Questa guida introduce la redazione della Relazione tecnica per un impianto di climatizzazione VRF, il documento progettuale che descrive, giustifica e verifica le scelte impiantistiche di un sistema a portata di refrigerante variabile. La relazione sintetizza contesto d’uso, criteri di dimensionamento, prestazioni e consumi attesi, schemi funzionali e di posa, verifiche di sicurezza e conformità normativa, diventando riferimento per committente, direzione lavori, fornitori e per la dichiarazione di conformità ai sensi del DM 37/08 e delle principali norme tecniche (es. UNI/EN, EN 378, F-Gas, PED).
In termini pratici, una Relazione tecnica VRF illustra carichi termici e profili d’uso, selezione di unità esterne/interne e controlli, limiti di lunghezze e dislivelli, dimensionamento delle linee frigorifere e dei drenaggi condensa, integrazione con ventilazione e BMS, verifiche acustiche ed elettriche, aspetti di sicurezza legati al refrigerante e le prescrizioni per installazione, collaudo, messa in servizio e manutenzione. La guida offre una traccia chiara e verificabile per strutturare il documento, ridurre ambiguità progettuali ed evitare criticità in cantiere e in esercizio.
Indice
Come scrivere una Relazione tecnica impianto climatizzazione VRF
La relazione tecnica per un impianto di climatizzazione VRF è un documento di progetto e conformità che ha una funzione legale precisa: dimostrare, prima dell’esecuzione e in sede di collaudo, che l’impianto proposto rispetta la normativa nazionale ed europea applicabile, le prescrizioni locali e le regole dell’arte. Nel contesto italiano, un VRF rientra a tutti gli effetti nella nozione di “impianto termico” e si intreccia con obblighi che spaziano dal progetto ex Legge 10/1991 (oggi incardinato nel D.M. 26/06/2015 sui requisiti minimi energetici) al D.M. 37/2008 sull’installazione degli impianti negli edifici, dal quadro F‑gas europeo alla sicurezza ai sensi delle norme tecniche di settore. La relazione tecnica serve a fissare queste verifiche in modo chiaro, tracciabile e opponibile a terzi, ed è di norma sottoscritta da un professionista abilitato quando le condizioni di legge lo richiedono, coordinandosi con il direttore dei lavori e l’installatore.
Sul piano abilitativo, l’intervento su un VRF può richiedere titoli edilizi in funzione dell’impatto su facciate e coperture e dell’eventuale posa di unità esterne e canalizzazioni; spesso è sufficiente una CILA o una SCIA, ma in centro storico o in edifici vincolati può rendersi necessaria l’autorizzazione paesaggistica e il nulla osta condominiale. La relazione tecnica deve quindi inquadrare l’intervento dal punto di vista urbanistico, includendo tavole grafiche e particolari costruttivi idonei a dimostrare il rispetto del decoro e dei limiti dimensionali e acustici imposti dai regolamenti locali, nonché le modalità di smaltimento delle condense nel rispetto della disciplina degli scarichi.
Per gli aspetti energetici, la relazione tecnica di verifica dei requisiti minimi ai sensi del D.M. 26/06/2015 è obbligatoria nei casi di nuova costruzione, ristrutturazione importante o riqualificazioni che coinvolgono l’impianto termico. In essa vanno documentati i carichi termici e frigoriferi, i criteri di dimensionamento, i rendimenti stagionali e gli indici di prestazione, la coerenza con i limiti di trasmittanza e con gli obiettivi di efficienza, oltre alle strategie di regolazione e termoregolazione per zone. L’adozione di un VRF impone di esplicitare i COP/EER/SEER/SCOP dichiarati dal costruttore, le condizioni di progetto, gli schemi funzionali e le modalità di contabilizzazione dell’energia, soprattutto in edifici con più unità immobiliari in cui valgono gli obblighi di contabilizzazione individuale e di ripartizione spese previsti dalla normativa sull’efficienza energetica. Laddove l’intervento determini una variazione significativa delle prestazioni, dovrà essere aggiornato l’Attestato di Prestazione Energetica secondo la disciplina regionale.
Ai sensi del D.M. 37/2008, l’impianto di climatizzazione rientra tra gli impianti soggetti a progetto e dichiarazione di conformità. La relazione tecnica deve quindi chiarire se ricorre l’obbligo del progetto a firma di professionista iscritto all’albo ai sensi dell’articolo 5, descrivere gli elaborati progettuali che accompagnano la DICO, indicare le norme tecniche applicate e le responsabilità delle imprese esecutrici. È buona prassi integrare le specifiche elettriche e di protezione (coordinamento con CEI 64‑8, verifiche su assorbimenti, avviamenti, selettività, protezioni differenziali e contro le sovratensioni), i dettagli sugli attraversamenti di compartimenti, la compartimentazione e la reazione al fuoco dei materiali isolanti, nonché le prescrizioni per l’ancoraggio e la resistenza al sisma degli apparecchi e delle reti ai sensi delle Norme Tecniche per le Costruzioni.
Per la sicurezza intrinseca del circuito frigorifero, la relazione deve recepire la serie UNI EN 378 e, per gli apparecchi, le norme di sicurezza applicabili (fra cui la IEC 60335‑2‑40) che stabiliscono i limiti di carica del refrigerante in funzione del tipo di fluido, della classificazione del locale, del volume, dell’altezza, dell’installazione a pavimento o a parete e della ventilazione. Poiché molti VRF attuali impiegano refrigeranti A2L come l’R32, è essenziale documentare il calcolo della carica massima ammissibile in ciascun ambiente, l’eventuale necessità di rivelazione perdite, i requisiti di ventilazione naturale o meccanica, le misure di mitigazione del rischio in locali a occupazione prolungata e le limitazioni di posa in cavedi, condotti o vani tecnici. Devono inoltre essere descritti i criteri di prova di tenuta, le pressioni di collaudo, le modalità di brasatura, la deidratazione del circuito e i componenti di sicurezza, con riferimento alla Direttiva Attrezzature a Pressione (PED) per quanto applicabile alle unità e agli insiemi forniti dal costruttore, verificando che ogni apparecchiatura sia marcata CE e corredata di dichiarazioni di conformità e manuali.
Sul fronte ambientale e regolatorio, la relazione deve fotografare l’aderenza al quadro F‑gas. Il Regolamento europeo vigente sui gas fluorurati, affiancato in Italia dal D.P.R. 146/2018 per certificazioni e banca dati, impone che l’installazione, la manutenzione e il recupero dei refrigeranti siano eseguiti da persone e imprese certificate, che le apparecchiature siano registrate ove dovuto e che siano rispettate le frequenze di controllo perdite basate sulla quantità di gas in tonnellate di CO2 equivalente. Data l’elevata carica tipica di un VRF, la relazione dovrebbe riportare il calcolo della CO2 equivalente per il refrigerante utilizzato e la conseguente classe di frequenza dei controlli, specificando se è presente un sistema fisso di rivelazione che consente di estendere gli intervalli, e il piano di tenuta dei registri obbligatori e di caricamento dati nella Banca Dati F‑gas. Occorre altresì verificare la conformità alle progressive restrizioni di immissione sul mercato di apparecchiature con HFC ad alto GWP, coordinando la scelta del refrigerante e dei modelli con il costruttore alla luce delle scadenze applicabili al segmento VRF. La relazione deve includere le modalità di recupero e smaltimento dei refrigeranti a fine vita, gli adempimenti RAEE per le apparecchiature elettriche ed elettroniche e le misure per prevenire e gestire sversamenti accidentali in esercizio.
La prevenzione incendi va valutata in relazione alla destinazione d’uso dei locali serviti e all’inquadramento dell’edificio tra le attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco ai sensi del D.P.R. 151/2011. Sebbene le pompe di calore elettriche non rientrino tra le centrali termiche a combustibile, la presenza di fluidi A2L e di reti di refrigerante in taluni contesti può richiedere misure specifiche di sicurezza, l’analisi del rischio di atmosfere pericolose in caso di perdita in locali confinati e l’integrazione con il Codice di prevenzione incendi per gli aspetti impiantistici (ad esempio compartimentazioni attraversate, reazione al fuoco dei materiali, tenuta ai fumi dei passaggi, interazioni con i sistemi di controllo del fumo e del calore). Questi elementi, se del caso, vanno esplicitati nella relazione e coordinati con eventuali SCIA antincendio.
Gli aspetti acustici sono frequenti ragioni di contenzioso e sanzioni amministrative: l’installazione di unità esterne e interne deve rispettare la zonizzazione acustica comunale e i limiti del D.P.C.M. 14/11/1997. La relazione deve quindi includere una valutazione previsionale di impatto acustico ove dovuta, con indicazione dei livelli sonori alle proprietà vicine, dei dispositivi di attenuazione, delle schermature e delle modalità di posa antivibrante, nonché delle fasce orarie e delle logiche di regolazione a basso rumore in notturna.
Il capitolo elettrico e di controllo richiede la descrizione della potenza impegnata, dei picchi di avviamento, della compatibilità elettromagnetica, della messa a terra e delle protezioni, nonché dell’integrazione con sistemi di supervisione BMS. Se sono previsti controlli in cloud o raccolta di dati di consumo e comfort associabili a persone fisiche, la relazione dovrebbe richiamare gli adempimenti di protezione dei dati personali secondo il GDPR, definendo ruoli, basi giuridiche del trattamento e misure di sicurezza informatica.
In fase esecutiva, la relazione deve trasformarsi in prescrizioni contrattuali chiare: materiali e componenti conformi, modalità di posa, test di pressione e vuoto, procedure di commissioning, collaudo e calibrazione, prove di funzionalità in carico, taratura delle valvole di espansione, bilanciamento delle linee, verifica delle sonde, validazione delle logiche di regolazione e dei setpoint per l’efficienza. All’ultimazione, l’installatore rilascia la dichiarazione di conformità ai sensi del D.M. 37/2008 con i relativi allegati, consegna il libretto di impianto secondo il D.M. 10/02/2014, compila il rapporto di controllo di efficienza energetica quando ricorrono le soglie previste e registra l’impianto nel catasto regionale ove obbligatorio. È opportuno allegare il piano di manutenzione preventiva e correttiva, il programma dei controlli perdite F‑gas, i manuali d’uso, lo schema as built e il fascicolo dell’opera ai sensi del D.Lgs. 81/2008, oltre a indicare le garanzie e le polizze assicurative.
Durante l’esercizio, il responsabile dell’impianto deve assicurare la manutenzione periodica, le ispezioni di efficienza energetica secondo il D.P.R. 74/2013 per i generatori di climatizzazione oltre le soglie applicabili e i controlli perdite secondo il piano F‑gas, mantenendo i registri aggiornati e mettendoli a disposizione delle autorità in caso di verifica. Le modifiche sostanziali all’impianto – come aumenti di carica, aggiunta di unità interne, spostamenti che alterano i volumi serviti – richiedono l’aggiornamento della relazione tecnica, la verifica dei limiti di carica per ambiente, l’eventuale ricalcolo delle prestazioni energetiche e l’emissione di nuova documentazione di conformità. In caso di dismissione o sostituzione, vanno pianificati recupero e tracciabilità dei refrigeranti, smaltimento RAEE e ripristino dei luoghi secondo i titoli edilizi.
Sotto il profilo contrattuale e della responsabilità, la relazione tecnica riduce i rischi chiarendo il livello di prestazione garantito, i valori limite di comfort e rumore, i rendimenti attesi, le condizioni al contorno per la validità delle garanzie, le attività di terzi su cui il progettista non ha controllo e le interfacce con altre opere. È consigliabile prevedere prove di performance con criteri misurabili, clausole di manleva coerenti con le responsabilità di ciascun attore, obblighi di formazione dell’utenza e di aggiornamento documentale. Nei lavori pubblici, la relazione si coordina con il capitolato informativo e con gli elaborati richiesti dal Codice dei contratti, mentre nei privati ha valore probatorio in caso di contestazioni su vizi progettuali o difetti di esecuzione.
Una buona relazione tecnica per un VRF, in definitiva, è al tempo stesso un atto di progettazione, un presidio di conformità normativa e uno strumento di gestione del rischio. Per essere efficace deve essere completa ma leggibile, basata su norme aggiornate, riferita a dati del costruttore verificati, coerente con le condizioni reali del sito e delle utenze, e deve accompagnare l’impianto lungo tutto il suo ciclo di vita, dall’iter autorizzativo al collaudo, dall’esercizio alla dismissione. Poiché il quadro normativo si aggiorna di frequente, in particolare sul fronte F‑gas ed efficienza energetica, è prudente verificare sempre le versioni vigenti delle disposizioni europee e nazionali e le regole regionali e comunali, e coinvolgere tempestivamente gli enti preposti per prevenire rilievi in corso d’opera o in ispezione.
Modello Relazione tecnica impianto climatizzazione VRF
Oggetto: Relazione tecnica descrittiva relativa a impianto di climatizzazione VRF / VRV
Committente / Proprietario: _______________________________
Codice fiscale / P. IVA: _______________________________
Immobile sito in: _______________________________
Comune: _______________________________
Provincia: _______________________________
Tecnico incaricato: _______________________________
Iscritto all’Albo / Collegio: _______________________________
Impresa installatrice: _______________________________
Data: ___ / ___ / ______
1. Premessa
Il sottoscritto tecnico incaricato, _______________________________, su incarico del committente / proprietario _______________________________, redige la presente relazione tecnica al fine di descrivere le caratteristiche dell’impianto di climatizzazione a volume di refrigerante variabile, di seguito denominato impianto VRF / VRV, previsto / installato presso l’immobile sito in _______________________________.
La presente relazione è predisposta per finalità tecniche, amministrative e documentali connesse alla progettazione, installazione, modifica, verifica, regolarizzazione o manutenzione dell’impianto, anche ai fini di pratiche edilizie, dichiarazioni di conformità, pratiche energetiche, documentazione impiantistica, libretto di impianto, gestione F-Gas, prevenzione incendi, sicurezza e adempimenti richiesti dagli enti competenti.
Il presente modello ha carattere esemplificativo e dovrà essere verificato e adattato da un tecnico abilitato e da impresa installatrice qualificata in base alla normativa vigente, alla destinazione d’uso dell’immobile, alla potenza dell’impianto, al tipo di refrigerante, alle caratteristiche dei locali, alla configurazione delle unità interne ed esterne e alle prescrizioni dei produttori.
2. Dati identificativi dell’immobile
| Indirizzo immobile | _______________________________ |
| Comune | _______________________________ |
| Foglio catastale | _______________________________ |
| Particella / Mappale | _______________________________ |
| Subalterno | _______________________________ |
| Destinazione d’uso | Residenziale / commerciale / uffici / ricettiva / sanitaria / produttiva / altro: _______________________________ |
| Superficie climatizzata | ______ mq |
| Numero piani serviti | ______ |
| Titolo di disponibilità | Proprietà / locazione / comodato / altro: _______________________________ |
3. Inquadramento dell’intervento
L’intervento riguarda:
- ☐ nuova installazione di impianto VRF / VRV;
- ☐ sostituzione di impianto di climatizzazione esistente;
- ☐ ampliamento di impianto VRF / VRV esistente;
- ☐ modifica delle unità interne;
- ☐ sostituzione unità esterne;
- ☐ integrazione con ventilazione meccanica controllata;
- ☐ integrazione con sistema domotico / BMS;
- ☐ regolarizzazione tecnica / documentale dell’impianto;
- ☐ altro: _______________________________.
L’impianto è destinato alla climatizzazione estiva e/o invernale degli ambienti mediante sistema a espansione diretta con portata di refrigerante variabile, composto da una o più unità esterne collegate a unità interne distribuite nei locali serviti.
4. Riferimenti normativi e tecnici
La progettazione, installazione, verifica, esercizio e manutenzione dell’impianto dovranno essere effettuati nel rispetto della normativa nazionale, regionale e comunale applicabile, delle norme tecniche vigenti, delle prescrizioni dei produttori e delle regole di buona tecnica.
- D.M. 37/2008 in materia di installazione degli impianti all’interno degli edifici;
- D.Lgs. 192/2005 e successive modifiche in materia di prestazione energetica degli edifici;
- D.P.R. 74/2013 per esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici;
- normativa regionale relativa a catasto impianti termici, libretti, controlli e rapporti di efficienza energetica;
- normativa F-Gas applicabile agli impianti contenenti gas fluorurati a effetto serra;
- norme UNI e CEI applicabili agli impianti di climatizzazione, refrigerazione, ventilazione, sicurezza elettrica e prevenzione incendi;
- norme tecniche relative alla sicurezza dei sistemi frigoriferi e delle pompe di calore;
- prescrizioni del produttore delle apparecchiature VRF / VRV;
- regolamento edilizio comunale, norme igienico-sanitarie e regolamento condominiale, ove applicabili.
5. Descrizione generale dell’impianto VRF
L’impianto VRF / VRV è costituito da un sistema a espansione diretta nel quale una o più unità esterne modulano la portata di refrigerante verso le unità interne in funzione dei carichi termici richiesti dai singoli ambienti.
Il sistema consente la gestione indipendente delle zone climatizzate, con regolazione della temperatura ambiente, modulazione della potenza erogata, controllo dei consumi e possibilità di integrazione con sistemi di supervisione centralizzata.
| Tipologia impianto | VRF / VRV a pompa di calore / recupero di calore / altro: _______________________________ |
| Funzionamento previsto | Raffrescamento / riscaldamento / entrambi |
| Numero unità esterne | ______ |
| Numero unità interne | ______ |
| Potenza frigorifera complessiva | ______ kW |
| Potenza termica complessiva | ______ kW |
| Tipo refrigerante | R410A / R32 / altro: _______________________________ |
| Carica complessiva refrigerante | ______ kg |
6. Unità esterne
| Unità esterna | Marca / Modello | Potenza frigorifera | Potenza termica | Ubicazione | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| UE 1 | _______________________________ | ______ kW | ______ kW | Copertura / cortile / balcone / locale tecnico / altro | _______________________________ |
| UE 2 | _______________________________ | ______ kW | ______ kW | _______________________________ | _______________________________ |
| UE 3 | _______________________________ | ______ kW | ______ kW | _______________________________ | _______________________________ |
Le unità esterne dovranno essere installate in posizione idonea, accessibile per manutenzione, adeguatamente ventilata e compatibile con carichi strutturali, emissioni sonore, distanze dai confini, decoro architettonico, regolamenti condominiali e prescrizioni locali.
7. Unità interne
| Locale / Zona | Tipologia unità interna | Marca / Modello | Potenza | Comando | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| Locale 1 | Parete / canalizzata / cassetta / pavimento / soffitto | _______________________________ | ______ kW | Locale / centralizzato / BMS | _______________________________ |
| Locale 2 | _______________________________ | _______________________________ | ______ kW | _______________________________ | _______________________________ |
| Locale 3 | _______________________________ | _______________________________ | ______ kW | _______________________________ | _______________________________ |
| Locale 4 | _______________________________ | _______________________________ | ______ kW | _______________________________ | _______________________________ |
8. Linee frigorifere e distribuzione del refrigerante
Le linee frigorifere saranno realizzate mediante tubazioni in rame idonee per impianti frigoriferi, opportunamente dimensionate, isolate termicamente e posate secondo le prescrizioni del produttore.
Il percorso delle tubazioni dovrà essere rappresentato negli elaborati allegati, con indicazione di passaggi, derivazioni, collettori, giunti, dislivelli, lunghezze equivalenti, coibentazioni e attraversamenti di strutture o compartimenti.
| Lunghezza massima linea frigorifera | ______ m |
| Dislivello massimo tra unità esterna e interna | ______ m |
| Numero derivazioni / giunti | ______ |
| Tipo isolamento tubazioni | Elastomerico / altro: _______________________________ |
| Prova di tenuta circuito frigorifero | Da eseguire / eseguita in data ___ / ___ / ______ |
| Vuoto impianto | Da eseguire / eseguito in data ___ / ___ / ______ |
9. Refrigerante e adempimenti F-Gas
L’impianto utilizza gas refrigerante del tipo _______________________________. La gestione del refrigerante dovrà essere effettuata da personale e imprese abilitate, nel rispetto degli obblighi applicabili in materia di gas fluorurati a effetto serra, controllo perdite, registrazioni, manutenzione e comunicazioni previste dalla normativa vigente.
| Tipo refrigerante | _______________________________ |
| GWP refrigerante | ______ |
| Carica totale refrigerante | ______ kg |
| Tonnellate CO2 equivalenti | ______ t CO2 eq |
| Impresa certificata F-Gas | _______________________________ |
| Operatore certificato F-Gas | _______________________________ |
| Controllo periodico perdite | Necessario / non necessario / da verificare |
10. Verifica della concentrazione di refrigerante nei locali
Per gli impianti VRF / VRV dovrà essere verificata la sicurezza dei locali serviti in relazione alla quantità di refrigerante presente nel circuito e al volume degli ambienti, al fine di evitare concentrazioni potenzialmente pericolose in caso di perdita accidentale.
| Locale | Volume locale | Unità interne presenti | Carica refrigerante considerata | Esito verifica |
|---|---|---|---|---|
| Locale 1 | ______ mc | ______ | ______ kg | Conforme / da verificare |
| Locale 2 | ______ mc | ______ | ______ kg | Conforme / da verificare |
| Locale 3 | ______ mc | ______ | ______ kg | Conforme / da verificare |
Qualora necessario, dovranno essere previste misure di sicurezza aggiuntive, quali sensori di rilevazione refrigerante, ventilazione di emergenza, sezionamento automatico, allarmi o altre misure indicate dal produttore e dalle norme tecniche applicabili.
11. Scarico condensa
Le unità interne dovranno essere dotate di idoneo sistema di raccolta e scarico della condensa, con tubazioni dimensionate, pendenze adeguate, eventuali pompe di sollevamento, sifoni ove necessari e recapito finale conforme alle condizioni tecniche e igienico-sanitarie applicabili.
| Zona / Unità | Modalità scarico condensa | Recapito | Pompa condensa | Note |
|---|---|---|---|---|
| Zona 1 | Gravità / pompa | Scarico interno / pluviale / rete dedicata / altro | Sì / No | _______________________________ |
| Zona 2 | _______________________________ | _______________________________ | Sì / No | _______________________________ |
| Zona 3 | _______________________________ | _______________________________ | Sì / No | _______________________________ |
12. Impianto elettrico a servizio del sistema VRF
L’impianto VRF / VRV dovrà essere alimentato da linee elettriche dedicate e protette, dimensionate in funzione della potenza assorbita dalle unità esterne, dalle unità interne, dai sistemi di controllo e dagli accessori.
Le opere elettriche dovranno essere realizzate da impresa abilitata, con rilascio della dichiarazione di conformità e aggiornamento degli schemi elettrici.
| Linea / Quadro | Utenza alimentata | Potenza assorbita | Protezione | Note |
|---|---|---|---|---|
| Linea UE 1 | Unità esterna 1 | ______ kW | Magnetotermico / differenziale / altro | _______________________________ |
| Linea UE 2 | Unità esterna 2 | ______ kW | _______________________________ | _______________________________ |
| Linea unità interne | Unità interne e comandi | ______ kW | _______________________________ | _______________________________ |
| Quadro climatizzazione | Distribuzione impianto VRF | ______ kW | Sezionamento e protezioni dedicate | _______________________________ |
13. Sistema di regolazione, controllo e supervisione
L’impianto sarà dotato di sistemi di comando e regolazione che consentono la gestione delle temperature, delle modalità di funzionamento, degli orari, delle zone servite e degli eventuali allarmi.
| Sistema di controllo | Presenza | Descrizione | Note |
|---|---|---|---|
| Comandi locali | ☐ Sì ☐ No | Comandi a parete per singola unità o zona | _______________________________ |
| Comando centralizzato | ☐ Sì ☐ No | Supervisione generale dell’impianto | _______________________________ |
| Controllo remoto | ☐ Sì ☐ No | App / web server / cloud / altro | _______________________________ |
| Integrazione BMS | ☐ Sì ☐ No | Modbus / BACnet / KNX / altro protocollo | _______________________________ |
| Programmazione oraria | ☐ Sì ☐ No | Fasce orarie, scenari, limiti temperatura | _______________________________ |
14. Ventilazione e ricambio aria
L’impianto VRF / VRV gestisce la climatizzazione degli ambienti, ma non sempre garantisce il ricambio dell’aria esterna. Pertanto, dovrà essere verificata la presenza di adeguati sistemi di ventilazione naturale o meccanica, in funzione della destinazione d’uso dei locali e dell’affollamento previsto.
| Locale / Area | Ventilazione prevista | Portata aria esterna | Sistema utilizzato | Note |
|---|---|---|---|---|
| Area 1 | Naturale / meccanica / non prevista | ______ mc/h | VMC / UTA / aperture / altro | _______________________________ |
| Area 2 | _______________________________ | ______ mc/h | _______________________________ | _______________________________ |
| Area 3 | _______________________________ | ______ mc/h | _______________________________ | _______________________________ |
15. Valutazione energetica e prestazioni
L’impianto dovrà essere valutato in relazione alle prestazioni energetiche dichiarate dal produttore, al rendimento stagionale, alla regolazione per zone, alla compatibilità con l’involucro edilizio e agli eventuali requisiti minimi previsti dalla normativa applicabile.
| Classe energetica apparecchiature | _______________________________ |
| SEER | ______ |
| SCOP | ______ |
| Regolazione per zone | Presente / non presente |
| Contabilizzazione consumi | Presente / non presente / da integrare |
| Compatibilità con pratiche energetiche | Da verificare in base alla normativa e all’intervento |
16. Impatto acustico
Le unità esterne e interne dell’impianto possono generare emissioni sonore durante il funzionamento. Dovrà essere verificata la compatibilità acustica dell’impianto con il contesto circostante, con particolare riferimento a ricettori abitativi, confini, cortili interni, cavedi, terrazzi e regolamenti condominiali.
| Sorgente sonora | Ubicazione | Livello sonoro dichiarato | Ricettore più vicino | Esito |
|---|---|---|---|---|
| Unità esterna 1 | _______________________________ | ______ dB(A) | _______________________________ | Conforme / da verificare |
| Unità esterna 2 | _______________________________ | ______ dB(A) | _______________________________ | Conforme / da verificare |
| Unità interne | Locali serviti | ______ dB(A) | Occupanti locali | Conforme / da verificare |
Qualora necessario, dovranno essere adottate misure di mitigazione, quali supporti antivibranti, schermature acustiche, corretta distanza dai ricettori, limitazione oraria di funzionamento o selezione di unità a bassa emissione sonora.
17. Installazione delle unità esterne e aspetti strutturali
L’installazione delle unità esterne dovrà essere verificata in relazione alla portata della struttura di supporto, alla stabilità, alla resistenza al vento, alle vibrazioni, allo smaltimento della condensa, all’accessibilità per manutenzione e alle eventuali prescrizioni condominiali o comunali.
| Supporto installazione | Basamento / staffe / telaio metallico / copertura / altro: _______________________________ |
| Verifica carichi | Necessaria / eseguita / da verificare |
| Sistemi antivibranti | Previsti / installati / da integrare |
| Accessibilità manutentiva | Adeguata / da verificare |
| Protezione agenti atmosferici | Non necessaria / prevista / da verificare |
18. Sicurezza, prevenzione incendi e gestione dei rischi
L’impianto dovrà essere valutato in relazione ai rischi connessi all’uso di gas refrigerante, all’alimentazione elettrica, alla collocazione delle unità esterne, alla manutenzione in quota, alla ventilazione dei locali e all’eventuale interferenza con attività soggette a controllo di prevenzione incendi.
| Aspetto verificato | Esito | Note |
|---|---|---|
| Rischio perdita refrigerante | ☐ Conforme ☐ Da verificare | _______________________________ |
| Accessibilità in sicurezza per manutenzione | ☐ Conforme ☐ Da verificare | _______________________________ |
| Protezione elettrica | ☐ Conforme ☐ Da verificare | _______________________________ |
| Interferenza con vie di esodo | ☐ Assente ☐ Da verificare | _______________________________ |
| Prevenzione incendi | ☐ Non rilevante ☐ Da verificare ☐ Necessaria valutazione specifica | _______________________________ |
19. Prove, verifiche e collaudo
Prima della messa in esercizio dovranno essere eseguite le prove e le verifiche previste dalle norme tecniche, dalle istruzioni del produttore e dalla buona pratica impiantistica.
| Verifica | Esito | Data | Tecnico / Impresa | Note |
|---|---|---|---|---|
| Prova di tenuta circuito frigorifero | ☐ Positiva ☐ Negativa ☐ Da eseguire | ___ / ___ / ______ | _______________________________ | _______________________________ |
| Vuoto impianto | ☐ Eseguito ☐ Da eseguire | ___ / ___ / ______ | _______________________________ | _______________________________ |
| Carica refrigerante | ☐ Eseguita ☐ Da eseguire | ___ / ___ / ______ | _______________________________ | Quantità: ______ kg |
| Verifica scarico condensa | ☐ Positiva ☐ Negativa ☐ Da eseguire | ___ / ___ / ______ | _______________________________ | _______________________________ |
| Verifica collegamenti elettrici | ☐ Conforme ☐ Non conforme ☐ Da verificare | ___ / ___ / ______ | _______________________________ | _______________________________ |
| Avviamento e prova funzionale | ☐ Positiva ☐ Negativa ☐ Da ripetere | ___ / ___ / ______ | _______________________________ | _______________________________ |
20. Dichiarazione di conformità e documentazione impiantistica
Al termine dei lavori, l’impresa installatrice abilitata dovrà rilasciare la dichiarazione di conformità dell’impianto ai sensi della normativa vigente, completa degli allegati obbligatori e della documentazione tecnica disponibile.
La documentazione dell’impianto dovrà comprendere, ove applicabile:
- dichiarazione di conformità dell’impianto;
- relazione con tipologia dei materiali utilizzati;
- schema dell’impianto realizzato;
- schema frigorifero e distribuzione tubazioni;
- schema elettrico dei quadri e delle alimentazioni;
- planimetria con ubicazione unità interne ed esterne;
- schede tecniche delle unità interne ed esterne;
- manuali d’uso e manutenzione;
- certificazioni e dichiarazioni del produttore;
- documentazione F-Gas;
- libretto di impianto, ove previsto;
- rapporto di controllo di efficienza energetica, ove previsto;
- verbale di collaudo e avviamento;
- documentazione fotografica.
21. Libretto di impianto e manutenzione
L’impianto dovrà essere gestito secondo le disposizioni applicabili in materia di impianti termici, con compilazione e aggiornamento del libretto di impianto ove previsto, esecuzione dei controlli periodici, manutenzione programmata e rapporti di efficienza energetica nei casi richiesti.
| Attività | Frequenza indicativa | Responsabile | Documentazione |
|---|---|---|---|
| Pulizia filtri unità interne | Periodica / secondo utilizzo | Gestore / manutentore | Registro manutenzione |
| Controllo batterie di scambio | Annuale / secondo manuale | Ditta manutentrice | Rapporto intervento |
| Controllo circuito frigorifero | Secondo normativa e manuale | Impresa certificata | Rapporto tecnico / F-Gas |
| Controllo scarichi condensa | Periodico | Ditta manutentrice | Rapporto intervento |
| Controllo unità esterne | Annuale / secondo manuale | Ditta manutentrice | Rapporto intervento |
| Verifica efficienza energetica | Secondo normativa applicabile | Manutentore abilitato | Rapporto di controllo |
22. Prescrizioni tecniche
Sulla base delle verifiche effettuate, si riportano le eventuali prescrizioni tecniche, impiantistiche, energetiche, acustiche o documentali:
23. Elaborati allegati
- Planimetria dell’immobile;
- Layout unità interne ed esterne;
- Schema frigorifero dell’impianto;
- Schema delle linee frigorifere e delle derivazioni;
- Schema scarichi condensa;
- Schema elettrico di alimentazione e controllo;
- Schede tecniche unità esterne;
- Schede tecniche unità interne;
- Manuali d’uso e manutenzione;
- Calcoli di dimensionamento termico, ove disponibili;
- Verifica carica refrigerante e sicurezza locali;
- Documentazione F-Gas;
- Dichiarazione di conformità impianto;
- Libretto di impianto, ove previsto;
- Rapporto di controllo efficienza energetica, ove previsto;
- Documentazione fotografica;
- Altra documentazione: _______________________________.
24. Valutazione tecnica conclusiva
Sulla base del sopralluogo effettuato, della documentazione disponibile e delle informazioni fornite dal committente, l’impianto di climatizzazione VRF / VRV descritto nella presente relazione risulta:
Esito tecnico: ☐ idoneo ☐ idoneo con prescrizioni ☐ non idoneo ☐ da verificare con ulteriori accertamenti.
Eventuali modifiche alla potenza dell’impianto, al numero di unità interne, alla posizione delle unità esterne, al tipo di refrigerante, al percorso delle linee frigorifere, al sistema di controllo o alla configurazione elettrica dovranno essere preventivamente verificate da tecnico abilitato e, ove necessario, documentate mediante aggiornamento degli schemi e della dichiarazione di conformità.
25. Dichiarazione del tecnico
Il sottoscritto tecnico incaricato dichiara che la presente relazione è stata redatta sulla base dei dati forniti dal committente, della documentazione disponibile, del sopralluogo effettuato e delle verifiche tecniche eseguite.
La presente relazione non sostituisce dichiarazioni di conformità, progetti obbligatori, pratiche edilizie, pratiche energetiche, autorizzazioni, pareri, nulla osta, adempimenti F-Gas o altri atti eventualmente richiesti dalla normativa vigente e dagli enti competenti.
Luogo e data: _______________________________
Il tecnico incaricato
Nome e cognome: _______________________________
Firma e timbro: _______________________________
Il committente / proprietario
Nome e cognome / Ragione sociale: _______________________________
Firma: _______________________________