Lavoro

Pubblicità del Codice Disciplinare nel Pubblico Impiego

In seguito all’emanazione del D.Lgs. 27 ottobre 2009, n. 150, che ha modificato il D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, il legislatore ha introdotto nuove regole sull’esercizio del potere disciplinare nel pubblico impiego.

Tali regole costituiscono norme imperative, ai sensi degli artt. 1339 e 1419 cod. civ, e sono, pertanto, caratterizzate dall’automatico inserimento nei contratti collettivi con conseguente sostituzione delle clausole difformi.

In particolare, in applicazione del principio nullum crimen, nulla poena sine lege, non possono essere validamente irrogate sanzioni disciplinari se, prima dell’infrazione, non sia stato predisposto e pubblicizzato il codice disciplinare recante l’indicazione delle predette infrazioni e relative sanzioni

Il codice va affisso all’ingresso della sede di lavoro o, alternativamente, può essere pubblicato sul sito istituzionale dell’amministrazione (art. 55, co. 2, ult. periodo, D.Lgs. n. 165/2001, come sostituito dall’art. 68, co. 1, D.Lgs. n. 150/2009).

In merito a tale disposizione, si osserva quanto segue
la modalità alternativa alla pubblicazione sul sito è solo quella dell’affissione all’ingresso della sede di lavoro poiché solo questo luogo particolare è espressamente considerato dalla norma vigente
la legge non rende obbligatoria la pubblicazione del codice disciplinare sul sito dell’amministrazione de qua, limitandosi ad introdurre un criterio di equivalenza tra la suddetta modalità telematica e la tradizionale affissione del codice cartaceo all’ingresso della sede di lavoro;
le amministrazioni potranno completamente sostituire la pubblicità tramite affissione con la pubblicazione on line solo qualora l’accesso alla rete internet sia consentito a tutti i lavoratori, tramite la propria postazione informatica”. Ciò, in quanto “la pubblicazione risponde all’esigenza di porre il dipendente al riparo dal rischio di incorrere in sanzioni per fatti da lui non preventivamente conosciuti come mancanze.

In proposito, il Ministero della Pubblica Amministrazione raccomanda che il codice disciplinare venga pubblicato con adeguato risalto e indicazione puntuale della data, oltre che sull’home page internet anche di quella intranet dell’amministrazione, solitamente utilizzata per le comunicazioni interne del datore di lavoro, al fine di assicurarne la massima visibilità e conoscibilità. Si raccomanda inoltre alle amministrazioni di precostituire una prova dell’avvenuta pubblicazione, al fine di poter sviluppare la difesa nell’ambito di un eventuale contenzioso, chiedendo alla struttura interna competente alla pubblicazione di comunicare formalmente l’avvenuto adempimento.

Lavoro

Lavori più Richiesti nella Finanza

Vi sono stati anni in cui lavorare in banca significava avere un lavoro sicuro e ben retribuito. Poi è arrivata la crisi dell’occupazione e anche il settore bancario ha dovuto operare tagli a stipendi ed impiegati. Sembra però che il 2014 sarà l’anno di chi lavora nell’ambito bancario e della finanza, complice la nascita di nuove competenze professionali sempre più richieste.

A dirlo l’osservatorio Michael Page ( società di recruitment specializzata ) che analizza quali sono in Italia le figure più ricercate in ambito finanziario.

Al primo posto troviamo i private banker, ovvero coloro che si occupano di investimenti e negoziazione titoli, che possono ambire a una retribuzione media tra i 40 e i 60 mila euro annui anche solo a livello junior.

Segue la richiesta di compliance officer, esperti di leggi, regolamenti e norme che regolano il settore finanziario e ne supervisionano la disciplina. La loro retribuzione media va dai 50.000 agli 80.000 euro annui entro i primi 10 anni di esperienza.

Crescono poi soprattutto i profili come quello del credit manager, su cui è possibile vedere questa guida su Professioniecarriere.com, che può puntare ad una retribuzione iniziale di 30.000 o 50.000 euro annui, occupandosi delle criticità di credito e operative della banca.

Tra le nuove professioni da segnalare l’investment advisor, ovvero una figura altamente specializzata sugli strumenti finanziari più complessi, in grado di offrire consulenza a clienti molto facoltosi e di assicurarsi entro i 5 anni di esperienza uno stipendio annuo tra i 45 e 65.000 euro.

Ancora richiesto l’analista finanziario, con retribuzione iniziale di 30.000-50.000 euro annui.

Scende invece la domanda per direttori amministrazione, finanza e controllo (Cfo), i cui compensi restano comunque tra i più elevati del settore (da 70 a 120 mila euro, con 8/12 anni di esperienza).

Il mercato sta cambiando sotto la spinta di un’internazionalizzazione sempre più accentuata e di una produzione normativa in costante evoluzione, e questo spiega perché in Italia si vanno riducendo gli spazi per alcune professioni un tempo ricercate a favore di profili più orientati al controllo dei rischi e alla gestione della relazione con il cliente.

Soldi

Come Investire in Beni Rifugio

Come tutti gli altri investimenti, anche i beni rifugio sono soggetti alle leggi imposte dal mercato, per cui i prezzi salgono e scendono in relazione alla domanda e all’offerta.
Quando si parla di investire in beni rifugio si pensa subito all’oro. La crisi finanziaria europea ed il timore di un crollo dell’impalcatura dell’euro ne hanno fatto schizzare le quotazioni, con una tendenza marcata negli ultimi 8 anni ad una crescita molto sostenuta per effetto di vari fattori anche di tipo geopolitico.

Molti si domandano se ancora conviene investire in oro: con le prospettive negative dei mercati, il caso irrisolto della Grecia ma anche dello stesso debito americano, investire in beni rifugio come l’oro può ancora essere considerato interessante.

Oltre ai metalli preziosi (oro e diamanti), se si vuole investire in beni rifugio si può

impiegare una parte del proprio capitale in opere d’arte, che hanno come caratteristica l’impossibilità di replicarne sul mercato con la creazione di strumenti finanziari. Ovviamente, il valore tende a conservarsi o salire nel tempo, a condizione che al momento dell’acquisto si sia certi di non avere sopravvalutato il costo dell’opera in questione.

Storicamente, anche alcuni titoli di Stato esteri sono utilizzati per investire in beni rifugio nei momenti di tensione dei mercato. Lo sono i Treasuries, ossia i bond americani, nonchè i Bund tedeschi. Essi offrono rendimenti molto bassi (gli Euro Schatz tedeschi a 12 mesi hanno rendimenti addirittura negativi), ma garantiscono in genere il valore dell’investimento effettuato. Tuttavia, non sono privi degli stessi rischi a cui sono esposti anche gli altri bond, oltre che a fattori macroeconomici, come l’inflazione.

Per investire in beni rifugo ci si può rivolgere anche alle valute, per le quali valgono le stesse considerazioni per i bond pubblici. Il dollaro funge storicamente da valuta di riserva e, pertanto, acquistare titoli o beni in dollari può servire a mantenere inalterato il valore del proprio investimento. Ma in questo caso il rischio è che, a fronte di una buona performance della divisa americana, scenda il prezzo del bene su cui si è investito. Anche in caso di investimento puramente valutario, sottolineiamo come non esista in teoria moneta al mondo che possa garantire un rifugio sicuro. Bretton Woods insegna.

Chiudiamo con gli investimenti nel mattone. Rappresentano un rifugio non solo sicuro per il risparmiatore italiano, ma anche gradito, trattandosi di un bene di cui si può godere in modo tangibile. Contrariamente al trend storico italiano di una crescita quasi ininterrotta dei prezzi immobiliari, le ultime previsioni parlano di un rischio crollo, fino al 20%, dei valori a breve. Inoltre, l’imposizione di una maggiore tassazione su di essi potrebbe comportare un abbassamento dei prezzi anche nel medio lungo termine,.

Soldi

Come Investire in Oro

Molti si chiedono come investire in oro.

I primi quattro strumenti di investimento vengono proposti dalle banche (soprattutto in Svizzera) a chi possiede un patrimonio di una certa consistenza

Monete. Esiste una varietà ampia di monete d’oro, emesse da Governi di tutto il mondo, il cui valore di mercato dipende dal loro contenuto in oro puro. Non bisogna confondere le monete in metallo prezioso con le monete commemorative collezionate dagli appassionati di numismatica. Il valore di queste ultime, infatti, dipende dalla rarità, dal disegno e dalla finitura del conio, non dal contenuto in oro puro.

Lingotti. Possono essere acquistati in vari pesi e dimensioni (compresi in genere tra un grammo e 400 once – un’oncia è pari a 28,35 grammi). Sono considerati lingotti di piccole dimensioni quelli con un peso inferiore a 1.000 grammi. Esistono nel mondo 94 produttori di lingotti d’oro distribuiti in 26 Paesi.

Deposito in oro. Possono essere aperti presso molte grandi banche dove l’oro viene conservato in un caveau. I lingotti (o le monete) vengono custoditi, numerati e identificati in base ad un marchio ufficiale di garanzia.

Certificati aurei. In alcuni Paesi (in particolare nelle banche della Svizzera e della Germania) esistono certificati aurei che permettono agli investitori di possedere l’oro senza la consegna fisica del materiale. I certificati rappresentano, per chi li possiede, un titolo di proprietà, mentre la banca conserva materialmente l’oro per conto del cliente, il quale comunque può vendere i certificati con una semplice telefonata alla banca stessa.

Si tratta di soluzioni per grandi investitori.

Soldi

Investire in Diamanti – Tipologie

Gli esperti consigliano di investire in diamanti una parte molto limitata del proprio capitale (non più del 5 o 7% del totale). Infatti impiegare tutto o buona parte del proprio patrimonio in questo tipo di bene rifugio sarebbe molto rischioso, perchè si tratta di un investimento di nicchia da fare con cautela e in modo graduale.
Prima di acquistare dei diamanti occorre informarsi almeno un pò sulle loro caratteristiche e sul loro valore di mercato. Le quotazioni dipendono da diversi parametri: la purezza, il colore, la qualità del taglio, il peso e la massa (espressa in carati). Per esempio, le pietre bianche (o con colori rari, come il rosa e il verde) sono quelle che valgono di più, come pure i brillanti con un ottimo taglio o con purezza massima (contrassegnata dalla sigla IF – Internally Flawless).

Per evitare raggiri ai danni dell’acquirente, la qualità di ogni pietra deve essere espressa da un apposito certificato emesso da un organismo internazionale. I più importanti sono

il Gemological Insitute of America di New York, l’Hoge Raad voor Diamant di Anversa e l’International Gemological Institute di Tel Aviv. Senza la presenza del certificato, dunque, l’acquisto dei diamanti è da evitare.

I diamanti più pregiati sono di tre categorie
I diamanti River. Offrono una qualità migliore. Il termine River veniva usato per le pietre dei giacimenti fluviali. I diamanti River sono considerati i più pregiati perchè sono i più bianchi. Hanno anche sfumature di azzurro, non per la colorazione, ma per i riflessi della luce. Sono di due tipi e i prezzi vanno dai 9 – 10.000 euro per 0,5 carati ai 60 – 70.000 euro per 1,5 carati.
I diamanti Top Wesselton. Il termine deriva probabilmente dal nome della miniera sudafricana di Wesselton. Sono diamanti di ottima qualità, ma meno pregiati dei River. Sono di tre tipi, con prezzi da 7 – 8.000 euro per 0,5 carati a 35 – 45.000 euro per 1,5 carati.
I diamanti Top Crystal. Hanno una colorazione bianca ma presentano lievi sfumature di giallo, e per questo sono meno preziosi dei River e dei Top Wesselton. Ne esistono di un tipo e i prezzi vanno da 5.000 euro per 0,5 carati a 29.000 euro per 1,5 carati.

Si è detto che abbiamo assistito negli anni passati a rialzi record dei prezzi dei diamanti. Cosa succederà in futuro? Alcuni esperti prevedono ancora una graduale crescita, ma, come tutte le previsioni, sono da prendere con cautela. Possiamo solo dire che la produzione mondiale è praticamente in mano ad una sola azienda: il gruppo olandese De Beers, che controlla circa la metà del mercato, la quale si adopera per non rendere troppo volatili i prezzi.
Un’ultima curiosità: soltanto l’1% dei diamanti disponibili nel mondo viene acquistato e conservato dagli investitori, tutti gli altri sono impiegati nell’industria o nel settore orafo.