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Come Utilizzare il Marchio per Generare Traffico Online

L’obiettivo di creare traffico su un sito è spesso perseguito attraverso una serie di politiche quali l’uso di mailing list, forum, promozioni, registrazioni accurate sui motori di ricerca. Tutte soluzioni validissime, certo, ma a volte si sottovaluta un aspetto importante. la potenza del brand.

Il brand
Se è facile tradurre il termine inglese con l’italiano “marca”, più difficile è dare una definizione esauriente del concetto di “brand”.
Per un consumatore il brand rappresenta l’essenza stessa di una azienda:
i valori, il mondo di riferimento e, a ben riflettere, consiste in tutto ciò che contraddistingue una normale polo da una Lacoste, un orologio da uno Swatch. Queste marche non vendono solo merci, vendono mondi di riferimento, immaginari cui il consumatore decide di appartenere esibendone l’etichetta.

Il brand in rete
Poiché l’essere umano è tendenzialmente abitudinario, anche in rete, malgrado l’ampiezza dei percorsi possibili, si finisce per prediligere alcuni siti, ci si costruisce dei punti saldi di riferimento che soddisfano al meglio le nostre necessità. Ecco dunque che pochi siti rappresentano l’approdo ideale di una larga fetta di utenti. Queste aziende sono state capaci di costruire un brand forte per i loro prodotti, catturando utenti sempre nuovi. Ecco un piccolo elenco di ciò che è indispensabile:
Prodotto o servizio all’altezza delle aspettative.
Attività di costruzione della marca.
Denaro da investire.
Attenzione alle strategie di marketing.

Se c’è il brand, ma non il prodotto
Nel caso in cui la tua azienda abbia già un brand conosciuto, bisognerà sforzarsi di specializzarsi in un ambito di competenza ed essere settoriali, unici e focalizzati.
L’obiettivo è infatti quello di soddisfare al meglio le aspettative degli utenti della rete. Inutile dire che in assenza di un prodotto-servizio valido non c’è brand che tenga.

Se c’è il prodotto, ma non il brand
Risulta essere questa la condizione più diffusa. Dovrai fare in modo di far scattare l’associazione nella mente del tuo target tra un’esigenza da soddisfare e
l’ URL del tuo sito. Costruire un brand non è cosa da poco, ma si può iniziare partendo da alcuni presupposti:
Decidi chi vuoi essere: poni un obiettivo su come vuoi che la gente concepisca la tua attività. Fai una lista di ciò che la gente vorresti che dicesse di te.
Diffondi il nome dell’URL nel modo più vasto possibile, ma all’interno del target di riferimento (puoi usare la comunicazione on-line e quella classica: tv, radio, stampa, ecc.)
Ogni elemento della tua comunicazione deve essere coerente e sinergico, al fine di formare un’immagine di marca forte, credibile e unica. Studia ogni dettaglio, dalla grafica del sito al banner, dal linguaggio usato fino alle strategie marketing.
Garantisci un servizio ottimale al cliente
Crea un evento per attirare attenzione; affidati a mani esperte, altrimenti rischi di danneggiare la tua brand immagine prima ancora che si generi.

Lavoro

Come Utilizzare l’Agenda per Lavoro

L’agenda è il migliore amico del manager, è infatti fondamentale avere un piano sempre aggiornato dei propri appuntamenti di lavoro. Inoltre, è un provvidenziale promemoria di numeri telefonici e indirizzi.
Proveremo a consigliarti come scegliere l’agenda che fa per te, come utilizzarla e come mantenerla sempre aggiornata.

Come scegliere la tua agenda
In commercio puoi trovare moltissime agende. Tutte hanno pregi e difetti.
Risulta essere allora decisivo trovare la migliore per le tue esigenze. Chiediti a cosa ti serve soprattutto. In base alla risposta, scegli seguendo anche i nostri suggerimenti.

L’agenda classica. Ha pagine molto spaziose, ciascuna dedicata ad uno specifico giorno. Perfetta se, oltre a registrare gli appuntamenti, vi interessa avere sottomano uno spazio per gli appunti. Inoltre, è semplice da consultare e da conservare. Il limite è che è forse più complesso gestire altre informazioni (indirizzi, numeri di telefono ecc.)
L’agenda organizer. Sono strumenti pių moderni e pensati per un uso strettamente personale. L’organizer conserva con efficienza appuntamenti e numeri di telefono. Ottima anche per pianificare gli impegni, sia nell’arco della giornata che nella settimana. Purtroppo lo spazio a disposizione è spesso limitato: gli appunti devono essere scritti altrove.
L’agenda elettronica. Risulta essere l’ultimo grido: la migliore per memorizzare e recuperare nomi, indirizzi, appuntamenti e altre informazioni personali. Forse, però, sono un po’ scomode da usare e richiedono una certa pratica.

Come utilizzare l’agenda
Alla base di tutto deve esserci un uso ordinato e meticoloso
Prendi l’abitudine di consultare e aggiornare la tua agenda ogni mattina: ti servirà per avere ben chiaro, con un rapido sguardo, l’elenco degli impegni che ti attendono.
Ogni volta che porti a termine un compito, cancellalo dalla pagina.
Dividi gli impegni secondo un criterio di importanza. Se sarai in difficoltà potrai decidere velocemente su cosa concentrarti e cosa lasciar perdere.
Per ogni impegno fissa un tempo massimo necessario per ultimarlo (ma lascia anche un margine supplementare per le situazioni impreviste!); cerca di essere realistico nelle tue previsioni.
Non è una cattiva idea quella di completare l’elenco degli appuntamenti di lavoro con gli impegni del tempo libero. Così ti sarà facile trovare un equilibrio tra affari e famiglia.

Come tenere aggiornata l’agenda
Pensa che guaio sarebbe mancare ad un appuntamento solo perché non lo hai annotato sull’agenda! È fondamentale tenerla sempre aggiornata.
Ogni sera dedica alcuni minuti a scrivere un elenco degli impegni che ti attendono il giorno dopo. Chiedi aiuto alla tua segretaria, se necessario.
Verifica di aver portato a termine tutti i compiti che ti eri prefissato.
Se non hai avuto il tempo di dedicarti a qualcuno di essi, mettili all’inizio del giorno successivo.
Nel corso della giornata, abituati a cancellare dall’elenco i compiti che sono già stati conclusi. Non è solo una questione di ordine: che soddisfazione vedere il proprio lavoro avanzare concretamente.
Annota con attenzione i numeri di telefono che i colleghi ti danno ogni giorno. Conserva i biglietti da visita e ogni sera aggiorna l’agenda.

Molto interessante.

Lavoro

Come Fare Buona Impressione al Colloquio di Lavoro

Se l’invio di un semplice curriculum o una lettera di presentazione via mail o via posta ci preoccupa non poco, figuriamoci un colloquio di lavoro con un responsabile o con un datore di lavoro. Spesso e volentieri incontri simili ci portano ansia.

Prima di tutto, anche per un colloquio di lavoro dal vivo dobbiamo presentarci in modo serio e professionale. Per lasciare una buona impressione al responsabile o al probabile futuro datore di lavoro, dobbiamo seguire delle precise e semplici regole. La prima regola è, se non lo abbiamo già fatto, scrivere un buon curriculum con le nostre competenze e esperienze di lavoro.

Altro consiglio fondamentale è l’abito. Presentarci eleganti in un ambiente di lavoro, anche non del tutto formale, ci aiuterà non poco. Il nostro vestire elegante lascia al datore di lavoro, ai responsabili, ai futuri colleghi, alla società una buona impressione di noi. Rappresenta in loro parte della nostra serietà e professionalità.

Oltre al vestire e portare con noi tutta la documentazione necessaria, facciamo anche molta attenzione a non lasciare nulla al caso, dimostriamo di essere molto precisi. Prima di arrivare al colloquio, da casa prepariamo una lista di probabili domande da presentare ai rappresentanti o al datore di lavoro potenziale. Prepariamo anche una serie di risposte precise da fornire a probabili domande poste dal privato o dalla società in questione. Facciamo esercitazione nel chiedere e rispondere in modo chiaro e preciso. Per fare questo può essere utile l’elenco messo a disposizione da questo sito sul colloquio in questa pagina.

Inoltre, nel colloquio di lavoro dimostriamoci molto interessati alla posizione di lavoro, chiediamo e rispondiamo, come già detto, ma non solo. Nella maggior parte delle risposte fornite in seguito alle nostre domande, ricordiamoci sempre di ringraziare con un sorriso sulle labbra. Dimostriamo la nostra serietà e al contempo la nostra gentilezza. Durante il discorso, annuiamo in segno di assenso, confermeremo il nostro interesse.

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Come Funzionano gli Indicatori Forex

Ci sono molti tipi di indicatori utilizzati per l’analisi tecnica e per aiutare le nostre decisioni nel trading. Quando si avvia il proprio business nel mondo del trading, si può aprire qualsiasi piattaforma e mettere una bandiera sul grafico dei prezzi. È possibile incontrare molti tipi di indicatori, alcuni con nomi molto fantasiosi.

In questa guida vedremo i quattro gruppi base degli indicatori tecnici creati per l’utilizzo della funzione Info che, neanche a dirlo, è presente in ciascuno di loro. Non voglio entrare nel merito di dire quale sia l’indicatore migliore o, ancora, i dettagli specifici, ma le caratteristiche generali possono aiutare a capire meglio e utilizzare ogni indicatore.

I quattro tipi fondamentali di indicatori tecnici
In generale, ogni indicatore tecnico utilizzato in commercio, può essere messo in uno di questi gruppi a seconda delle informazioni principali che fornisce
Indicatori di tendenza
Indicatori di quantità di moto
Indicatori di volatilità
Indicatori di volume
Indicatori di tendenza

Gli indicatori di tendenza sono usati per indicare la direzione del mercato , cioè, la direzione del trend. Ci sono molti indicatori di questo tipo.

Gli indicatori di tendenza possono essere utilizzati sfruttando le regole d’oro che si sentono in continuazione quando si parla di forex trading e dei mercati finanziari in generale. Anche se queste regole, come tutti gli altri , hanno i loro detrattori e le loro eccezioni, ci sono anche strategie di controtendenza che si basano su operazioni contrarie a questa regola.

Alcuni esempi di indicatori trend-following sono il Parabolic SAR o le medie mobili

Indicatori di momentum , o moto , misurano la forza e / o la velocità di un movimento di prezzo direzionale. Questo tipo di indicatori è il migliore per determinare un cambiamento nella direzione del prezzo. La maggior parte degli indicatori mostra oscillatori di momentum all’interno delle zone di ipercomprato o ipervenduto.

Esempi di indicatori di momentum sono il CCI (Commodity Channel Index), RSI (Relative Strength Index) o stocastico.

Indicatori di volatilità

Come suggerisce il nome , questi indicatori mostrano informazioni relative alle variazioni di volatilità del mercato . Gli esempi più importanti di indicatori di volatilità sono gli ATR , Bande di Bollinger o le buste.
Nella giornata di domani riprenderemo il discorso sugli indicatori valutando le caratteristiche di altri importanti strumenti di controllo.

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Indicatori Forex – Stocastico e Percentuale di William Range

Abbiamo parlato negli scorsi articoli degli indicatori. Prima di continuare con l’ultima serie di indicatori per l’analisi tecnica del mercato delle valute, dobbiamo chiarire il discorso delle formule matematiche sulle quali tali indicatori si basano. Tutti gli indicatori sono calcolati partendo da formule matematiche più o meno complesse.

Qualunque sia l’indicatore che vorreste usare, in ogni caso, non bisogna preoccuparsi di dover calcolare ogni volta la formula a mano, dato che i software di forex che i broker mettono a disposizione già effettuano questo ed altri calcoli in automatico.

L’indicatore stocastico è ideale per chi è un grande fan degli indicatori RSI e del MACD. Questo indicatore è una combinazione di entrambi gli indicatori precedenti e permette di avere un chiaro punto di entrata, attraverso l’uso delle medie mobili, mentre ci permette contemporaneamente di vedere se la moneta è in una fase di ipercomprato o di ipervenduto. Racchiude un po’ il meglio di entrambe gli indicatori.

L’indicatore percentuale di William Range è stato creato da Larry Williams. Ha una funzionalità simile a quella dello stocastico ed è utilizzato dagli operatori per determinare se una valuta è in una fase di ipercomprato o di ipervenduto. Considerando che l’indicatore stocastico è diretto, l’indicatore William completa le indicazioni che lo stocastico ci offre grazie al fatto che è tracciato su una scala rovesciata, ovvero con il valore 0 in alto e il valore 100 in basso. Come funziona dunque questo indicatore?

Una pratica comune tra gli utenti per usano il William Range è quello di acquistare quando %R raggiunge il 100% , mentre si vende quando il valore del %R raggiunge lo 0%.

L’indicatore ZigZag si concentra unicamente sulle inversioni di prezzo importanti, in maniera da dare ai commercianti una visione molto semplice e rigida di come prezzo si sta muovendo e di come potrebbe muoversi in futuro.