Lavoro

Come Diventare Revisore Contabile

Il revisore contabile ha il compito di verificare la correttezza dei conti delle società e garantirne l’attendibilità di fronte alla legge.
Deve saper analizzare il contesto organizzativo per poter fare un primo controllo interno delle scritture contabili e predisporre un programma di revisione.
Verifica che non vi siano state irregolarità, sbagli o mancanze nella gestione economica e che quanto riportano i libri contabili dell’azienda corrisponda alla situazione reale. Con il suo lavoro tutela le parti interessate all’attività e l’andamento dell’impresa garantendo, in questo modo, la trasparenza del mercato. Una volta terminato il controllo, deve compilare una relazione che viene poi depositata in tribunale.
Si tratta di un lavoro di grande impegno e responsabilità che, proprio per la sua complessità, viene svolto generalmente in team.
Il revisore contabile può operare come libero professionista o all’interno di una società di revisione.

Formazione
Per esercitare la professione di revisore contabile è necessario avere conseguito almeno una laurea di primo livello in ambito economico-aziendale o giuridico.
L’offerta formativa è piuttosto varia e le denominazioni dei corsi di laurea sono attribuite direttamente dalle università, per cui risulta difficile elencare tutti i corsi attivati dalle varie facoltà.
Per approfondire le basi ottenute con il corso di laurea è preferibile seguire un master di specializzazione, che fornisca una preparazione più mirata alla professione. I master post laurea in Bilancio e Revisione Contabile o in Auditing sono organizzati in molte città italiane.

Accesso alla professione
L’accesso alla professione di revisore contabile (definito ora anche revisore legale) è regolamentata dal Decreto Legislativo n. 88/1992, che ha istituito il Registro dei Revisori Contabili.
Possono infatti esercitare l’attività di revisione soltanto i soggetti iscritti nel Registro, tenuto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, subentrato al Ministero della Giustizia, Decreto Legislativo 39/2011.
Per iscriversi al registro è necessario sostenere un esame di Stato, al quale si può accedere con il possesso del diploma di laurea.

La discussione dell’esame è consentita a
chi ha svolto un tirocinio di tre anni basato su controllo di bilanci e di esercizio presso lo studio di un professionista iscritto nel Registro dei Revisori Contabili;
chi ha prestato servizio presso un istituto, un ente o un’amministrazione pubblica, che istituzionalmente esercita attività di controllo contabile;
chi è stato componente, per almeno un triennio, di un collegio sindacale o di un organo di controllo contabile di enti.
L’esame, articolato in tre prove scritte e una orale, è indetto annualmente con decreto del Ministro della Giustizia ed è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e nel Bollettino Ufficiale del Ministero.

Sono esonerati coloro che risultino iscritti nell’Albo Professionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili unificato con quello dei Ragionieri e Periti Commerciali.
Chi ha i requisiti richiesti per essere esonerato dall’esame o da alcune materie oggetto delle prove, può inoltrare la domanda alle Corti d’Appello del proprio distretto di residenza.

Se l’Esame di Stato ha avuto esito positivo, ci si può iscrivere all’Albo dei Revisori Contabili, che dal 1° gennaio 2008 è passato sotto le esclusive competenze dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.

Il Registro dei Revisori Contabili e il Registro del Tirocinio sono tenuti dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.

Lavoro

Come Diventare Tappezziere o Decoratore

Il tappezziere è l’artigiano che realizza tendaggi, tappezzerie e imbottiture per ricoprire mobili, sedie e altri elementi d’arredo. Si occupa anche di riparazioni, rimettendo a nuovo tappezzerie e imbottiture usurate o danneggiate.
Il suo lavoro consiste nel tagliare i materiali, che utilizzerà nella forma e nelle dimensioni corrette, sagomarli, preparare le imbottiture (per esempio per un divano o una poltrona), assemblare il sistema di molleggiamento del mobile, applicare le rifiniture o decorazioni finali.
Risulta essere parte dei suoi compiti anche confezionare un tendaggio, da interno o da esterno, e montarlo con i necessari sistemi di apertura e chiusura. Inoltre, deve essere in grado di applicare la tappezzeria alle pareti e la moquette ai pavimenti di una casa.
Un tappezziere deve, quindi, conoscere bene i vari tessuti, per utilizzarli nella maniera migliore, e avere sensibilità estetica per l’abbinamento dei colori. Deve essere dotato di pazienza, precisione, buona manualità e una certa resistenza fisica, in quanto il suo lavoro può essere piuttosto faticoso.

Il decoratore si occupa di preparare e tinteggiare i muri, interni o esterni, di abitazioni o edifici. Oltre a imbiancare le pareti può abbellirle, su richiesta del cliente, con particolari tecniche decorative: il trompe l’oeil, lo stencil, le dorature, il finto marmo, lo stucco.
Infine, può occuparsi della ristrutturazione o del rivestimento delle facciate dei palazzi, come dipendente di un’impresa edile.
La sua professione richiede precisione e resistenza fisica. Nel caso di realizzazioni con tecniche complesse, sono necessari anche predisposizione per la pittura e buon gusto per la scelta e l’abbinamento dei colori.

Formazione
La formazione del tappezziere avviene, di solito, attraverso l’esperienza di lavoro presso il laboratorio di un artigiano che svolga già la professione.
Le Regioni finanziano corsi di formazione professionale rivolti a giovani in possesso del diploma di scuola secondaria di primo grado (ex licenza media inferiore). Solitamente, sono previste molte ore di laboratorio. Alcuni enti di formazione organizzano anche corsi per la figura del tappezziere – restauratore, specializzato nel recupero di mobilio e tessuti d’epoca. In questo caso, la formazione include nozioni di storia dell’arte e la preparazione è orientata alle tecniche tradizionali.
Anche il decoratore può formarsi direttamente con l’apprendistato, lavorando presso un professionista già esperto. In alternativa, esistono corsi di formazione professionale, finanziati e riconosciuti dalle Regioni oppure privati. Nel caso si tratti di scuole private la loro frequenza è, ovviamente, a pagamento. Spesso tali corsi sono orientati all’apprendimento di una tecnica particolare, come il trompe l’oeil o l’affresco. In genere, si rivolgono a ragazzi e giovani in possesso del diploma di scuola secondaria di primo grado (ex licenza media inferiore).
Per informazioni maggiori sulle possibilità formative come decoratori o tappezzieri si consiglia di rivolgersi agli Informagiovani locali.

Accesso alla professione
Le professioni di tappezziere e decoratore non sono regolamentate da una legge nazionale, per cui non esiste un albo a cui iscriversi.
Il tappezziere può lavorare come dipendente presso i laboratori artigianali, oppure intraprendere un’attività indipendente come libero professionista.
Lo stesso vale per i decoratori, che possono impiegarsi presso laboratori artigianali, imprese edili o avviare autonomamente una ditta propria.
Nel caso scelgano di dedicarsi alla libera professione, tappezzieri e decoratori sono tenuti per legge a iscriversi all’Albo delle Imprese Artigiane presso la locale Camera di Commercio.

Banca

Mutuo Ipotecario – Significato e Definizione

Il mutuo è un particolare contratto secondo cui il richiedente del mutuo, detto mutuatario, richiede al mutuante (colui che eroga il mutuo) una certa somma di denaro per l’acquisto di un bene immobile, generalmente un’abitazione.
Normalmente il mutuo viene erogato da un istituto di credito a favore di un soggetto, e ovviamente l’istituto di credito si rivale sul mutuatario, che dovra’ restituire la somma erogata con rate secondo l’accordo con la banca stessa, ma l’istituto di credito chiede anche un’ulteriore garanzia in caso di insolvenza da parte del mutuatario: si tratta dell’ipoteca.

La garanzia prevede appunto l’iscrizione dell’ipoteca sull’immobile, una registrazione relativa all’immobile acquistato eseguita da parte di un notaio alla Conservatoria dei Registri immobiliari che funge da garanzia nel caso in cui il mutuatario non riesca per qualunque motivo ad estinguere il debito, e quindi l’istituto di credito erogante si ritrova con il bene stesso a copertura del debito.
Ovviamente quando invece il mutuo viene estinto va effettuata la cancellazione dell’ipoteca che grava sull’immobile rendendolo a tutti gli effetti di proprieta’ del mutuatario.

L’erogazione di un mutuo prevede l’apertura di una istruttoria mediante la quale si presenta la documentazione relativa all’immobile e al richiedente, per verificare che le garanzie fornite tranquillizzino la banca ad erogare la somma richiesta.
Se l’istruttoria è positiva l’atto di mutuo e’ generalmente erogato contemporaneamente all’atto di compravendita dell’immobile, e in quel momento l’istituto di credito consegna al mutuatario l’importo erogato, che sara’ il capitale oggetto del piano di pagamento del mutuo.
Il rimborso del capitale erogato viene concordato tra il richiedente e la banca erogante all’atto della richiesta stessa del mutuo, ed e’ studiato in modo tale da rendere meno gravoso possibile, in base alla situazione del richiedente, il rimborso delle rate.
Esistono mutui di molti tipi, in base all’importo della rata, al tipo di tasso e alla scadenza delle rate.
L’importo degli interessi e’ calcolato in base a uno spread (il guadagno percentuale dell’istituto di credito (generalmente compreso tra lo 0,5 e l’1%) sommato al tasso di riferimento Euribor che è il tasso di riferimento medio (calcolato giornalmente) delle operazioni finanziarie tra le Banche Europee.

Per semplificare elenchero’ di seguito le tipologie piu’ comuni:
– mutuo a tasso fisso, in cui il tasso è convenuto dalle parti, piu’ alto dei tassi variabili ma garantisce una durata certa e una rata fissa nel tempo.
– mutuo a tasso variabile: sfrutta i periodi in cui l’Euribor e’ basso ma con la sua salita si corre il rischio di ritrovarsi con una rata molto piu’ alta di quando si e’ cominciato a pagare il mutuo.
– mutuo a rata fissa e tasso variabile: conosciamo l’importo della rata dall’inizio, non sappiamo quando il debito verra’ estinto perche’ il tempo diminuisce o aumenta con la discesa o la salita dei tassi di interesse.
– mutuo a tasso bilanciato: l’interesse e’ un mix tra fisso e variabile, garantisce di sfruttare le fluttuazioni del tasso senza rischiare troppo quando i tassi salgono molto.
– mutuo capped rate: l’interesse e’ variabile ma è prefissato un valore massimo per la rata.

Molto interessante.

Banca

Mutuo Fondiario – Significato e Definizione

Esistono diverse forme di mutuo i più diffusi attualmente sono quelli immobiliari e tra di essi quello fondiario.
Analizziamo dunque le peculiarità di questa forma di prestito.
Le caratteristiche proprie di questa formula mutuale sono:
-una durata superiore a 18 mesi
-un rapporto tra la somma mutuata e il valore della garanzia non superiore all’80% cosi come l’attuale legislazione recita.
Questo tipo di mutuo ha una durata medio lunga e viene concesso da un istituto di credito (banca) con il solo scopo di acquistare un immobile.

La garanzia sarà quindi costituita da un’ipoteca di primo grado sull’immobile che l’acquirente va a acquistare con i fondi in prestito.
La disciplina che regola questa forma di prestito è trattata nel D.L. 385 del 01/09/1993 altressì nominato Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, nella fattispecie dall’articolo 38 a quello 42.
All’articolo 38 troviamo la “nozione di Credito Fondiario” che poi non è altro che quello che abbiamo appena scritto sopra ovvero le caratteristiche proprie di questa forma di credito.
Se paragoniamo questo tipo di prestito con un altro di simile scopo, per esempio il mutuo edilizio, ci rendiamo conto che la principale differenza è che quello edilizio viene mutuato a stadi di avanzamento del progetto edile, mentre quello fondiario viene rilasciato dietro garanzia di immobile.

Il cliente che va a chiedere un mutuo fondiario deve tener presente che la banca predilige offrire questo tipo di prestito poichè in caso di non assolvimento del debito o di fallimento della parte debitrice, potrà vantare a garanzia in solido l’immobile che ricordiamo è coperto da ipoteca sino all’80% del valore.
Comunque a garanzia del richiedente il prestito possiamo sottolineare alcuni importanti vantaggi:
-dopo l’estinzione della quinta parte del debito originario, si ha diritto ad una riduzione della domma iscritta ad ipoteca;
-in caso di edificio o complesso si ha diritto alla suddivisione del finanziamento in quote e persino al frazionamento delle ipoteche di garanzia in modo equo rispetto alla quota della propria unità abitativa.
-Le spese notarili in questa formula mutuale risultano essere ridotti della metà
– Inoltre questa è l’unica formula di prestito in cui il cliente può saldare anticipatamente il debito estinguendolo a fronte di una commissione omnicomprensiva.
-Gli interessi passivi possono essere detratti dalla dichiarazione di reddito qualora il prestito sia contratto per l’acquisto o la costruzione della prima casa, ovvero quella di residenza.

In ogni caso, essendo il diritto bancario in continua evoluzione corretto è consigliarvi la visione completa delle norme vigenti e sopratutto contattare un consulente finanziario di fiducia.
Da notare infine che spesso questo mutuo è concesso dalle banche con diverse agevolazioni.

Soldi

Mutuo Casa – Significato e Definizione

Sicuramente, investire nell’acquisto della casa, è una buona scelta. Bisogna ovviamente , scegliere il mutuo che fa per noi, facendo attenzione alle offerte dei vari istituti, iniziando naturalmente dalla vostra banca di fiducia. In questa guida, cercherò di sintetizzare, le principali caratteristiche del mutuo, i tassi, la rinegoziazione e la scelta in base alle nostre possibilità.

Comprare casa con il mutuo

Acquistare casa, è un pò il sogno di tutti noi. C’è chi ci pensa prima del matrimonio, o magari anche dopo qualche anno di assestamento. Indubbiamente, si tratta di compiere un percorso con tante tappe e dalla durata più o meno lunga. Insomma, difficile che nel giro di un mese, riusciate a trovare la casa dei vostri sogni, e che tutto l’iter si dissolva in così poco tempo. Per prima cosa, c’è da sapere che, se vi rivolgete ad un’agenzia immobiliare, dovrete versare la mediazione nella misura che non può in ogni caso superare il 3% del valore dell’immobile. Alcune agenzie, richiedono il versamento dell’intera somma all’atto del compromesso, altri dividono l’importo tra l’atto del compromesso e la stipula del rogito.

Non fermatevi al primo immobile che vedete, non dite subito “sì , mi piace”. A mente fredda poi, troverete sicuramente qualcosa che non va. Non fatevi raggirare dalle solite frasi degli agenti immobiliari “Deve decidere in fretta, perchè altre persone sono venute a visitare l’immobile ed è piaciuto” o frasi similari. Ponete all’agenzia tutte le domande che vi passano per la testa , tutti i vostri dubbi, non abbiate paura di porre interrogativi “stupidi”. Prima di comprare bisogna essere sicuri che quello che vogliamo corrisponda a quello che vediamo. Guardate ogni piccolo particolare, ogni minima cosa.

E poi, prendete tutto il tempo che volete prima di decidere, senza farvi fare fretta da nessuno. Non fermatevi comunque al primo immobile che vedete, girate quanto basta, per trovare l’offerta più conveniente, e arrivate all’immobile che più vi piace. Insomma , acquistare casa non è come fare la spesa tutti i giorni. La casa è per sempre, e deve essere come l’avete sempre sognata e, in questo caso, non è giusto “accontentarsi”. Piuttosto, aspettate ancora e rivolgetevi ad altre agenzie immobiliari, oppure ad altri costruttori ( nel caso decidiate per un immobile in costruzione) e continuate a cercare. Ci vorrà magari anche un anno, ma vale davvero la pena di aspettare.

Procedura per ottenere il mutuo

Avete individuato l’immobile da acquistare e ora dovete seguire l’iter per richiedere il mutuo. Per prima cosa, rivolgetevi alla vostra banca di fiducia e, poi magari orientatevi verso altri istituti, per conoscere le diverse offerte che vengono proposte da ognuno di loro, ricordandovi che , per prima cosa che vi chiedono, è l’accredito dello stipendio. Fatevi illustrare le diverse tipologie di mutuo ( che vedremo più avanti) e i diversi tassi di applicazione, al fine di poter scegliere quello più adatti a voi.

Tenete presente, che l’importo del mutuo è pari al valore dell’immobile iscritto all’atto del rogito, ovvero al valore dichiarato. Se, per ipotesi, al rogito viene dichiarato il valore di 100.000 euro, del vostro immobile, l’importo del mutuo non può superare i 100 mila euro. Non conviene nemmeno rischiare, oggi i rischi di un controllo sono davvero tanti. Piuttosto, chiedete un aiuto ai genitori! Qualsiasi sia la formula di mutuo che decidiate di fare, sono molti i documenti che dovete presentare alla banca prescelta. Di seguito la lista che più o meno richiedono la maggior parte degli istituti di credito. Per prima cosa occorre presentare documenti di identità , quindi copia della carta d’identità o della patente e copia del codice fiscale.

Presso l’anagrafe occorre fare richiesta del certificato di residenza, lo stato di famiglia, il certificato di nascita, il certificato di stato civile ( alcuni istituti richiedono anche l’estratto di matrimonio), e il certificato di cittadinanza. In alcuni casi viene accettata in sostituzione del certificato originale l’autocertificazione, che è possibile scrivere seguendo questa guida su Autocertificazioni.net, anche se per le banche non è obbligatorio accettare il documento. Per quanto concerne la situazione reddituale di chi richiede il mutuo, bisogna presentare le ultime due buste paghe, il modello unico o il modello 730 e il cud. Per quanto riguarda invece, l’immobile da acquistare, occorre presentare una copia del contratto preliminare, ovvero il compromesso, il contratto di compravendita e l’ultimo atto di proprietà con annesso il certificato di abitabilità. Se l’immobile per cui si richiede il mutuo è già costruito , occorre presentare anche la planimetria catastale e l’estratto di mappa. Se, al contrario, l’immobile è in costruzione, bisogna obbligatoriamente presentare la copia di concessione edilizia e il disegno del progetto vistato dal Comune.

Tipologie di mutuo

Ecco i principali tipi di mutuo in base ai tassi d’interesse:

Mutuo tasso fisso: si tratta di una formula che vi garantisce fino alla sua completa estinzione, il pagamento della stessa rata. Unico neo, il tasso d’interesse, che essendo fisso, è sicuramente maggiore rispetto agli altri tipi di tassi.
Mutuo tasso variabile: con questo tipo di mutuo , la rata mensile può variare a seconda dell’indice mibtel, in quanto il tasso in questo caso è variabile.
Mutuo tasso variabile rata fissa: questa formula vi permette di mantenere lo stesso importo della rata. A variare sarà la durata del mutuo. Se il tasso aumenta, aumenteranno il numero delle rate da pagare.
Mutuo misto: con questa tipologia di mutuo la rata può subire variazioni anche mensilmente.
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Estinzione anticipata del mutuo

Tante novità per chi decide di estinguere in anticipo il mutuo , per accenderne uno nuovo, sicuramente più conveninete. Tuttavia, questa operazione “distrugge” la banca che subisce infatti un danno. Viene restituito l’intero capitale, ma l’istituto di credito perde tutti gli interessi futuri, che erano stati programmati all’accensione del mutuo. Solitamente, nel contratto viene indicato la percentuale della penale da pagare in caso di estinzione anticipata , che può essere compresa tra l’1% e il 3% del capitale residuo.

Da sottolineare comunque che recentemente, le normative vietano l’inserimento della penale per l’estinzione anticipata dei mutui. Ma questa clausola, non è valida per tutti i contratti stipulati. Inizialmente, questa agevolazione riguradava esclusivamente i mutui stipulati per acquistare “la prima casa”, poi si è estesa anche per le seconde case e per le ristrutturazioni. Tenete presente in ogni caso, che estinguere il mutuo prima che siano passati 18 mesi, può avere gravi conseguenze fiscali. Il mutuo è soggetto ad un’imposta sostitutiva pari allo 0,25% dell’importo del mutuo percentuale che arriva al 2%, quando il mutuo acceso, ed è destinato a finanziare l’acquisto o la ristrutturazione che non riguarda l’abitazione principale.

Alcuni uffici dell’agenzia del territorio, rifiutano di annotare la cancellazione dell’ipoteca , per chi estingue un mutuo prima dei 18 mesi dell’accensione stessa, se non viene pagata l’imposta dovuta. L’importo in proporzione è pari allo 0,50% e l’imposta ipotecaria al 2%. Se pensate di voler cambiare contratto di mutuo fatelo dopo almeno 18 mesi dall’inizio, per non incidere in spiacevoli problemi col fisco. Valutate in ogni caso, molto bene, quanto vi convenga estinguere in anticipo il mutuo, con tutte le spese che comporta, in caso di rinegoziazione o di rottamazione del mutuo, come vedremo meglio nel paragrafo successivo.

h2>Rottamazione del mutuo

Il mercato del mutuo, cresce ogni giorno di più e propone sempre nuove formule. Proprio per questo motivo , chi ha stipulato un mutuo ipotecario alcuni anni fa, potrebbe oggi sostituirlo con un tipo diverso. Ma in che modo? Esistono due alternative per “cambiare” mutuo: la rinegoziazione e la rottamazione. Nel primo caso, si modificano semplicemente le condizioni del mutuo già in essere, scegliendo tra le proposte delle stesso istituto. Diverso il discorso della rottamazione, che prevede la sostituzione del vecchio mutuo con uno nuovo.

Sia nel caso della rinegoziazione che nella rottamazione si può optare per un mutuo più leggero, in base alle nostre esigenze. Il primo fattore che spinge una famiglia a cambiare mutuo, è ovviamente il tasso d’interesse. Chi ha acceso un mutuo con il 7% di interesse a tasso fisso, può sicuramente sostituirlo. Ad oggi, il tasso fisso si aggira intorno al 5%.

Ma può cambiare formula di mutuo, anche chi, alcuni anni fa, ha scelto un mutuo a tasso variabile, e oggi magari si trova in difficoltà per via delle rate che aumentano sempre di più, per via del tasso che cresce. Pensandoci bene, forse a parità ,meglio un tasso fisso, o ancora un tasso variabile a rata fissa. Le scelte oggi, come dicevamo sono davvero vaste. Ma cosa bisogna fare se si vuole cambiare mutuo? Indubbiamente, la prima cosa da fare è recarsi nell’istituto dove avete stipulato il mutuo, e informarsi dagli addetti ai lavori, quali tipologie di mutui propongono e che offerta scegliere.

Rinegoziazione del mutuo

Se si decide di rinegoziare il mutuo esistente, ( come abbiamo detto, si tratta solo di modificare le clausole), è sicuramente la soluzione meno costosa. Non c’è infatti la penale per l’estinzione, non occorre nuovamente la perizia, le spese notarile sono notevolmente ridotte, e anche le spese di istruttoria da parte dell’istituo di credito, sono ridotte al minimo. Prima di decidere, studiate a tavolino quanto e se conviene davvero cambiare mutuo, rimanendo nello stesso istituto. Se tuttavia, le offerte della banca dove precedentemente avete stipulato il mutuo, non vi convince, potete rivolgervi presso altri istituti.

Se optate per questa possibilità, si parla di rottamazione mutuo. La penale per estinguere il mutuo è notevolmente ridotta rispetto agli anni passati. Per quanto riguarda l’ipoteca , anzichè cancellarla e aprirne una nuova, si può semplicemente spostarla , risparmiando così le spese che comporterebbe invece la cancellazione. La banca prescelta, dovrà rifare la perizia e ricorrere l’ispezione ventennale dei registri immobiliari. Libera ovviamente di rivolgersi per questa operazione, al notaio dove allora avete provveduto a stipulare il rogito. Queste sono le due possibilità che vi permettono di avere un mutuo su misura, al passo coi tempi e in base alle vostre odierne esigenze.

L’agente immobiliare

Ci si rivolge sempre più spesso alle figure degli agenti immobiliari, per comprare o vendere un immobile. Oggi, tutti gli agenti immobiliari devono essere iscritti al ruolo degli agenti di affari in mediazione, tenuto dalla Camera di Commercio. Chi non è iscritto, non è quindi in regola e non può svolgere questa professione. Se fa in ogni caso da mediatore, non ha diritto a ricevere la provvigione e in caso contrario, può essere soggetto a sanzioni. Molte agenzie, seguono i propri clienti ( acquirenti e venditori) in tutto l’iter, in tutto il percorso, fino all’atto finale del rogito. Questo “disturbo” viene pagato dai clienti con la cosidetta “provvigione”. Essa si calcola in percentuale sul prezzo dell’immbile in questione. Solitamente, si aggira intorno al 3%.

La provvigione è dovuta ( sia da parte dell’acquirente, sia da parte dei venditori), per aver messo in contatto entrambi le parti. Ricordate, che un’agenzia immobiliare può avere l’esclusiva. Se siete voi i venditori, leggete bene tutte le clausole, prima di dare l’incarico. Avere l’esclusiva significa, che se il venditore trova l’acquirente da solo o tramite un altro mediatore, l’agenzia ove avete dato l’incarico di esclusiva ( in genere dura 6 mesi) ha diritto ugualmente alla provvigione. Gli agenti immobiliari oggi, hanno l’obbligo di registrare tutte le scritture private non autenticate ( i preliminari di compravendita).

Le ultime direttive, parlano di altre dichiarazioni da fare. Venditore ed acquirente, nell’atto notarile di compravendita devono dichiarare i dati dell’agente immobiliare, la provvigione pagata e le modalità di pagamento. Oggi, il 19% dell’importo della provvigione per l’acquisto della prima casa, può essere scaricato dalle imposte sul reddito. L’importo non deve però superare i 1000 euro ( cifra davvero irrisoria, a mio parere, visto che il 3% del prezzo di acquisto di un immobile oggi, supera di gran lunga questo importo.