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Metodi di Pagamento Online

In questa guida spieghiamo quali sono i principali metodi di pagamento online.

Carta di credito online
La carta di credito è un mezzo di pagamento utilizzato dal 99% degli shopping online e aziende che vendono servizi multimediali.
Con l’avvento di internet l’uso delle carte di credito ha avuto una crescita esponenziale.
La novità tra le carte di credito per la completa sicurezza è stata adempita dalle “carte di credito ricaricabili”.
Una delle prime carte di credito ricaricabili è stata concepita dalle Poste Italiane con la sua PostaPay; a seguire la maggior parte degli istituti di credito hanno creato le loro carte di credito ricaricabili.
Uno dei vantaggi in termini di sicurezza è dovuto al fatto che possiamo ricaricare la carta di credito dell’importo esatto per cui dobbiamo effettuare l’acquisto. Questo metodo a spinto gli internauti italiani ad incrementare gli acquisti sul web
Oltre ai pagamenti online, la carta di credito ricaricabile permette di prelevare dal proprio conto corrente del denaro senza dover recarsi al proprio sportello bancario.
La ricarica si effettua tramite l’accesso all’home banking messo a disposizione dal proprio istituto di credito.

Bonifico bancario
Il bonifico bancario è il metodo di pagamento più sicuro in assoluto.
Cedere a terze parti i propri dati bancari per il bonifico non vuol dire dare l’accesso al nostro conto corrente, al contrario con i dati del bonifico è possibile ricevere solamente del denaro.
Per un ulteriore certezza della sicurezza nel cedere i dati del bonifico a terzi è dovuta al fatto che nella maggior parte dei siti e-commerce si possono consultare liberamente i dati del bonifico bancario.
Con le nuove normative in vigore dal giorno 1 Gennaio 2008 bisogna fornire il codice IBAN, codice universale utilizzato anche per i pagamenti all’estero.
Adesso illustriamo i dati che servono per il bonifico bancario e cosa indicano:
– Nome e Cognome dell’intestatario del conto
– nome della banca e numero/indirizzo della filiale
– ABI: numero identificativo della banca
– CAB: numero identificativo della filiale
– CC: numero conto corrente
– CIN: una lettera dell’alfabeto
– IBAN: codice che contiene cin, abi, cab, cc
Per la compilazione è possibile vedere questa guida sul bonifico bancario.

Banche virtuali
Con l’avvento di internet e l’aumento del commercio elettronico sono nate delle banche virtuali.
Le banche virtuali sono come le banche reali, l’unica differenza è la facilità e l’immediatezza con cui si riesce ad aprire un conto corrente.
Solitamente le banche virtuali non hanno spese di apertura e chiusura del conto corrente, ovvero, account.
Le uniche spese che hanno le banche online sono le commissioni in percentuale sul transato: su ogni transizione ricevuta si ha una trattenuta.
Le banche virtuali hanno quasi gli stessi servizi delle banche tradizionali: trasferimento fondi tramite bonifico, carta di credito.
Tra i servizi aggiuntivi troviamo il pagamento tramite indirizzo mail, per pagare un utente è sufficiente fornire l’indirizzo di posta elettronica invece che le coordinate bancarie.

Servizi virtuali delle banche tradizionali
Con la crescita dei servizi multimediali offerti da internet, sempre più istituti di credito hanno dovuto adeguarsi alle nuove tecnologie.
Uno dei servizi che hanno il 100% delle banche tradizionale è l’”home bancking”, l’accesso al proprio conto corrente via internet per effettuare tutte le operazioni che solitamente si fanno dallo sportello bancario.
Tra le banche tradizionali non tutte si sono adattate nel fornire gli strumenti commerciali a coloro che hanno un’attività online tra cui il pagamento con carta di credito direttamente dal sito.
L’unico inconveniente delle banche tradizionali che offrono gli strumenti di pagamento elettronici è l’alta commissioni da pagare: commissioni su ogni transizione e canone annuale per usufruire del servizio.

Rischi
Con il termine “phishing” intendiamo un truffa da parte di hacker che accedono ed effettuano un trasferimento fondi non autorizzato.
Il servizio di home bancking è impenetrabile da tezse persone, definiamo l’home bancking completamente sicuro!
La sicurezza è data dal protocollo https che dobbiamo verificare nella barra degli indirizzi del browser prima di digitare le nostra password di accesso al conto virtuale.
Per rendere vulnerabile il proprio conto corrente e sufficiente fornire qualche dato a siti non autorizzati creati appositamente per il raggiro.
Solitamente si arriva a questo tipo di siti tramite e-mail non autorizzare inviate da spammer.
Il truffatore costruisce un sito graficamente identico a quello ufficiale facendo credere agli internauti meno esperti di avere a che fare con la nostra banca.
Per evitare qualsiasi tipo di truffa consigliamo di non fornire mai a nessuno le password e dati personali.
Nessun istituto di credito vi chiederà di spedirgli le vostre password per un aggiornamento del sistema o un ripristino dei dati persi.

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Differenze tra Mercato Primario e Mercato Secondario

Forse non tutti sanno che in Borsa vengono negoziati un pò tutti gli strumenti finanziari, dalle azioni alle obbligazioni, dai titoli di Stato ai derivati, dai titoli rappresentativi di merci alle valute. Ma nell’uso comune la Borsa è diventata sinonimo di mercato azionario, anche perchè le azioni rappresentano la “merce” principale scambiata. Come in qualsiasi mercato, in Borsa vengono dunque acquistati e venduti titoli e strumenti finanziari, ed è in questo contesto che si differenziano i mercati primario e secondario.

Nel mercato primario gli investitori comprano titoli di nuova emissione che le società collocano per raccogliere capitali. Nel caso si tratti di azioni il collocamento avviente mediante offerta pubblica di sottoscrizione (IPO – Initial Public Offering). Vengono anche offerti su questo mercato obbligazioni di nuova emissione da parte di società e banche e i titoli di Stato da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Il mercato primario, quindi, permette agli emittenti di piazzare i loro titoli, ed agli investitori di sottoscrivere i titoli medesimi fornendo liquidità agli emittenti.

Gli investitori possono però acquistare titoli già in circolazione, cioè già collocati sul mercato, e questo avviene sul mercato secondario. In questo mercato dunque vengono scambiati titoli finanziari già emessi. Il suo ruolo è quello di assicurare il passaggio dei titoli, sviluppando così il grado di liquidità del mercato stesso. In sostanza gli investitori che prima avevano comprato dei titoli, possono in questo modo smobilizzare la loro posizione ed essere sostituiti da altri investitori.

I mercati primario e secondario sono collegati tra di loro, in quanto il primo può crescere solo se sorretto da un grande mercato secondario. Il secondo sarà ben alimentato e sarà ampio in base all’attività continua ed alla qualità delle nuove emissioni sul mercato primario. Da precisare, infine, che i due mercati primario e secondario sviluppano il loro incontro ideale all’interno della Borsa Valori.

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Come Investire in Beni Rifugio

Come tutti gli altri investimenti, anche i beni rifugio sono soggetti alle leggi imposte dal mercato, per cui i prezzi salgono e scendono in relazione alla domanda e all’offerta.
Quando si parla di investire in beni rifugio si pensa subito all’oro. La crisi finanziaria europea ed il timore di un crollo dell’impalcatura dell’euro ne hanno fatto schizzare le quotazioni, con una tendenza marcata negli ultimi 8 anni ad una crescita molto sostenuta per effetto di vari fattori anche di tipo geopolitico.

Molti si domandano se ancora conviene investire in oro: con le prospettive negative dei mercati, il caso irrisolto della Grecia ma anche dello stesso debito americano, investire in beni rifugio come l’oro può ancora essere considerato interessante.

Oltre ai metalli preziosi (oro e diamanti), se si vuole investire in beni rifugio si può

impiegare una parte del proprio capitale in opere d’arte, che hanno come caratteristica l’impossibilità di replicarne sul mercato con la creazione di strumenti finanziari. Ovviamente, il valore tende a conservarsi o salire nel tempo, a condizione che al momento dell’acquisto si sia certi di non avere sopravvalutato il costo dell’opera in questione.

Storicamente, anche alcuni titoli di Stato esteri sono utilizzati per investire in beni rifugio nei momenti di tensione dei mercato. Lo sono i Treasuries, ossia i bond americani, nonchè i Bund tedeschi. Essi offrono rendimenti molto bassi (gli Euro Schatz tedeschi a 12 mesi hanno rendimenti addirittura negativi), ma garantiscono in genere il valore dell’investimento effettuato. Tuttavia, non sono privi degli stessi rischi a cui sono esposti anche gli altri bond, oltre che a fattori macroeconomici, come l’inflazione.

Per investire in beni rifugo ci si può rivolgere anche alle valute, per le quali valgono le stesse considerazioni per i bond pubblici. Il dollaro funge storicamente da valuta di riserva e, pertanto, acquistare titoli o beni in dollari può servire a mantenere inalterato il valore del proprio investimento. Ma in questo caso il rischio è che, a fronte di una buona performance della divisa americana, scenda il prezzo del bene su cui si è investito. Anche in caso di investimento puramente valutario, sottolineiamo come non esista in teoria moneta al mondo che possa garantire un rifugio sicuro. Bretton Woods insegna.

Chiudiamo con gli investimenti nel mattone. Rappresentano un rifugio non solo sicuro per il risparmiatore italiano, ma anche gradito, trattandosi di un bene di cui si può godere in modo tangibile. Contrariamente al trend storico italiano di una crescita quasi ininterrotta dei prezzi immobiliari, le ultime previsioni parlano di un rischio crollo, fino al 20%, dei valori a breve. Inoltre, l’imposizione di una maggiore tassazione su di essi potrebbe comportare un abbassamento dei prezzi anche nel medio lungo termine,.

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Come Investire in Oro

Molti si chiedono come investire in oro.

I primi quattro strumenti di investimento vengono proposti dalle banche (soprattutto in Svizzera) a chi possiede un patrimonio di una certa consistenza

Monete. Esiste una varietà ampia di monete d’oro, emesse da Governi di tutto il mondo, il cui valore di mercato dipende dal loro contenuto in oro puro. Non bisogna confondere le monete in metallo prezioso con le monete commemorative collezionate dagli appassionati di numismatica. Il valore di queste ultime, infatti, dipende dalla rarità, dal disegno e dalla finitura del conio, non dal contenuto in oro puro.

Lingotti. Possono essere acquistati in vari pesi e dimensioni (compresi in genere tra un grammo e 400 once – un’oncia è pari a 28,35 grammi). Sono considerati lingotti di piccole dimensioni quelli con un peso inferiore a 1.000 grammi. Esistono nel mondo 94 produttori di lingotti d’oro distribuiti in 26 Paesi.

Deposito in oro. Possono essere aperti presso molte grandi banche dove l’oro viene conservato in un caveau. I lingotti (o le monete) vengono custoditi, numerati e identificati in base ad un marchio ufficiale di garanzia.

Certificati aurei. In alcuni Paesi (in particolare nelle banche della Svizzera e della Germania) esistono certificati aurei che permettono agli investitori di possedere l’oro senza la consegna fisica del materiale. I certificati rappresentano, per chi li possiede, un titolo di proprietà, mentre la banca conserva materialmente l’oro per conto del cliente, il quale comunque può vendere i certificati con una semplice telefonata alla banca stessa.

Si tratta di soluzioni per grandi investitori.

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Investire in Diamanti – Tipologie

Gli esperti consigliano di investire in diamanti una parte molto limitata del proprio capitale (non più del 5 o 7% del totale). Infatti impiegare tutto o buona parte del proprio patrimonio in questo tipo di bene rifugio sarebbe molto rischioso, perchè si tratta di un investimento di nicchia da fare con cautela e in modo graduale.
Prima di acquistare dei diamanti occorre informarsi almeno un pò sulle loro caratteristiche e sul loro valore di mercato. Le quotazioni dipendono da diversi parametri: la purezza, il colore, la qualità del taglio, il peso e la massa (espressa in carati). Per esempio, le pietre bianche (o con colori rari, come il rosa e il verde) sono quelle che valgono di più, come pure i brillanti con un ottimo taglio o con purezza massima (contrassegnata dalla sigla IF – Internally Flawless).

Per evitare raggiri ai danni dell’acquirente, la qualità di ogni pietra deve essere espressa da un apposito certificato emesso da un organismo internazionale. I più importanti sono

il Gemological Insitute of America di New York, l’Hoge Raad voor Diamant di Anversa e l’International Gemological Institute di Tel Aviv. Senza la presenza del certificato, dunque, l’acquisto dei diamanti è da evitare.

I diamanti più pregiati sono di tre categorie
I diamanti River. Offrono una qualità migliore. Il termine River veniva usato per le pietre dei giacimenti fluviali. I diamanti River sono considerati i più pregiati perchè sono i più bianchi. Hanno anche sfumature di azzurro, non per la colorazione, ma per i riflessi della luce. Sono di due tipi e i prezzi vanno dai 9 – 10.000 euro per 0,5 carati ai 60 – 70.000 euro per 1,5 carati.
I diamanti Top Wesselton. Il termine deriva probabilmente dal nome della miniera sudafricana di Wesselton. Sono diamanti di ottima qualità, ma meno pregiati dei River. Sono di tre tipi, con prezzi da 7 – 8.000 euro per 0,5 carati a 35 – 45.000 euro per 1,5 carati.
I diamanti Top Crystal. Hanno una colorazione bianca ma presentano lievi sfumature di giallo, e per questo sono meno preziosi dei River e dei Top Wesselton. Ne esistono di un tipo e i prezzi vanno da 5.000 euro per 0,5 carati a 29.000 euro per 1,5 carati.

Si è detto che abbiamo assistito negli anni passati a rialzi record dei prezzi dei diamanti. Cosa succederà in futuro? Alcuni esperti prevedono ancora una graduale crescita, ma, come tutte le previsioni, sono da prendere con cautela. Possiamo solo dire che la produzione mondiale è praticamente in mano ad una sola azienda: il gruppo olandese De Beers, che controlla circa la metà del mercato, la quale si adopera per non rendere troppo volatili i prezzi.
Un’ultima curiosità: soltanto l’1% dei diamanti disponibili nel mondo viene acquistato e conservato dagli investitori, tutti gli altri sono impiegati nell’industria o nel settore orafo.