Diffida per occupazione parti condominiali – Esempio e Fac Simile Compilabile

La diffida per occupazione di parti condominiali è un atto formale con cui il condominio (di solito tramite l’amministratore) intima al condomino o a terzi di cessare l’uso non autorizzato o l’occupazione di parti comuni e di ripristinare lo stato dei luoghi. Si richiama il principio del Codice civile (es. art. 1102) secondo cui l’uso della cosa comune non deve alterarne la destinazione né pregiudicare gli altri condomini. Nella diffida vanno indicati chiaramente il soggetto destinatario, la descrizione dell’occupazione contestata, il termine per adempiere e le conseguenze in caso di inottemperanza (azione giudiziale per ingiungere la cessazione, ripristino e risarcimento danni). Per valere come prova e per avere efficacia preventiva conviene inviarla tramite PEC, raccomandata A/R o atto notificato da un ufficiale giudiziario e conservarne ricevute e documentazione fotografica; in mancanza di esito si procede con un ricorso al giudice. Infine, se l’amministratore non interviene, l’assemblea può deliberare le azioni da intraprendere o incaricare un legale.

Come scrivere una Diffida per occupazione parti condominiali

La disciplina delle parti comuni del condominio è contenuta nel Codice civile (artt. 1117 e ss.), che definisce cosa si intende per parti comuni e regola l’uso, la custodia e la tutela di tali beni collettivi. In particolare l’art. 1102 c.c. stabilisce il principio secondo cui ogni condomino può servirsi della cosa comune purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri di farne parimenti uso. L’occupazione non autorizzata di aree o manufatti comuni può costituire una violazione di questi principi e legittima il condomino o l’amministratore ad agire per ottenere la cessazione dell’occupazione, la rimozione di opere abusive, il ripristino dello stato dei luoghi e il risarcimento dei danni eventualmente subiti dal condominio.

La diffida ha lo scopo di ottenere il comportamento voluto (la cessazione dell’occupazione o la rimozione di elementi che occupano o limitano l’uso delle parti comuni) attraverso un atto stragiudiziale che dimostri l’intenzione di chi subisce l’illecito di richiedere il rispetto dei propri diritti. È strumento utile per tentare di evitare un contenzioso giudiziario o per creare un primo grado di prova della richiesta prima di intraprendere azioni giudiziarie o amministrative.

La diffida deve essere redatta in modo chiaro e documentato: indicazione puntuale del mittente (condominio per il tramite dell’amministratore o singolo condomino legittimato), dell’indirizzo per le comunicazioni e del destinatario; descrizione circostanziata dei fatti, con l’indicazione della parte comune occupata, del tipo di occupazione (deposito di materiali, ampliamento di godimento, posa di serramenti, costruzione di troppe opere, uso esclusivo di aree comuni ecc.), dei tempi in cui l’occupazione è iniziata e di eventuali tentativi precedenti di composizione bonaria; richiamo alle norme di riferimento (art. 1117 e seguenti e art. 1102 c.c., oltre al regolamento condominiale interno se pertinente) e segnalazione delle conseguenze giuridiche dell’occupazione (obbligo di rimozione, ripristino, risarcimento del danno). È opportuno indicare un termine congruo per la cessazione dell’occupazione e per l’eventuale ripristino dello stato dei luoghi, precisando che decorso il termine si procederà, senza ulteriori avvisi, ad adire le vie legali. La diffida dovrà altresì contenere l’indicazione delle prove che corredano l’atto (fotografie, planimetrie, relazioni tecniche, verbali dell’assemblea condominiale, eventuali dichiarazioni di altri condomini) e l’avvertimento circa l’introduzione di spese e oneri a carico dell’occupante in caso di ricorso al giudice.

Per avere valenza probatoria e per assicurare la corretta conoscenza dell’atto da parte del destinatario, la diffida è preferibile inviarla tramite strumenti che lascino traccia certa della ricezione: posta elettronica certificata (PEC) se il destinatario ne è dotato, raccomandata con avviso di ricevimento, o notifica a mezzo ufficiale giudiziario. È fondamentale conservare copia dell’atto, delle ricevute di notifica e dell’eventuale corredo probatorio (foto datate, video, misurazioni, titoli urbanistici, estratti catastali) e registrare ogni fatto utile relativo all’occupazione (date, orari, nomi di testimoni, contatti intercorsi). Tali elementi serviranno sia per l’azione stragiudiziale sia per l’eventuale successivo giudizio.

. Il termine concesso nella diffida deve essere congruo rispetto alla natura dell’intervento richiesto; di frequente si stabilisce un periodo di qualche giorno fino a qualche settimana per la rimozione o la cessazione dell’occupazione. La comunicazione deve chiarire che, qualora il destinatario non provveda entro il termine indicato, il condominio si rivolgerà all’autorità giudiziaria per ottenere la rimozione coattiva, il ripristino, il risarcimento ed eventualmente le misure provvisorie urgenti qualora sussistano danni imminenti o pregiudizi gravi. È opportuno ricordare che l’intervento immediato del singolo condomino è limitato: interventi di urgenza per evitare danni possono essere adottati dall’amministratore, mentre interventi permanenti o che alterano la cosa comune richiedono di norma delibera assembleare.

Se la diffida resta inefficace, il condomino o l’amministratore possono adire l’autorità giudiziaria per ottenere le misure necessarie. Le azioni possibili includono la domanda di accertamento dell’illegittimità dell’occupazione, la richiesta di rimozione delle opere abusive e il ripristino dello stato dei luoghi nonché la domanda di risarcimento per i danni patrimoniali e morali subiti dal condominio. In situazioni di urgenza si può altresì richiedere misure cautelari o provvedimenti d’urgenza per impedire un danno grave e imminente. In alcuni casi, in presenza di occupazioni particolarmente rilevanti o di condotte dolose, possono profilarsi responsabilità anche sul piano penale; per questo motivo la diffida può contenere il richiamo alla possibile segnalazione all’autorità competente qualora la condotta permanga.

Modelli Diffida per occupazione parti condominiali

Modello 1 — Diffida semplice per occupazione di parti comuni

Oggetto: Diffida per occupazione non autorizzata di parti comuni del condominio

Premesso che:

  • In data ___ è stata rilevata l’occupazione delle parti comuni identificate come ___ (es. vano, cortile, lastrico solare, scala, ecc.);
  • Tale occupazione è stata effettuata da senza preventiva autorizzazione dell’assemblea condominiale né dell’amministratore, in violazione degli artt. 1117 e ss. c.c. e del regolamento condominiale vigente;

Tutto ciò premesso, con la presente si diffida formalmente

a rimuovere immediatamente quanto posto nelle parti comuni sopra indicate e a cessare ogni ulteriore uso esclusivo non autorizzato, entro il termine perentorio di giorni dalla ricezione della presente.

Si invita altresì a comunicare all’amministratore del condominio, entro lo stesso termine, le modalità con cui intendete adempiere alla presente diffida.

Si avverte che, in difetto di ottemperanza nel termine indicato, si procederà senza ulteriore avviso a tutela dei diritti condominiali, fatto salvo il diritto al risarcimento dei danni e al recupero delle spese sostenute.

Data:

Firma: ___

Modello 2 — Diffida con richiesta di ripristino e messa in mora

Oggetto: Diffida ad adempiere e messa in mora per occupazione di parti comuni

Premesso che:

  • In data ___ si è accertata la presenza di beni/ostruzioni/strutture in uso esclusivo su parte comune denominata ;
  • Non risulta alcuna delibera assembleare né autorizzazione dell’amministratore che consenta tale uso;

Per questi motivi, con la presente si intima e diffida ufficialmente a:
1) Procedere al ripristino dello stato dei luoghi e alla rimozione di tutti i beni/ostruzioni entro e non oltre
giorni dalla ricezione della presente;
2) Indennizzare il condominio per gli eventuali danni provocati, quantificabili in via provvisoria in € (se noto), salvo maggiori e diversi accertamenti;

Con la presente si mette altresì formalmente in mora la/e persona/e sopra indicate ai sensi di legge, riservandosi ogni ulteriore azione giudiziaria e stragiudiziale per la tutela dei diritti condominiali e per il recupero delle somme dovute, oltre agli interessi e alle spese.

Data:
Firma: ___

Modello 3 — Diffida con avvertimento di azione giudiziaria e richiesta risarcimento

Oggetto: Diffida e intimazione per rilascio parti comuni e risarcimento danni

Premesso che:

  • È stata constatata l’occupazione/alterazione delle parti comuni indicate come da parte di ___;
  • Tale condotta integra uso esclusivo della cosa comune in violazione dell’art. 1102 c.c. e degli artt. 1117 e ss. c.c., nonché del regolamento condominiale (se applicabile);

Con la presente si diffida e intima formalmente ___ a:

  • Provvedere al rilascio immediato e al ripristino delle parti comuni nello stato antecedente entro e non oltre ___ giorni dalla ricezione della presente;
  • Deposizionare e astenersi da qualsiasi ulteriore atto che limiti o impedisca l’uso comune;

Si avverte che, qualora non venga dato seguito entro il termine indicato, questa amministrazione/condominio provvederà ad adire l’Autorità Giudiziaria competente per ottenere il rilascio coattivo, il risarcimento dei danni subiti (quantificati in via provvisoria in € ), nonché il recupero di tutte le spese legali e peritali.

Data:
Firma: ___

Modello 4 — Diffida urgente per occupazione pericolosa o dannosa

Oggetto: Diffida urgente per occupazione pericolosa/dannosa di parti comuni e richiesta intervento immediato

Premesso che:

  • In data___  è stata rilevata l’occupazione di ___  con modalità che comportano pericolo/danno per la sicurezza e/o l’integrità delle parti comuni (descrivere brevemente: ___);
  • Tale situazione pone a rischio gli altri condomini e/o la struttura condominiale;

Con la presente, considerata l’urgenza e la gravità, si diffida e ingiunge a di cessare immediatamente ogni azione e di rimuovere entro e non oltre ore/giorni dalla ricezione della presente quanto posto nelle parti comuni, con contestuale ripristino dello stato dei luoghi e adozione delle misure necessarie a eliminare il pericolo/danno.

Si chiede altresì all’amministratore del condominio di adottare, qualora necessario, le opportune misure conservative e di segnalare la situazione alle autorità competenti (Prefettura, Vigili del Fuoco, Polizia Locale) qualora persista il pericolo.

Si avverte che, in caso di inottemperanza, si procederà immediatamente con ogni azione idonea, ivi compresa la richiesta di provvedimenti cautelari al Giudice, nonché la richiesta di risarcimento dei danni e l’azione per le spese sopravvenute.

Data:
Firma: