiuto / Materiale Origine Codice EER, se applicabile Modalità deposito Destinazione
Fanghi da trattamento acque Sedimentazione / depurazione _______________________________ Vasca / contenitore dedicato Ditta autorizzata
Sabbie e residui solidi Canalette e pozzetti _______________________________ Contenitore dedicato Ditta autorizzata
Oli e idrocarburi separati Disoleatore _______________________________ Contenitore / vasca Ditta autorizzata
Imballaggi detergenti Prodotti di lavaggio _______________________________ Deposito temporaneo Recupero / smaltimento
Filtri esausti Impianto trattamento / osmosi _______________________________ Contenitore dedicato Ditta autorizzata

La documentazione relativa al conferimento dei rifiuti, quali formulari, registri, contratti con ditte autorizzate o altra documentazione prevista, dovrà essere conservata presso la sede dell’attività.

14. Prodotti chimici e detergenti

I prodotti utilizzati per il lavaggio saranno conservati in apposita area o locale idoneo, con adeguate misure di contenimento e sicurezza, nel rispetto delle schede di sicurezza dei prodotti.

Prodotto Uso Quantità media stoccata Modalità di deposito Scheda di sicurezza
Detergente auto Lavaggio carrozzeria ______ litri Taniche / fusti / serbatoio ☐ Presente   ☐ Da acquisire
Cera / lucidante Trattamento finale ______ litri _______________________________ ☐ Presente   ☐ Da acquisire
Prodotto sanificante Interni veicoli / superfici ______ litri _______________________________ ☐ Presente   ☐ Da acquisire
Sale / prodotti per addolcitore Trattamento acqua ______ kg _______________________________ ☐ Presente   ☐ Non applicabile

15. Impianti elettrici, meccanici e tecnologici

Gli impianti elettrici, idraulici, pneumatici e tecnologici a servizio dell’autolavaggio dovranno essere realizzati a regola d’arte da imprese abilitate, corredati dalle relative dichiarazioni di conformità e sottoposti a manutenzione periodica.

Impianto / Componente Descrizione Stato documentale Note
Impianto elettrico Quadri, linee, prese, illuminazione, alimentazione macchine Dichiarazione conformità presente / da acquisire _______________________________
Impianto idrico Rete alimentazione acqua, pompe, serbatoi Conforme / da verificare _______________________________
Impianto aria compressa Compressore, tubazioni, accessori Presente / non presente _______________________________
Impianto trattamento acqua Addolcitore, osmosi, filtri Presente / non presente _______________________________
Impianto depurazione reflui Sedimentazione, disoleazione, depurazione, riciclo Presente / da installare / da verificare _______________________________

16. Rumore e impatto acustico

Le principali sorgenti sonore dell’attività sono costituite da idropulitrici, pompe, compressori, aspiratori, soffianti di asciugatura, movimentazione veicoli e dispositivi elettromeccanici dell’impianto.

Dovrà essere verificata la compatibilità acustica dell’attività con il contesto circostante, con riferimento alla classificazione acustica comunale, agli orari di esercizio e alla presenza di ricettori sensibili o abitazioni nelle vicinanze.

Sorgente sonora Ubicazione Periodo di funzionamento Misure di contenimento
Idropulitrici Area lavaggio Diurno / altro Manutenzione, eventuali schermature
Aspiratori Area aspirazione Diurno / altro Posizionamento e manutenzione
Soffianti asciugatura Portale / area automatica Diurno / altro Cabinatura / limitazione orari
Compressore Locale tecnico Discontinuo Locale chiuso / insonorizzazione

17. Sicurezza sul lavoro e gestione dei rischi

L’attività dovrà essere esercita nel rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, con particolare riferimento a rischio elettrico, rischio chimico, rischio meccanico, scivolamento, movimentazione manuale dei carichi, uso di apparecchiature in pressione e formazione degli addetti.

Elemento verificato Stato Note
Documento di valutazione dei rischi ☐ Presente   ☐ Da predisporre   ☐ Non applicabile _______________________________
Formazione addetti ☐ Eseguita   ☐ Da programmare _______________________________
Segnaletica di sicurezza ☐ Presente   ☐ Da integrare _______________________________
Dispositivi di protezione individuale ☐ Disponibili   ☐ Da integrare _______________________________
Pavimentazioni antiscivolo ☐ Presenti   ☐ Da verificare _______________________________
Presidi antincendio ☐ Presenti   ☐ Da integrare _______________________________

18. Prevenzione incendi

Dovrà essere verificata l’eventuale assoggettabilità dell’attività alle procedure di prevenzione incendi, tenendo conto delle superfici, delle potenze installate, dei locali tecnici, degli eventuali depositi di prodotti chimici, combustibili o materiali infiammabili e delle specifiche attività esercitate.

Qualora l’attività rientri tra quelle soggette ai controlli di prevenzione incendi, dovranno essere predisposte le relative pratiche presso il Comando dei Vigili del Fuoco competente.

19. Viabilità, accessi e interferenze

L’area dell’autolavaggio dovrà essere organizzata in modo da garantire l’accesso, la circolazione e l’uscita dei veicoli in condizioni di sicurezza, evitando interferenze tra veicoli in attesa, mezzi in lavaggio, pedoni e aree tecniche.

Accesso carrabile Presente / da realizzare / da adeguare: _______________________________
Uscita veicoli Separata / coincidente con ingresso / altro: _______________________________
Area attesa Presente / non presente / capacità: ______ veicoli
Area manovra Adeguata / da verificare
Segnaletica interna Presente / da integrare

20. Manutenzione dell’impianto

Per garantire il corretto funzionamento dell’impianto e la conformità ambientale dell’attività, dovranno essere eseguite manutenzioni periodiche sugli impianti tecnici, sulle apparecchiature di lavaggio, sul sistema di trattamento reflui e sui dispositivi di sicurezza.

Attività di manutenzione Frequenza indicativa Responsabile Documentazione
Pulizia canalette e griglie Settimanale / secondo necessità Gestore / ditta incaricata Registro manutenzione
Controllo sedimentatore Periodico Ditta specializzata Rapporto intervento
Controllo disoleatore Periodico Ditta specializzata Rapporto intervento
Spurgo fanghi e sabbie Secondo necessità / prescrizioni Ditta autorizzata Formulario / documentazione rifiuti
Controllo pompe e idropulitrici Periodico Manutentore Registro manutenzione
Controllo quadro elettrico e protezioni Annuale / secondo piano Tecnico abilitato Rapporto verifica

21. Monitoraggi, controlli e campionamenti

Ove previsto dall’autorizzazione allo scarico o dalle prescrizioni degli enti competenti, dovranno essere eseguiti controlli periodici sul refluo in uscita dal sistema di trattamento.

Controllo Parametro Frequenza Responsabile Note
Analisi scarico pH, solidi sospesi, COD, tensioattivi, idrocarburi, altri parametri Secondo autorizzazione Laboratorio / tecnico incaricato _______________________________
Verifica pozzetto fiscale Accessibilità e stato Periodica Gestore _______________________________
Controllo disoleatore Livello oli e fanghi Periodica Ditta specializzata _______________________________

22. Autorizzazioni e adempimenti amministrativi

Per l’installazione, modifica o esercizio dell’impianto di autolavaggio, il committente dovrà verificare la necessità di acquisire, aggiornare o presentare i seguenti atti:

  • SCIA attività produttiva presso SUAP;
  • titolo edilizio o comunicazione edilizia, ove necessario;
  • autorizzazione allo scarico delle acque reflue;
  • autorizzazione unica ambientale, ove applicabile;
  • parere o nulla osta del gestore della fognatura;
  • documentazione relativa alla gestione dei rifiuti;
  • valutazione di impatto acustico, ove richiesta;
  • verifica prevenzione incendi, ove applicabile;
  • documentazione impiantistica e dichiarazioni di conformità;
  • eventuali autorizzazioni per insegne, accessi carrabili o occupazione aree;
  • altri atti richiesti da Comune, Provincia, Regione, ARPA, ASL / ATS, gestore idrico o altri enti competenti.

23. Elaborati allegati

  • Estratto di mappa catastale;
  • Visura catastale dell’immobile / area;
  • Planimetria generale dell’area;
  • Layout dell’impianto di autolavaggio;
  • Planimetria con indicazione delle aree operative;
  • Schema rete idrica;
  • Schema rete raccolta acque reflue;
  • Schema impianto di trattamento reflui;
  • Schema recapito finale dello scarico;
  • Schede tecniche delle apparecchiature principali;
  • Schede di sicurezza dei prodotti utilizzati;
  • Dichiarazioni di conformità impianti;
  • Autorizzazioni ambientali e allo scarico disponibili;
  • Documentazione fotografica;
  • Eventuale relazione di impatto acustico;
  • Altra documentazione: _______________________________.

24. Valutazione tecnica conclusiva

Sulla base del sopralluogo effettuato, della documentazione disponibile e delle informazioni fornite dal committente, l’impianto di autolavaggio risulta:

Esito tecnico: ☐ idoneo    ☐ idoneo con prescrizioni    ☐ non idoneo    ☐ da verificare con ulteriori accertamenti.

Le eventuali prescrizioni tecniche, ambientali, edilizie o gestionali sono le seguenti:

Eventuali modifiche alle aree operative, agli impianti, al sistema di trattamento reflui, allo scarico finale, alla capacità dell’autolavaggio, agli orari di esercizio o alla tipologia di attività dovranno essere preventivamente verificate e, ove necessario, autorizzate dagli enti competenti.


25. Dichiarazione del tecnico

Il sottoscritto tecnico incaricato dichiara che la presente relazione è stata redatta sulla base dei dati forniti dal committente, della documentazione disponibile, del sopralluogo effettuato e delle verifiche tecniche eseguite.

La presente relazione non sostituisce autorizzazioni, nulla osta, pareri, pratiche edilizie, sanitarie, ambientali, acustiche o amministrative eventualmente richieste dalla normativa vigente e dagli enti competenti.

Luogo e data: _______________________________

Il tecnico incaricato
Nome e cognome: _______________________________
Firma e timbro: _______________________________

Il committente / legale rappresentante
Nome e cognome / Ragione sociale: _______________________________
Firma: _______________________________