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Come Conoscere la Lista Viaggi non Ancora Fatturati con Telepass

Dovete sapere quanto avete fatturato con il Telepass questo mese oppure dovete semplicemente sapere quanto vi è venuta a costare la tratta autostradale fatta pochi giorni fa? Allora seguite questa guida e con una semplicissima registrazione sarete in grado di accedere a tutti i viaggi ancora non fatturati con Telepass.

Il primo passo da fare è aprire il browser Internet e inserire l’indirizzo Telepass.com. Premiamo Invio e attendiamo il caricamento completo della pagina Web. Clicchiamo sulla voce “Registrati” che si trova a destra della pagina.

Seguiamo le indicazioni riportate per completare la registrazione. Per registrarsi è necessario avere con sé il Codice ID (è un codice alfanumerico di sedici caratteri rilasciato da Telepass) e un’indirizzo e-mail valido. Una volta completata e confermata la registrazione torniamo alla pagina iniziale del sito Telepass. Inseriamo dove richiesto la nostra username, la password e clicchiamo sul tasto arancione per loggarci.

Una volta all’interno della nostra area personale clicchiamo sulla voce “I tuoi viaggi” e controlliamo tutti i viaggi ancora non fatturati. Per andare alla pagina successiva cliccate sul tasto “leggi prossimi”. Per tornare alla prima pagina cliccate su “inizio lista”. Se volete potete anche stampare la lista dei viaggi semplicemente cliccando sul tasto “Stampa” del vostro browser internet.

In caso di problemi, consigliamo di seguire questa guida e contattare il servizio clienti Telepass.

Soldi

Rischi Pronti Contro Termine

Chiariamo subito che le operazioni di Pronti contro Termine non sono garantite dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD), come ad esempio le somme depositate sui conti deposito, liberi o vincolati, per le quali è prevista una copertura fino a 100.000,00 per correntista.

I rischi tipici di questo tipo di operazione finanziaria sono essenzialmente 2: rischio emittente e rischio controparte.

Rischio emittente – Come evitarlo ?
Si tratta del rischio di fallimento della società emittente i titoli sottostanti l’operazione di pronti contro termine.
Caso pratico: il sottostante di un PCT è costituito da obbligazioni private di una società che fallisce prima del riacquisto a termine da parte della banca.
In questo caso una sentenza del Tribunale di Grosseto (19 febbraio 1996) chiarisce che siamo di fronte ad una impossibilità sopravvenuta ad adempiere (la società a causa del fallimento è impossibilitata a rimborsare il prestito obbligazionario). Tale impossibilità comporta l’estinzione dell’obbligazione di entrambe le parti del rapporto: società e banca.
Pertanto, è solo il proprietario delle obbligazioni, ovvero il cliente, ad accollarsi il rischio della perdita.
In definitiva, nel valutare tale rischio si consiglia di prendere in seria considerazione la solidità patrimoniale e le prospettive economiche della società che emette gli strumenti finanziari sottostanti.
Attenzione
Il rischio emittente, pur essendo un rischio tipico dei PCT, non sempre è accollato al cliente. Ad esempio Che Banca garantisce comunque il riacquisto di titoli. E’ importante, quindi, andare a verificare caso per caso attraverso l’attenta lettura dei fogli informativi.

Rischio controparte – Anche la banca può fallire ?
Si verifica quando la banca (controparte) è impossibilitata a riacquistare i titoli venduti, ad esempio nel caso in cui fallisca.
Il rischio controparte si annulla qualora il sottostante sia rappresentato da Titoli di Stato, infatti, anche se la banca fallisse, il cliente rimarrebbe proprietario di titoli garantiti dallo Stato.
Allo stesso modo, eventuali obbligazioni corporate che rimangono di proprietà del cliente possono essere sempre vendute sul mercato, tuttavia, non è garantito che il prezzo di vendita sia maggiore rispetto a quello di acquisto, ovvero, il rischio è quello di perdere oltre agli interessi anche una parte del capitale investito.
Caso limite si ha quando la banca propone pronti contro termine con sottostante composto da obbligazioni emesse dalla banca stessa, ebbene, in questo caso il rischio emittente ed il rischio controparte coincidono.
Se da un lato, quindi, “eliminiamo” il rischio emittente, dall’altro, in caso di fallimento della banca, rimarremmo proprietari di titoli senza valore, dato sul mercato nessuno sarebbe disposto ad acquistare obbligazioni di una banca fallita.
Si tratta chiaramente di casi estremi che, normalmente, possono essere esclusi o limitati se ci rivolgiamo a banche di primaria importanza e solidità.
Pertanto, prima di scegliere la banca a cui rivolgersi sarebbe utile controllare anche il suo rating e quello della controparte che emette il sottostante. Il rating è una valutazione del grado di solvibilità fornito dalle agenzie di rating (le principali sono Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch Ratings).

In conclusione la garanzia principale dei Pronti Contro Termine è rappresentata dal sottostante: se si tratta di Titoli di Stato possiamo stare più tranquilli, ma il rendimento sarà inferiore rispetto a PCT con sottostante obbligazioni corporate.

Soldi

Come Riconoscere i Soldi Falsi

Per riconoscere i soldi falsi in maniera sicura e senza l’ausilio di apposite apparecchiature create appositamente per lo scopo, come questi rilevatori, dobbiamo affidarci a due sensi, la vista e il tatto.

Cominciamo con la vista
In alto a sinistra di ogni banconota viene riportato il valore della stessa visibile nella sua interezza solo se mettiamo la banconota in controluce. Tale numero, tecnicamente numero di registro, è formato da una parte chiara, non visibile ed una più scura stampata del colore della banconota. Mettendo controluce la banconota sarà visibile anche la parte chiara che dovrà coincidere perfettamente con quella scura se la banconota è buona.
Un altro particolare da osservare è il cosiddetto filo di sicurezza o filigrana, che prima di tutto deve essere presente ma che deve anche avere impresso sopra il valore della banconota e la scritta euro.
Nel caso dei nuovi venti euro invece da tenere d’occhio è la finestrella all’interno della quale è rappresentata Euro visibile in trasparenza in egual modo sia da un lato che dall’altro della banconota. Sempre su questo nuovo taglio muovete un po’ la banconota e fate attenzione ai filamenti colorati che circondano il numero venti posto proprio sopra all’immagine precedentemente descritta.

Passiamo al tatto
La filigrana bianca presenta in trasparenza parti leggermente più scure ed altre più chiare che guardando la banconota in controluce riproducono in miniatura il motivo e il valore nominale della stessa. Le parti più scure sono in rilievo rispetto alle chiare quindi passandoci la mano sopra sono immediatamente percepibili. Una chicca nota solo ai più esperti è che se poggiamo la banconota su un piano le parti scure sono anche più facilmente visibili.
Ma la cosa più immediata e sicura è la calcografia ossia quel rettangolino posto sulla facciata principale della banconota. Perchè è tanto importante? La calcografia è stampata in rilievo e risulta essere molto ruvida quindi basta passarci su il dito anche velocemente per accorgersene.

Per le monete invece se non riuscite a riconoscere la differenza, alle volte palese, del metallo usato, guardate bene le immagini al centro e sopratutto ai bordi perchè nel caso dei falsi queste risulteranno molto grossolane.

Lavoro

Come Cercare Lavoro all’Estero

Secondo recenti indagini condotte da esperti di settore, sono sempre di più gli Italiani che decidono di cercare lavoro all’estero: le ragioni sembrano essere radicate in una errata considerazione secondo la quale sia più semplice trovare lavoro fuori dall’Italia. In realtà, analizzando i dati della disoccupazione negli altri Stati Europei, possiamo vedere che il tasso di disoccupazione è abbastanza alto un po’ in tutta Europa.

Ma allora quali sono le ragioni che spingono gli Italiani a tentare una esperienza all’estero? Il vero motivo sembra essere il desiderio di fare una esperienza nuova e stimolante, unita alla possibilità di imparare meglio una lingua straniera e poter sfruttare questa conoscenza linguistica acquisita per arricchire il proprio curriculum in vista di lavori successivi.

Per questo motivo a lavorare all’estero sono principalmente studenti alla ricerca del primo impiego, seguiti però da persone insoddisfatte della loro che decidono di tentare una strada nuova ed aprire una nuova attività.

In entrambi i casi però il problema che ci troviamo ad affrontare è quello di come cercare lavoro all’estero. Le modalità di ricerca sono molteplici, a partire dal web fino alla carta stampata, ma cerchiamo di vedere insieme quali sono le più utilizzate:

consultare riviste, giornali e magazine stranieri che abbiano una sezione dedicata al lavoro e disponibili in edicola.
contattare il servizio pubblico per l’impiego dello Stato nel quale si desidera lavorare – si tratta della via più semplice, grazie al fatto che si può comunque fare affidamento anche su agenzie di collocamento private.
rivolgersi al centro per l’impiego più vicino
consultare il sito del Ministero degli Affari Esteri alla ricerca di borse di studio e opportunità lavorative riservate a laureandi, laureati o comunque tutte le persone rientranti nei requisiti previsti dai bandi
rivolgersi ad Agenzie specializzate – in Italia esistono molte agenzie che gestiscono tirocini all’estero o scambi alla pari. Con una spesa molto ridotta puoi infatti beneficiare di un corso di lingua, di vitto ed alloggio, ma anche di una piccola paga settimanale in cambio di aiuto e collaborazione domestica presso le famiglie che hanno dato la loro disponibilità. Tramite queste agenzie puoi avere una garanzia sulla serietà della famiglia ospitante ed evitare spiacevoli sorprese; inoltre ti sarà garantita assistenza continua per tutta la durata del soggiorno
consultare la banca dati Eures, prima banca comunitaria per l’occupazione – lo scopo della rete Eures è quello di riunire domanda e offerta di quasi tutti gli Stati appartenenti alla UE e non solo, per un totale di circa 30 Paesi diversi. La rete Eures può contare su circa 500 professionisti che lavorano per offrire consigli e informare i potenziali candidati di tutti i principali aspetti della vita quotidiana del Paese scelto.

Consigli utili da seguire.

Lavoro

Come Diventare Accompagnatore Turistico

Il turismo rappresenta un’importante attività economica del nostro paese, anche se resterebbe ancora molto da fare per incentivarla e renderla più produttiva.
Gli ultimi dati Istat disponibili confermano un trend di crescita costante, con una battuta d’arresto nei primi mesi del 2002. Negli ultimi 10 anni sono aumentati i turisti stranieri del 20 %, attirati dal costo della vita meno caro, ma anche al fatto che l’Italia si presenta come uno dei paesi mediterranei più accoglienti e ‘stabili’.
L’accompagnatore turistico è una figura professionale relativamente recente, frutto del rapido sviluppo, negli ultimi decenni, del mercato delle vacanze. In Italia, dove si registra oggi un ritardo in molti settori del turismo, questa professione si è diffusa più lentamente che in altre parti del mondo. Del resto basta ricordare come anche i maggiori tour operator italiani, se confrontati con i loro concorrenti del Nord Europa, mostrano di essere ancora piuttosto limitati, per numero di persone impiegate e per giro di affari.
Nonostante questa situazione di ritardo, le aziende turistiche italiane stanno avendo uno sviluppo notevole: l’accompagnatore turistico, che opera a stretto contatto con queste strutture, ha buone ragioni per contare sul diffondersi della figura dell’accompagnatore turistico.

PROFILO
L’accompagnatore turistico chi, per professione, accompagna ed assiste persone singole o gruppi di persone nei viaggi attraverso il territorio nazionale o all’estero, curando l’attuazione del programma di viaggio e fornendo elementi significativi e notizie di interesse turistico sulle zone di transito, al di fuori dell’ambito di competenza della guida turistica.
L’accompagnatore turistico accompagna gruppi di turisti nei viaggi sul territorio nazionale e all’estero. Non è da confondere con la guida, che accompagna i turisti nelle visite guidate a particolari località o monumenti.
L’accompagnatore è il referente esterno delle agenzie di viaggio e gestisce gli adempimenti burocratici e amministrativi del gruppo che accompagna.
Questi i compiti principali a suo carico:
– prendersi cura dei clienti e del buon andamento del viaggio fin nei minimi particolari;
– controllare che tutti i documenti e i biglietti siano pronti e in regola;
– fare rispettare gli orari;
– accogliere i turisti nelle stazioni, aeroporti e alberghi;
– fornire informazioni sui luoghi da visitare e consigliare itinerari suggestivi, spettacoli, attrazioni locali, collegamenti, ecc.
L’accompagnatore turistico ha il compito di risolvere qualsiasi difficoltà o imprevisto che si verifica durante il viaggio.

REQUISITI
L’accompagnatore turistico deve conoscere gli aspetti storico-culturali, folkloristici e geografici dell’area in cui svolge la sua attività. Deve conoscere la geografia turistica italiana, europea ed extraeuropea, le leggi che disciplinano il turismo, le assicurazioni turistiche, le formalità doganali, la sanità all’estero, nozioni di pronto soccorso e almeno una lingua straniera.
Deve essere inoltre in grado di:
– gestire il gruppo e comunicare in modo chiaro ed efficace;
– consultare mappe, cartine geografiche, orari dei mezzi di trasporto, guide turistiche e opuscoli informativi riguardanti i viaggi e gli intrattenimenti turistici, tariffari e documentazione doganale.
Il lavoro dell’accompagnatore è estremamente delicato sotto il profilo umano: deve possedere una certa predisposizione a interpretare le esigenze del gruppo, a risolvere problemi e difficoltà di ogni tipo. Deve essere autorevole, sicuro di sè, paziente, disponibile al dialogo. Molto importante è la passione per il viaggio e la resistenza fisica allo stress. Dovendo gestire il denaro e le prenotazioni, deve infine essere preciso e ordinato.

FORMAZIONE
Per svolgere la professione di accompagnatore turistico occorre superare un esame regionale, per il quale è richiesta la conoscenza di almeno una lingua straniera e un diploma di scuola media superiore. L’abilitazione si consegue con il superamento degli appositi esami, che si articolano in una prova scritta ed in una prova orale.
I requisiti richiesti per iscriversi agli esami sono:
– cittadinanza italiana o di altro Stato appartenente all’Unione europea
– diploma di scuola media superiore o titolo equipollente
– maggiore età.
Le materie oggetto d’esame nella prova scritta sono le seguenti:
– geografia turistica italiana, europea ed extraeuropea; legislazione ed organizzazione turistica;
– disciplina delle comunicazioni e trasporti;
– compiti inerenti l’attività professionale dell’accompagnatore turistico e relative modalità di esercizio.
Le materie oggetto d’esame nella prova orale riguardano tutte le materie della prova scritta e almeno una lingua straniera, scelta dal candidato fra quelle stabilite nel bando d’esame.

SBOCCHI PROFESSIONALI
L’accompagnatore turistico è solitamente un libero professionista, che fornisce i suoi servizi alle imprese di viaggi e turismo. Il suo lavoro si svolge essenzialmente all’esterno delle agenzie, in quanto coinvolto in prima persona nei viaggi. Alcuni accompagnatori seguono i clienti che si spostano all’estero (servizio outgoing); altri invece si specializzano nell’accompagnare i visitatori che vengono a visitare il nostro Paese (servizio incoming)
Si tratta di un lavoro di responsabilità che richiede grande esperienza, maturità e competenza, per cui difficilmente potrà costituire un primo impiego. E’ una professione affascinante e in grado di dare grandi soddisfazioni, ma anche molto faticosa. E’ per questo che molti accompagnatori turistici dopo un certo periodo preferiscono passare ad occupazioni più sedentarie: possono diventare direttori o impiegati di agenzia, continuare a svolgere la professione saltuariamente in un’agenzia di loro proprietà, oppure ricoprire posizioni di tipo organizzativo e dirigenziale all’interno di tour operator.